TEMPO LITURGICO

   
 

Tempo di Pasqua
Cristo è presente in noi per mezzo dello Spirito Santo


Riferimenti biblici: Sof 3,14-17; Gv 14,18-29; Rom 8,35-39


Il ritorno di Cristo al Padre è al tempo stesso fonte di sofferenza, in quanto esso implica la sua assenza, e fonte di gioia, in quanto ne implica la presenza. Dalla sua Risurrezione e dalla sua Ascensione scaturiscono quei paradossi cristiani che spesso vengono mezionati nella Sacra Scrittura: sapere che noi ci affliggiamo senza però cessare di rallegrarci, "come gente che non ha nulla, noi che possediamo tutto" (IICor 6,10).

Tale, in verità, è la nostra presente condizione: noi abbiamo perduto Cristo e l'abbiamo trovato; non lo vediamo affatto e tuttavia lo percepiamo ... Come mai? Tutto ciò è dovuto al fatto che abbiamo perduto la percezione sensibile e cosciente della sua presenza. Non possiamo vederlo, udirlo, conversare con lui, seguirlo da un posto ad un altro; ma godiamo spiritualmente, immaterialmente, interiormente, mentalmente e realmente della sua vista e del suo possesso. Un possesso che sviluppa più realtà e più presenza di quanto ne godessero gli apostoli nei giorni della via terrena, in quanto è un possesso spirituale, un possesso invisibile.


  Quando dice che se ne andrà e ritornerà per sempre, Gesù non parla semplicemente della sua natura divina onnipresente, ma della sua natura umana. Essendo il Cristo, egli dichiara che lui, il Mediatore incarnato, sarà sempre con la sua Chiesa.

Tuttavia, si potrebbe essere tentati di spiegare la sua dichiarazione in questo modo: "E' ritornato, ma in spirito; è il suo Spirito che è ritornato in sua vece. E quando viene detto che egli è con noi, si vuol significare che solo il suo Spirito è con noi".

Nessuno, certamente, può negare che lo Spirito Santo sia venuto; ma perché è venuto? Per supplire l'assenza di Cristo o per realizzare la sua presenza?
Sicuramente, per renderlo presente. Non si deve supporre neppure per un istante che la venuta di Dio-Spirito Santo implichi la lontananza di Dio-Figlio.
No, lo Spirito non è venuto al posto di Cristo, ma piuttosto è venuto insieme con Cristo.

Mediante lo Spirito Santo noi entriamo in comunione con il Padre ed il Figlio. "Potentemente corroborati nell'uomo interiore per mezzo dello Spirito del Padre - dice san Paolo - affinché Cristo, per la fede, abiti nei nostri cuori" (Ef 3,16-17). Lo Spirito Santo suscita la fede e la fede accoglie Cristo nel cuore. Così, dunque, lo Spirito non prende il posto di Cristo nell'anima, ma assicura questo posto a Cristo.

 

San Paolo insiste su questa presenza di Cristo in coloro che posseggono il suo Spirito. "Non sapevate voi che i vostri corpi sono membra di Cristo?" (ICor 6,15). "Voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ognuno secondo la propria parte" (ICor 12,27).

Lo Spirito Santo dunque si degna di venire a noi affinché, tramite la sua venuta, Cristo stesso possa venire a noi. Ed è così che è al tempo stesso presente e assente; assente, in quanto ha lasciato la terra; presente, in quanto non ha abbandonato l'anima fedele; o come egli stesso diceva: "Il mondo non mi vedrà, ma voi mi vedrete" (Gv 14,19).


John-Henry Newman, teologo inglese, cardinale (+ 1890): 12 Semons sur le Christ -
Egloff, Parigi 1943- pagg 214 e 218-220.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 353-354


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