TEMPO LITURGICO

   
  La Settimana Santa
Gli eventi che ci hanno salvato


Una settimana "più santa"

Ogni settimana è santa per un cristiano: se vive i suoi giorni in comunione con Gesù Cristo, il Signore del tempo; se lo incontra ascoltando la sua Paola e celebrando l'eucaristia.
La cronologia non intralcia la comunione. Lo scorrere degli anni non separa da Cristo, che è sempre in atto di consegnarsi mediante la fede e la carità.
E tuttavia una settimana dell'anno sacro - dell'anno segnato dalle feste e dagli appuntamenti ecclesiali - è più che non tutte le altre connotata di "santità". E' la "Settimana Santa".
Allora la memoria della Chiesa diviene viva; il raccoglimento più intimo; il rito più diffuso. La Chiesa si sofferma a ripassare con disponibilità più intensa e con più distesa dedizione gli eventi della salvezza, dei misteri che l'hanno procurata: la passione, la morte, la sepoltura e la risurrezione del Signore.
Sono eventi compiuti nel passato, circostanziati dalle date e definiti da luoghi; fanno parte della storia; hanno lasciato tracce ancora visibili; soprattutto sono narrati in Scritture come Parola di Dio.



  La Chiesa memoria di Gesù

La Chiesa li ripercorre, li ricorda. Dovesse scordarsene, perderebbe la propria identità. Sono i misteri di Cristo a conferire identità alla Chiesa: in essi trova la propria origine. Non è il mondo, ma il Signore che dice alla Chiesa chi essa sia.
La Chiesa è la memoria di Gesù nella storia.
Durante i giorni che oggi si aprono con le palme e gli ulivi, i tratti che compongono la Chiesa diventeranno più lucidi e rimarcati: essa si ritroverà nell'agonia di Gesù, nella sua crocifissione, nella sua risurrezione; si avvertirà come l'umanità sorta da quella morte e da quella risurrezione, e quindi dallo Spirito Santo effuso dal Crocifisso salito alla destra del Padre.
Si dovesse affievolire questa memoria, la Chiesa non sarebbe più la Sposa fedele di Cristo: affetto, fedeltà, memoria stanno insieme.
Chi si sente Chiesa in questa settimana si raccoglie nella comunità; vi passa il suo tempo; segue le letture; prende parte ai segni, ora di mestizia, ora di gioia; e non vi resta come lo spettatore di una scena che si svolga all'esterno; vi si sente avvolto: quanto appare nel rito è rivissuto nel cuore.
 

 



Valori perenni dei misteri di salvezza

In questi giorni la Chiesa rinnova la sua bellezza e la sua donazione risvegliando la coscienza che per lei - e ognuno dice: per me - Gesù è salito a Gerusalemme; ha offerto nella Cena il suo Corpo e il suo Sangue; ha sugellato con la sua vita la nuova alleanza; ha provato l'estrema obbedienza; ha lottato contro il padrone di questo mondo chiuso alla redenzione e all'amore e lo ha vinto; ha provato l'esperienza del rigetto assoluto, dell'abbandono; ha conosciuto quello che l'uomo sa fare (dal tradimento alla rinnegazione, alla viltà, all'insulto, all'irrisione, solo con qualche isolato segno di pietà); è giunto fino al limite della tomba; ed è risorto. La Chiesa c'è come grazia di questi eventi; come frutto che su di essi è maturato. Ma i cristiani non si limitano a riaccendere la memoria del Signore, come di uno che il tempo ha ormai allontanato e che solo il ricordo ravviva.
I misteri di Cristo, la sua morte e la sua risurrezione, avvenuti una volta, si estendono ora con la loro presenza mediante i sacramenti, cioè gli atti di Cristo, che ci associa al suo morire e al suo risorgere.
Gesù non è stato un episodio fatalmente recuperato ed estenuato nel passato che lascia le sue impronte di vecchiezza su tutte le cose. Il Signore, l'Ultimo, Colui che ha portato tutto a compimento e tutto ha racchiuso in sé, condivisa la nostra storia e la nostra temporalità, adesso la trascende e si coestende in contemporaneità per tutte le stagioni del mondo, sino alla fine.
Mentre la Chiesa fa memoria della Pasqua avverte la presenza di Cristo che le comunica la grazia di quella morte - cioè il suo Corpo dato e il suo Sangue sparso - e di quella risurrezione, cioè il suo Spirito.
I riti proclamano e mediano esprimendo insieme l'azione di Cristo e la comunione della Chiesa. Sono indici efficaci di quello che egli ci consegna; sono manifestazioni della nostra accoglienza obbediente e riconoscente.
Li compiamo in "memoria di lui" che ci ha prevenuto, che ci è vicino tutti i giorni sino alla fine del mondo.


Esperienza della grazia

Se la sensibilità al sacramento annebbiasse, si giungerebbe alla estradizione di Cristo dalla nostra storia, a cui solo verrebbe predicata la salvezza attraverso la Parola, che non si realizza in verità.
E' il rischio di un'apologia della Parola che mostra di dimenticare che essa si è fatta carne e non libro puramente, che essa è Gesù Cristo nel suo patire e nel suo risorgere, e che ci è donata personalmente nel sacramento.
La memoria della Settimana Santa è esperienza singolare dei misteri del Signore, proposti e aperti nel loro senso e nella loro efficacia. La Chiesa prega e spera che uomo, anche il più lontano, ne sia toccato.




  da:Inos Biffi, Nel giorno del Signore. Commento alla Liturgia domenicale e festiva. Anno C
Edizioni Piemme 1985 - Editrice Ancora 1985, pg. 87-88


web site official: www.suoredimariabambina.org