TEMPO LITURGICO

   
 

Tempo di Quaresima
Il prezzo della grazia


Riferimenti biblici: Prov 4,7-9; Mt 13,44-46; 1Pt 1,13-20


La grazia a buon mercato è nemica mortale della Chiesa; oggi, nella nostra lotta, si impone la grazia che costa ...
La grazia facile è quella di cui disponiamo in proprio. E' la predicazione del perdono senza il pentimento, è il battesimo senza disciplina ecclesiastica, la Cena santa senza confessione dei peccati, l'assoluzione senza confessione personale.
La grazia a buon mercato è la grazia non avallata dall'obbedienza, la grazia senza la croce, la grazia che astrae da Gesù Cristo vivente e incarnato.


  La grazia che costa è il tesoro nascosto nel campo: per esso, l'uomo va e vende a cuor contento tutto ciò che possiede. E' la perla di gran prezzo: per acquistarla, il mercante si priva di tutti i suoi beni. E' la regalità di Cristo: per essa, l'uomo si toglie l'occhio ch'è per lui occasione di caduta. E' la chiamata di Gesù Cristo: intendendola, il discepolo abbandona le reti e lo segue.

La grazia che costa è il Vangelo che incessantemente bisogna riconquistare, è il dono per cui bisogna pregare, è l'uscio al quale bisogna bussare.

Costa, perché ci richiama all'obbedienza; è grazia, perché ci richiama all'obbedienza a Gesù Cristo; costa perché, per l'uomo, è a prezzo della sua vita; è grazia perché soltanto allora fa all'uomo il dono della vita; costa, perché condanna i peccati; è grazia perché giustifica il peccatore, rendendolo santo e amabile a Dio.

La grazia costa molto anzitutto perché è costata cara a Dio, perché è costata a Dio la vita del Figlio: "Voi siete stati comprati da Cristo a caro prezzo" (1Cor 6,20), e ciò che costa caro a Dio non può essere a buon mercato per noi. E' grazia anche perché Dio non ha trovato che suo Figlio fosse troppo prezioso per la nostra vita, ma lo ha dato per noi.

La grazia che costa è l'Incarnazione di Dio.

 

La grazia che costa, è la grazia in quanto santuario di Dio che dobbiamo proteggere dal mondo, che non si ha il diritto di gettare ai cani; è del pari grazia in quanto Parola vivente, Parola di Dio che pronuncia Egli stesso, come gli piace. Questa parola ci invita come richiamo misericordioso a seguire Gesù sulla via dell'obbedienza, si presenta allo spirito angosciato e al cuore affranto come parola di perdono.

La grazia costa molto, perché costringe l'uomo a sottomettersi al giogo dell'obbedienza a Gesù Cristo, ma è una grazia che Gesù dica: "Il mio giogo è soave e il mio peso è leggero" (Mt 11,30).



Dietrich Bonhoeffer, teologo protestante (+1945): Le Prix de la Grâce - Edizioni Delachaux et Niestlé, Neuchâtel, 1967 -
pagg. 11-13.

 


da: Meditazioni per l'anno liturgico - dagli Autori di tutti i tempi
Edizioni Messaggero, Padova 1975, pag 215-216


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