TEMPO LITURGICO

   
 

Tempo di Avvento
Cristo viene continuamente in noi
Guerrico d'Igny


Riferimenti biblici: Gen 15,1-6; Gv 14,18-23; Fil 3,12-21


"Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete, diceva il Signore ai suoi discepoli. Vi dico infatti che molti profeti e re desiderarono vedere ciò che voi vedete e non lo videro" Lc 10,23-24). Abramo nostro padre, ha esultato al pensiero di vedere il giorno di Cristo: l'ha visto, ma mentre si trovava negli inferi, e se n'è rallegrato ...
Noi aspettiamo il giorno anniversario della nascita di Cristo e, secondo la promessa del Signore, lo vedremo presto.
La Scrittura sembra esigere da noi una gioia immensa: il nostro spirito, innalzandosi sopra se stesso, dovrebbe come slanciarsi, pazzo di gioia, incontro al Cristo che viene, tutto teso in avanti con un ardore impaziente, nel desiderio di contemplare il futuro ...


  Chiedo per voi, fratelli, che il Signore, prima ancora del suo avvento, venga a voi: che prima di apparire al mondo intero, venga a visitarvi nel vostro intimo.
Egli infatti ha detto: "Non vi lascerò orfani; ritornerò a voi" (Gv14,18). E in verità, secondo il merito e il fervore di ciascuno, c'è una venuta frequente del Signore che, nel tempo intermedio tra il primo e l'ultimo avvento, ci conforma all'uno e ci prepara all'altro.

Il Signore viene adesso a visitarci perché la sua prima venuta non sia inutile per noi, e l'ultima non ci porti una sentenza di condanna. Con il suo avvento attuale, infatti, egli cerca di correggere la nostra superbia, rendendoci conformi alla sua umiltà, così come egli l'ha manifestata nella sua prima venuta; e allora potrà trasformare il nostro umile corpo rendendolo simile al suo corpo glorioso, che apparirà al momento del suo ritorno finale.

Per questo, con la nostra ardente preghiera e con il nostro fervore, dobbiamo disporci a ottenere questa visita personale che ci dà la grazia del primo avvento e ci promette la gloria dell'ultimo. Perché "Dio ama la misericordia e la verità, e il Signore darà la grazia e la gloria" (Sal 83,12); nella sua misericordia ci conferisce la grazia e nella sua verità ci darà la gloria.

Questo avvento spirituale, situato tra le due venute corporali del Cristo, partecipa dell'una e dell'altra, non soltanto per il tempo in cui si verifica, ma anche per la sua natura intrinseca.

 

La prima venuta fu umile e nascosta, l'ultima sarà magnifica e manifesta a tutti. La venuta di cui parliamo è nascosta, ma insieme magnifica. Dico nascosta non perché sia ignorata da colui che è visitato, ma perché avviene nel più profondo del nostro essere ... Il Cristo giunge senza essere visto e si allontana senza che ce ne accorgiamo, mentre quando è presente egli è l'unica luce dell'anima e dell'intelligenza, la luce in cui l'invisibile appare e l'inconoscibile si lascia intuire. D'altra parte questa venuta del Signore, sebbene nascosta, è magnifica, e getta l'anima che contempla nello stupore dolcissimo dell'adorazione.

Allora, dal più profondo dell'uomo, prorompe questo grido: "Signore, chi è simile a te?" (Sal 34,10). Lo sanno bene coloro che ne hanno fatto l'esperienza; e piaccia a Dio che quelli che non l'hanno fatta ne provino il desiderio!


Guerrico d'Igny, abate cistercense (+ 1157): Secondo sermone per l'Avvento, - 2-4 - PL 185,15-17
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 47-48


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