TEMPO LITURGICO

   
 

Tempo di Quaresima
Ascoltare Dio nel silenzio


Riferimenti biblici: IRe 19,9-13a; Os 2,16-19; Mt 12,35-37

Ricevere nella nostra vita il messaggio evangelico significa lasciare che la nostra vita diventi, nel senso più ampio e reale della parola, una vita religiosa, una vita riferita a Dio, in stretta relazione con lui.
La rivelazione essenziale del Vangelo è la presenza dominante e irrompente di Dio. E' un invito a incontrare Dio, e Dio non lo si incontra che nella solitudine.


  Questa solitudine sembra essere negata a quelli che vivono presso gli uomini.
Sarebbe come credere che noi possiamo entrare nella solitudine prima che Dio ci chiami. in realtà è lui che ci attende. Trovare lui, significa trovare la solitudine, perché la vera solitudine è spirito e tutte le nostre solitudini umane sono soltanto un modo di incamminarci verso la fede, che è la perfezione della solitudine.

La vera solitudine non è l'assenza degli uomini, è la presenza di Dio.

Mettere la propria vita di fronte a Dio, lasciare che la nozione di Dio trasformi la propria vita, significa entrare in una regione dove la solitudine è donata.

Se lo scaturire della presenza di Dio in noi termina nel silenzio e nella solitudine, allora essa ci lascia nella pace, consapevoli di essere profondamente uniti a tutti gli uomini che sono fatti di terra come noi ...

Non c'è solitudine senza silenzio. Il silenzio: talvolta è tacere, sempre è ascoltare.

Un'assenza di rumore, priva della nostra attenzione alla parola di Dio, non sarebbe più silenzio.

Una giornata piena di rumori e di voci può essere una giornata di silenzio, se il rumore diventa per noi un eco della presenza di Dio.

 



Quando ripetiamo con le labbra le aspirazioni segrete della parola di Dio in fondo al nostro intimo, noi lasciamo intantto il silenzio.

Il silenzio non ama troppe parole.

Siamo capaci di parlare o di stare zitti, ma facciamo fatica ad accontentarci delle parole necessarie. Oscilliamo incessantemente tra un mutismo che distrugge la carità e un'esplosione di parole che va oltre la verità.

Il silenzio è carità e verità.

Sa rispondere a chi gli chiede qualcosa, ma offre soltanto parole cariche di vita. Il silenzio, come tutte le leggi vitali, ci conduce al dono di noi stessi, e non a un'avarizia mascherata. Ma ci custodisce tutti raccolti per questo dono. Non ci si può donare quando si è dispersi. Le parole vane di cui rivestiamo i nostri pensieri sono una continua, sterile dispersione di noi stessi.

Di tutte le vostre parole, dice il Signore, vi sarà chiesto conto (cfr Mt 12,36).

Di tutte quelle che bisognava dire e che la nostra avarizia ha trattenuto.
Di tutte quelle che bisognava tacere e che la nostra prodigalità ha sparpagliato ai quattro venti della nostra fantasia o dei nostri nervi ...

Il silenzio non è un'evasione, ma un raccogliere noi stessi in Dio. Non è una serpe che scappa al più piccolo rumore, è un'aquila dalle forti ali che vola alto sopra il rumore assordante della terra, degli uomini e del vento.



Madeleine Delbrêl, scrittrice francese (+ 1964): Nous autres, gens des rues - Edition du Seuil, 1966 - pagg. 83-87

 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 193-194


web site official: www.suoredimariabambina.org