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TEMPO LITURGICO

   
 

Tempo di Avvento
La venuta di nostro Signore Gesù Cristo
E. Flicoteaux


Riferimenti biblici: 1Tess 4,1-18; IIPt 3,1-10; Ap 22,17-20


"Venuta di nostro Signore Gesù Cristo": è questo il titolo ufficiale e completo che il martirologio romano dà al periodo liturgico che noi chiamiamo "Avvento".
Non occorre dimostrare l'esattezza di questo titolo applicato alle quattro settimane che precedono il Natale, poiché, secondo la mente della Chiesa, esse hanno il fine preciso di prepararci alla venuta del regno di Gesù Cristo. Si tratta della stessa venuta che noi sollecitiamo continuamente nel Padre nostro: Venga il tuo regno; il che non vuol dire che non sia ancora iniziato quel regno di cui i profeti ci hanno fatto intravvedere la magnificenza e le vaste proprozioni.

Dopo la nascita di Cristo seconso la carne, questa venuta sta realizzandosi e continuerà fino alla consumazione dei secoli. L'Avvento intende prepararci alla fase estrema, al ritorno del Figlio dell'Uomo che, soggiogati tutti i nemici e annientata la stessa morte, apparirà sulle nubi del cielo come supremo Padrone e Signore dell'universo.


  Ecco perché la prospettiva del glorioso ritorno di Cristo, della "parusia", domina tutta la liturgia dell'Avvento ...

E' spontaneo chiedersi perché la Chiesa annetta tanta importanza alla preparazione di un evento che la presente generazione non vedrà effettuarsi e che forse accadrà in un avvenire ancora molto remoto.
Non basta dunque che ciascuno di noi si prepari alla venuta di Cristo che si realizzerà nell'ora stessa della nostra morte?

La Chiesa si è sempre preoccupapa del ritorno glorioso del Salvatore; e nonostante la lunga attesa, incessantemente lo desidera, lo spera, lo sollecita.

Sappiamo quanto le prime generazioni cristiane nutrissero il desiderio di rivedere iCristo e di contemplarlo nella pienezza del suo trionfo. A ben riflettere non potremo dunque meravigliarci del posto che la Chiesa riserva agli ultimi eventi nella sua liturgia; poiché ha disposto le cose con tale ordine, che l'anno cristiano ha principio e fine nella prospettiva della parusia.

Come potremo perdere di vista il ritorno di Cristo, quando ogni giorno, per formale invito del Salvatore stesso, ne imploriamo la venuta nel Padre Nostro? Tutte le preci dell'Avvento si possono ridurre all'invocazione che ritorna continuamente sulle labbra della Chiesa: " Vieni, o Signore, e non voler tardare più".

 
La Chiesa desidera ardentemente il ritorno glorioso di Cristo, perché questo deve segnare per lei la fine dell'esilio e l'entrata definitiva nella gioia eterna. Allora soltanto si compiranno le nozze descritte negli ultimi capitoli dell'Apocalisse, il libro misterioso che giustamente termina con questa invocazione della Sposa: "Vieni, Signore Gesù!" (Ap 22,20).

Del resto Cristo è colui che viene e che continuamente si avvicina. Quando la Chiesa scongiura il Signore di venire, evidentemente pensa a questo ritorno glorioso col quale terminerà l'opera della nostra redenzione. Quantunque noi dobbiamo preparaci alla venuta di Cristo ogni giorno e ogni tempo dell'anno, conviene tuttavia che, all'inizio del ciclo liturgico, l'Avvento faccia la nostra preparazione più vigilante e più attiva.


E. Flicoteaux, benedettino liturgista (+ 1958): Nuovo Anno liturgico, Ed. Paoline, Pescara 1961 - pagg 11-15.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 9-10


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