TEMPO LITURGICO
   
 

I CRISTIANI SONO COLORO CHE HANNO RICEVUTO NEL LORO CUORE

lo Spirito del Cristo


Gesù aveva garantito ai discepoli lo Spirito affermando: "Con la venuta dello Spirito riceverete dentro di voi una forza tale da essermi testimoni sino ai confini della terra". E dopo averli ammoniti di non lasciare la città, finché non fossero stati "rivestiti di forza dall'alto", aveva dichiarato: "Giovanni ha battezzato con acqua, ma tra pochi giorni voi sarete battezzati nello Spirito Santo".

Ritorna qui l'immagine di san Paolo nella lettera agli Efesini: l'amore di Cristo - che poi è lo Spirito - mi circonda da tutte le parti (cf EF 3,13ss). Paolo si sente premuto dall'amore di Cristo e allora cerca di vedere da dove parte questa pressione di amore, ma non ci riesce: da qualunque parte provenga l'amore di Cristo, egli non riesce a raggiungere il punto di provenienza, per cui è veramente imprigionato; come in un'altra pagina Paolo si dichiara di essere imprigionato dal peccato, così ora si dichiara di essere imprigionato dall'amore di Cristo.


 

Questa pressione dell'amore di Cristo è la stessa cosa di questa sommersione totale nella forza dello Spirito. E lo Spirito che riempie da questo momento i credenti, è la caratteristica della Chiesa. Paolo dice nella lettera ai Galati: "Dio ha inviato nei nostri cuori lo Spirito del suo figlio". I cristiani sono coloro che hanno ricevuto nel loro cuore lo Spirito di Cristo che è poi l'amore di Cristo che li raggiunge, che li incalza, li perseguita, preme su di essi. Nella seconda lettera ai Corinzi, Paolo dice: "Dio ci consolida nel Cristo, ci ha dato l'unzione - l'unzione è un'altra immagine dello Spirito -, ci ha contrassegnati con il suo sigillo, ha messo nei nostri cuori il pegno dello Spirito Santo".
Tutta la vita del cristiano è caratterizzata dallo Spirito. Esso è memoria efficace del Cristo, l'amore sempre presente e vivo del Cristo e, al tempo stesso, la nuova legge: una legge non estrinseca che richiede sforzi per essere conservata, di cui dobbiamo render conto a Dio come a un poliziotto, ma una legge che è l'amore stesso di Dio.

 



Dice Paolo nella lettera ai Galati: "Se voi vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge". Certo la legge eterna ha avuto una sua funzione, ma con la venuta dello Spirito l'amore di Cristo ci ha a tal punto invasi che siamo divenuti liberi e maturi.
Quindi non più precetti, non più moralismo gretto e casistico, ma adesione profonda al nuovo patto con Dio in Gesù.

Questa è l'esperienza fondamentale senza la quale non c'è vita cristiana, non c'è Pentecoste. Quando il cristiano ha fatto questa esperienza dell'amore del Cristo, allora veramente capisce il significato del cap. 5 della lettera ai Galati: "Voi che cercate la salvezza nella legge, siete separati da Cristo, siete decaduti dalla grazia".



da:Letture per ogni giorno a cura di Enzo Bianchi
Editrice Elle Di Ci, Torino 1980, pp 290-292
Testo di: Luigi Rosadoni, Il mestiere di essere vivi, Torino 1974, pp. 133-134

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