TEMPO LITURGICO

   
 

Tempo di Pasqua
La manifestazione dello Spirito è data a ciascuno in vista del bene comune


Riferimenti biblici: 1Cor 12,14-31


Siamo certi, fratelli, che ciascuno ha lo Spirito Santo nella misura in cui ama la Chiesa di Cristo.
Infatti, come dice l'Apostolo, lo Spirito Santo è dato "per essere manifestato". E come?

Così diceva ancora l'Apostolo: "A uno è concesso per mezzo dello Spirito il linguaggio della sapienza, all'altro il linguaggio della scienza secondo quello stesso Spirito, a un altro la fede mediante lo stesso Spirito, a un altro il dono delle guarigioni in virtù di quest'unico Spirito, a un altro ancora il potere di operare miracoli grazie allo stesso Spirito" (ICor 12,8-10).



  In effetti molti doni vengono dati per essere manifestati, ma forse tu non hai nessuno di questi doni di cui ho parlato. Se ami, quello che possiedi non è poco: se infatti ami l'unità, tutto ciò che in lei è posseduto da qualcuno, lo possiedi tu pure. Bandisci l'invidia e sarà tuo ciò che è mio; e se io bandisco l'invidia, è mio ciò che possiedi tu. Il livore separa, la carità riunisce.

Solo l'occhio, nel corpo, ha la facoltà di vedere: ma è forse per sè solo che l'occhio vede? No, egli vede per la mano, per il piede e per tutte le altre membra: se infatti il piede sta per urtare in qualche ostacolo, non accade certo che l'occhio si volga altrove, evitando di prevenirlo. Solo la mano agisce nel corpo, ma forse essa agisce solo per sé? No, agisce anche per l'occhio: infatti, se sta per arrivare qualche colpo, che ha di mira non la mano, ma soltanto il volto, dice forse la mano: "Non mi muovo, perché il colpo non è diretto a me"? Così il piede, camminando, serve tutte le membra; le altre membra tacciono e la lingua parla per tutte.

Abbiamo dunque lo Spirito Santo, se amiamo la Chiesa: e l'amiamo se ci manteniamo inseriti nella sua unità e carità. Infatti lo stesso apostolo, dopo aver detto che agli uomini sono stati dati doni differenti, così come vengono disribuiti i compirti diversi alle membra del corpo, continua dicendo: "Ma vi indicherò una via di gran lunga migliore" (ICor 12,31) e comincia a parlare della carità. Antepone la carità alle lingue degli uomini e degli angeli, la preferisce ai miracoli della fede, alla scienza e alla profezia; la mette perfino prima di quelle grandi opere di misericordia che consistono nel donare tutto ciò che si ha ai poveri; la preferisce da ultimno anche al martirio del corpo. A tutti questi grandi doni antepone la carità.

 

Abbi dunque la carità e avrai tutto, perché - qualsiasi cosa tu possa avere - senza di essa nulla potrà giovarti.
E per provare che la carità, di cui stiamo parlando, si riferisce allo Spirito Santo, ascolta l'Apostolo che dice: "La carità di Dio è diffusa nei vostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato" (Rom 5,5).


S. Agostino, vescovo di Ippona, padre della Chiesa (+ 430): Tractatus XXXII in Joannis Evangelium, 8 - PL 35, 1645-1646 -
Città Nuova Editrice, Roma 1965 - pagg 460-461.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 355-356


web site official: www.suoredimariabambina.org