TEMPO LITURGICO

   
  Tempo di Quaresima
Il memoriale della passione del Signore


Riferimenti biblici: Es 24,8; Mt 26,26-29; 1Cor 10,1-6


I benefici immensi di cui il Signore ha colmato il popolo cristiano, lo elevano ad una dinità inestimabile. Qual nazione infatti ha ed ha avuto mai la divinità così vicina come il Signore, Iddio nostro, è vicino a noi? (cfr Dt 4,7).
L'unico Figlio di Dio, nel disegno di renderci partecipi della sua divinità, ha assunto la nostra natura e s'è fatto uomo per divinizzare l'umanità. Tutto ciò che ci ha elargito, l'ha messo al servizio della nostra salvezza. Poiché, per la nostra riconciliazione, ha offerto il suo corpo a Dio Padre sull'altare della croce, ha sparso il suo sangue per riscattarci dalla nostra condizione di schiavi e per purificarci da tutti i nostri peccati col bagno di rigenerazione.


  Affinché si perpetuasse fra di noi il ricordo continuo di un beneficio tanto grande, ha lasciato ai credenti il suo corpo come nutrimento e il suo sangue come bevanda sotto le specie del pane e del vino.

O mirabile e prezioso banchetto che dà la salvezza e contiene la dolcezza piena! Che mai si potrebbe trovare di più prezioso di una mensa in cui ci viene offerto non tanto carne di vitelli e di capri, quanto il Cristo vero Dio? Che mai di più meraviglioso di questo sacramento, in cui il pane e il vino sono sostanzialmente trasformati nel corpo e nel sangue di Cristo, al punto che Cristo stesso, Dio e uomo perfetto, è contenuto sotto le umili specie del pane e del vino!

In verità, nulla è più utile alla nostra salvezza di questo sacramento con il quale vengono purificati i peccati, crescono le virtù, e in cui si trova la pienezza di tutti i carismi spirituali.
E' offerto nella Chiesa a profitto di tutti, vivi e morti, perché è stato istituito per la salvezza di tutti gli uomini.

Nessuno è capace di esprimere come si conviene il sapore di questo sacramento in cui la dolcezza spirituale viene gustata alla sua sorgente, poiché vi si celebra il memoriale dell'amore incommensurabile che Cristo ha manifestato nella sua Passione.

 

Gesù ha voluto che l'immensità di questo amore resti impressa nella parte più profonda e intima del cuore dei credenti. Ed è questa la ragione per cui durante l'ultima Cena, allorché stava per passare da questo mondo al Padre, dopo aver celebrato la Pasqua insieme con i suoi discepoli, egli ha istituito questo sacramento come memoriale perpetuo della sua passione, come compimento delle antiche figure, come il più grande dei miracoli da lui compiuti e come la più grande consolazione per coloro che la sua assenza avrebbe addolorato.


S. Tommaso d'Aquino, filosofo e teologo domenicano, dottore della Chiesa (+1274):Lettura per la festa del Corpo di Cristo -
testo latino in "Opuscula Omnia" - Lethielleuz, Parigi, 1927 - pagg. 464-466.
 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi

Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 243-244


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