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Il poema della carità divina


Riferimenti biblici: Ez 36,24-28; Gv 16,12-15; Ef 2,11-22


La storia soprannaturale del mondo umano, che è il poema della carità divina, è necessariamente da una estremità all'altra una rivelazione della dottrina trinitaria. Questa storia può essere contenuta in sintesi in alcuni passi della Scrittura.

Il Padre ha l'iniziativa redentrice e nella stessa egli si manifesta. Nel modo con cui egli ci dà il Figlio, ci rivela questa generosità donatrice e totale che appartiene soltanto alla sua persona: infatti "Dio è ricco di misericordia e ci ha amati con inifinito amore ..." (Ef 2,4).


  Il Verbo ci fa leggere la Paternità nello specchio perfetto della Filiazione: "Filippo, chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9). E poiché "non può far nulla da sé" (Gv 5,19), nella sua dedizione spinta fino all'estremo ci manifesta ancora il suo amore per il Padre.

Questa carità tra il Padre ed il Figlio, che appare durante tutto il corso della vita di Gesù, e che dà un tono particolare alle parole con cui si esprime - le più belle che non siano mai state pronunciate - questa carità ci viene rivelata in modo ancor più profondo nel fatto che il Padre e il Figlio non si danno a noi se non per donarci ciò che hanno di più prezioso: il loro stesso amore reciproco: lo Spirito Santo.

Ora, lo Spirito Santo è, nelle nostre anime, nient'altro che un grido d'amore verso il Padre ed il Figlio. Il modo misterioso e discreto con cui egli si è rivelato nella Chiesa e con cui agisce in noi - illuminando l'insegnamento di Cristo senza nulla aggiungere al suo Evangelo, suscitando nei cuori una preghiera che si rivolge non a noi, ma al Padre - ci fa comprendere che egli stesso non è che una estasi d'amore che trova la sua felicità nel Padre e nel Figlio, e la cui unica aspirazione è di glorificarli.

Da un'estremità all'altra, è la carità, la comunicazione, il dono: il dono della ricchezza divina di una Persona all'altra nella Trinità, il dono della Persona del Verbo all'umanità nell'Incarnazione, il dono del Dio fatto uomo a ogni essere umano nell'Eucaristia santificante.

 

Si può dire che il grande comandamento: Tu amerai il Signore, rievocato a più riprese nel Vangelo, non è mai stato promulgato in modo più efficace di quanto non lo sia nella rivelazione trinitaria del discorso che seguì la Cena. Nell'insegnarci che Dio è amore personale e che le Persone divine amano le nostre persone umane, Cristo ci insegna quale deve essere il nostro amore per Dio: un amore personale.

L'amore vero - che soltanto Dio può esigere, dal momento che lui solo lo merita e lo ispira - consiste nel dare non tanto qualche cosa, né ancor meno molte cose, bensì nell'offrire tutto il nostro essere.


Gaston Salet, gesuita, teologo e scrittore(+ 1966): Le mystére de la Charité divine, - "Récherches de Science religieuse", vol. XXVIII, 1938 - pagg 23-25.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 371-372


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