TEMPO LITURGICO
   
 

La Settimana Santa

I giorni della nostra salvezza



Gli avvenimenti che hanno redento il mondo

La memoria che la Chiesa con puntualità annuale va facendo della Pasqua del Signore non genera monotonia: non è mai né ovvia né scontata. E' un appuntamento atteso; un segno di fedeltà, una grazia che ricorre; un impegno a capire di più e a rivivere gli avvenimenti che hanno redento il mondo. Tutto il mondo: attratto a Gesù Cristo, sollevato da terra sulla croce della sofferenza e della gloria: la croce da cui è venuto il riscatto per ogni uomo, da Adamo fino all'ultimo che comparirà, bisognoso del perdono e della riconciliazione.
Nessun uomo è stato tralasciato: per le molte vie di Dio a tutti è offerto il Sangue e l'amore, l'acqua e lo Spirito, il Corpo e il convito.
Nella Settimana Santa che si apre alle Palme la Chiesa lo ricorda a se stessa, e lo annuncia al mondo, ancora una volta, con la fiducia che vince ogni pessimismo, con l'umiltà che viene dalla propria indegnità, con la forza infusa dal Signore, che è l'energia e il sostegno del mondo, poiché è risorto da morte ed è intercessore presso il Padre per l'umanità che ha fatto sua, per la fraternità che ha fondato.


I riti

I riti sono noti, solenni ma semplici. Non è la loro naturale prerogativa che conta: la comunità che si raccoglie, il lavacro che monda, l'olio che unge e lenisce, il pane che viene spezzato, i gesti, i segni, e tutt'intero il simbolo liturgico, valgono perché manifestano la fede della Chiesa, che dagli avvenimenti pasquali ha avuto origine e ad essi non si stanca di ritornare, per riconoscersi e poter proseguire, senza smarrirsi e dissiparsi.


 

Leggere la Bibbia con fede e pietà

Soprattutto la Chiesa sa che i suoi riti sono confermati dalla grazia; che alla sua attesa risponde la presenza di Colui che ha istituito la memoria per incontrare i discepoli specialmente nella Scrittura e nella frazione del pane.
Per questo nei giorni che stanno giungendo la Chiesa con interesse e passione rinnovata riaprirà il libro Sacro; non per informarsi o ripassare una storia avvenuta, ma per ritrovarvi quella Pasqua di Gesù, di cui, a partire da Mosè e dai profeti, le Scritture hanno parlato. In esse la Chiesa incontra il Signore che le avvera per sempre. Via via che la lettura prosegue si dispiega il disegno di Cristo, pieno di mistero, il suo dramma: dramma di Dio e dell'uomo consumato sul Calvario e risorto il terzo giorno. La Chiesa legge la Bibbia con fede e pietà, col cuore in ascolto e il desiderio di capire i misteri divini in essa attestati. Tutta la Bibbia è riletta, in sintesi, nei giorni del Triduo, e tutto di essa si unifica e si chiarisce.

 

La comunione pasquale


L'appuntamento tuttavia più preparato e più atteso è quello del convito del Signore risorto: la comunione pasquale. La passione e la morte del Venerdì Santo, - la consegna di Gesù come sacrificio di liberazione - ce ne rivelerà la sorgente: alla Cena mangeremo il Corpo offerto sulla croce e berremo il calice del Sangue versato per la nuova e intramontabile alleanza. Sarà il dono elargito ai credenti, purificati nell'acqua e consacrati dal crisma, che Gesù stesso ci invita a ricevere alla mensa che è sua, dove lui in persona passa a servirci.
Ogni rito va verso l'eucaristia, il cuore della Veglia, lo scioglimento del digiuno del Venerdì e del Sabato Santo. Anche la Cena del Giovedì Santo ci porta alla Pasqua.
Ma i cristiani non devono fare soltanto liturgia: se questa é capita come comunione col Signore risorto da morte, tutto il resto ne è la traduzione: così la sofferenza sopportata o, alleviata, il lavoro compiuto e la carità esercitata, l'impegno nel mondo e l'attesa del Regno.


La regalità di Gesù crocifisso


Ad aprire la serie dei riti sono le palme e gli ulivi: un giorno di festa per il Re che viene, ma non senza il presentimento del dramma che sta incominciando.
Ora poi che il dramma si è svolto, sappiamo che la mitezza e l'umiltà di Gesù, che cavalca un asino, saranno terminate sulla croce, dove apparirà la paradossale regalità di Gesù crocifisso, dove sarà assente la folla dell'ingresso messianico. La regalità del Signore non è di questo mondo, non appartiene alla sua visibilità e ai suoi clamori. E' una regalità che fa inciampare, com'è della sapienza e della potenza che sono sì nel crocifisso, ma secondo la prospettiva di Dio.
Questa regalità crocifissa incomincia nell'intimo dei cuori. E' silenziosa. Il modo più autentico di manifestarla è la fede che riconosce Gesù veramente Figlio di Dio e Signore; sono le opere della fede, che non si lasciano smarrire dalla modestia di una Chiesa che non è trionfante e va dietro, senza vacillare, a chi è seduto sopra un puledro d'asina. In questa sequela conosce la sua strana gloria, e le palme e gli ulivi di questa domenica la sanno rinnovare.





da: Inos Biffi, Nel giorno del Signore. Commento alla Liturgia domenicale e festiva. Anno B
Edizioni Piemme - Ancora 1987, pg. 69-70
web site official: www.suoredimariabambina.org