TEMPO LITURGICO
   
 

LO SPIRITO AGISCE NELL'ANIMA DI OGNI BATTEZZATO

e vi introduce il regno di Dio


"Lo splendore della Trinità irradiava progressivamente" (san Gregorio Nazianzeno) rivelando così che "non è possibile chiamare Gesù Signore se non nello Spirito Santo" (san Gregorio Nisseno). Il Figlio viene a nome del Padre, per farlo conoscere e per rivelare e adempiere la sua volontà. Lo Spirito viene nel nome del Figlio per rendergli testimonianza, per compiere e suggellare con i suoi doni l'opera di Cristo.

Mentre il Cristo ricapitola e integra l'umanità nell'unità del suo corpo, lo Spirito Santo si riferisce alle persone e le schiude alla pienezza carismatica dei doni, secondo un modo unico e personale per ciascuna. Il racconto della Pentecoste precisa che la grazia si posa su ciascuno dei presenti, personalmente: "Le lingue ... si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro" (At 2,3).


 

Nell'unità del corpo ogni membro ha il proprio volto: "Siamo come fusi in un sol corpo, ma divisi in personalità" (san Cirillo Alessandrino). Lo Spirito diversifica all'interno dell'unità in Cristo e nella preghiera della Chiesa ogni membro del Corpo viene ricordato con il suo proprio e singolo nome. Le due cose sono inseparabili: il Cristo è manifestato dallo Spirito Santo, e lo Spirito si comunica mediante il Cristo: "Abbeveràti dallo Spirito noi beviamo il Cristo".
"Lo Spirito Santo era stato donato al primo uomo insieme con la vita" (san Cirillo). Dopo la caduta, la sua azione era diventata esteriore alla natura; nel battesimo del Giordano lo Spirito si posa sull'umanità di Cristo e nel giorno di Pentecoste diviene agente dall'interno della natura. Il Cristo è ripieno, la Vergine è gratia plena e santo Stefano, il primo martire, è ripieno di Spirito Santo. Per sant'Ireneo i cristiani sono non solo "portatori di Dio" ma anche "ripieni di Dio".
Il Signore soffia il Paraclito sugli apostoli e li riempie di Spirito Santo, la Chiesa appare come il tempio dello Spirito e la gloria di Dio riempie il cielo e la terra.

 



L'azione santificante dello Spirito Santo precede sempre ogni atto in cui lo spirituale prende corpo. Difatti al momento della creazione del mondo lo Spirito aleggiava sulle acque, "covava" l'abisso da cui scaturiva il mondo in vista di divenire la Chiesa-Corpo di Cristo. Tutto l'Antico testamento, in cui "lo Spirito parla mediante i profeti", può essere compreso come la Pentecoste preliminare che prepara l'avvento della Vergine, la Natività. Lo Spirito discende sulla Vergine Maria, la santifica, ne fa il luogo tre volte santo, poi avviene la nascita di Gesù, l'Incarnazione. Il giorno dell'Epifania discende sopra Gesù facendone il Cristo-Unto. Il giorno della Pentecoste la Chiesa, Corpo di Cristo, nasce dalle lingue di fuoco dello Spirito Santo. (...)

Il giorno di Pentecoste mostra l'azione dello Spirito attraverso la storia, che ne santifica la carne, facendone il Corpo glorioso del Regno, l'Agnello della nuova Gerusalemme. "Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore ... lo Spirito di Verità che vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto quello che avrà udito e vi annunzierà le cose a venire".

In questa parola vediamo che il Cristo è il grande Precursore dello Spirito Santo, che compie l'opera di Cristo. "Egli vi annunzierà le cose a venire": la sua dimensione supera la storia ...
"Che il tuo Regno venga" ha una variante: "Che il tuo Spirito venga", e i Padri chiamano lo Spirito: Regno e risurrezione. Il maranatha dei primi cristiani era già l'invocazione, l'inaugurazione della parusia. "Sono venuto per mettere il fuoco sulla terra" (Lc 12,49); questo fuoco della "consumazione" purificatrice della storia è, per san Simeone, lo Spirito Santo, che agisce anche nell'anima di ogni battezzato introducendovi il regno di Dio.


da: Letture per ogni giorno a cura di Enzo Bianchi
Editrice Elle Di Ci, Torino 1980, pp 290-292
Testo di: Paul Evdokimov, Ortodossia, Bologna 1965, pp. 205 - 208

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