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Tempo Ordinario
L'Eucaristia, sorgente di giustizia e di amore


Riferimenti biblici: 1Cor 11,17-32


Allorché la comunità cristiana partecipa all'Eucaristia, essa vede, nelle mani del celebrante, al momento dell'offertorio, il pane "frutto della terra e del lavoro dell'uomo", e giunge a vivere un insegnamento di giustizia sociale che dovrebbe contrassegnare la nostra vita. Come non pensare che il pane appare ai nostri occhi come frutto del denaro e che vi sono milioni e milioni di uomini - i due terzi del mondo - che mancano di pane?

Per tutto il tempo della celebrazione eucaristica sentiamo affermare che siamo fratelli; ci dirigiamo verso un solo e unico Padre; facciamo il gesto di metterci attorno a una stessa tavola; mangiamo lo stesso pane di vita e tuttavia, dopo la Messa, ognuno ha la sua famiglia, i suoi impegni, e i cosidetti fratelli ritornano a livello di sconosciuti, quando pure non di avversari e nemici.


  La presenza eucaristica, nella comunione, ha una durata breve: ma intensifica l'unità nostra col Cristo, iniziatasi col battesimo. Resi uno col Cristo, come non considerare, senza profonda emozione, le spaventose conseguenze dell'egoismo sull'individuo, in seno alle famiglie, a livello di comunità di base, su scala nazionale, continentale o internazionale? Come restare indifferenti, se si scopre il diffondersi dell'ingiustizia e, di conseguenza, la salita della radicalizzazione dell'odio?

Cibandoci dell'Eucaristia, noi ci immergiamo sempre più nel Cristo e sempre più siamo congiunti con tutta l'umanità: la nostra presenza dovrebbe essere quella di Cristo. Come non scoprire, con gli occhi di Cristo, che ai nostri tempi non basta più fare l'elemosina e chiederla per coloro che soffrono la fame? Oggi, l'elemosina delle elemosine è sostenere la giustizia, lavorare allo stabilirsi della giustizia sociale.

I poveri, nel nostro secolo, non sono solamente degli individui e dei gruppi, ma paesi e continenti. La ragione di questa povertà - che sprofonda nella miseria, e persino in una condizione sub-umana, milioni di creature, figli di Dio - risale alle ingiustizie gravissime nella politica internazionale del commercio.

Bisogna ritrovare, nel Pane di Vita, le energie per riuscire ad accettare i mutamenti di mentalità, il capovolgimento di vita, la conversione. Se si trattasse solo di far comprendere degli argomenti, anche complessi e difficili, sarebbe ben più facile che impegnarci per delle riforme di base, o più esattamente, per dei mutamenti di strutture.

 

Dobbiamo abbandonarci alla grazia divina in modo tale che se dobbiamo applicare la giustizia, non abbiamo a trascurare la carità; e se dobbiamo accettare la giustizia, la grazia ci porti a dimostrare che, non è un'ombra che noi abbracciamo, ma Cristo realmente presente ...

Nei primi tempi della Chiesa, i pagani restavano scossi nel veder come si amavano - non in modo astratto e solo in parole, ma in modo pratico e con dei fatti - coloro che ricevevano il Pane della Vita.
Il mondo ha bisogno nuovamente della testimonianza nostra: che si senta, che si veda, che si scopra che l'Eucaristia ci porta a vivere la giustizia e l'amore, come le uniche vie della vera pace.



Helder Camara, vescovo di Recife in Brasile (+ 1999): Parole et Pain, 1971 - pagg 75-76.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 371-372


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