TEMPO LITURGICO
   
 

IV Domenica di Avvento
L'annunciazione di Gesù (Lc 1,26-38)

Il racconto dell'annunciazione di Gesù è un'opera d'arte nella forma, un "vangelo aureo" nel contenuto. Tre volte parla l'angelo, tre volte si esprime Maria: Tre volte vengono enunciate le intenzioni che Dio ha riguardo a Maria: tre volte vien detto come essa si porrà a disposizione di Dio. L'angelo entra da Maria (1,26-29), annunzia la nascita del Messia (1,30-34) e rivela il compimento verginale (1,35-38).

 

Piena di grazia (1,26-29)

Ora, al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, detta Nazaret, ad una vergine fidanzata a un uomo, chiamato Giuseppe, della casa di David; e la vergine si chiamava Maria.

L'annunciazione di Gesù si riallaccia all'annunciazione di Giovanni. Al sesto mese ...: Giovanni serve Gesù. Il concepimento della sterile richiama il concepimento verginale di Maria. Sebbene Gesù sia venuto dopo, tuttavia è prima di lui (Gv 1,27).

Il messaggero dell'annunciazione è di nuovo Gabriele. Egli viene dal cospetto di Dio. Si inaugura così un movimento dal cielo verso la terra. Gabriele è inviato da Dio. Egli non "appare" semplicemente come nell'annunciazione di Giovanni, ma "viene". Ciò che ora inizia è l'avvento di Dio tra gli uomini nell'incarnazione.

Nell'annunciazione di Giovanni l'invio dell'angelo ha come meta il tempio, il luogo di Dio, santo, chiuso, inaccessibile.
Nell'annunciazione di Gesù ha come meta una città della Galilea, la "Galilea dei gentili" (Mt 4,15), quella parte della Terra Santa che era ritenuta profana e che sembrava trascurata da Dio, quella Galilea dalla quale "non era sorto alcun profeta" (Gv 7,52). Dapprima il nome della città non viene detto, quasi non volesse venire alle labbra. Alla fine risuona il suo nome: Nazaret. La città è storicamente senza fama. La Sacra Scrittura dell'Antico Testamento non ha mai citato questo nome; la cronaca dei giudei (Giuseppe Flavio) non ha nulla da dire su questa città. Un contemporaneo di Gesù dice: "E può mai venire qualche cosa di buono da Nazaret?" (Gv 1,46). Dio sceglie ciò che non appare, che è umile, disprezzato dagli uomini. La legge dell'incarnazione è questa: "Gesù ... spogliò se stesso". (Fil 2,7).

La storia di Giovanni comincia con il sacerdote Zaccaria e sua moglie Elisabetta, che era della stirpe di Aronne; la storia di Gesù con una fanciulla forse di dodici, tredici anni. Era fidanzata, come conveniva a una fanciulla di quell'età. Il fidanzato di Maria si chiamava Giuseppe. Ancora non era stata condotta in casa di lui e ancora non aveva iniziato la vita coniugale. La fidanzata era vergine. Giuseppe era della casa di David. Dio ha preordinato tutto in maniera che il figlio di Maria potesse essere figlio della vergine, e legalmente figlio di Giuseppe, successore della stirpe regale di David. Dio dispone tutto nella sua scienza.

La vergine si chiamava Maria. Così si chiamava anche la sorella di Aronne (Es 15,20). Non sappiamo che cosa significhi il nome. Signora?. Amata da Dio? Ma, fin dal primo momento in cui risuona nella storia sacra, il nome comporta consacrazione e splendore.

 
 


Ed entrato da lei, disse: "Rallegrati, piena di grazia; il Signore è con te, benedetta fra le donne".

Nell'annunciazione di Giovanni l'angelo che appare è semplicemente là; da Maria egli entra e saluta. La nascita di Giovanni viene annunziata nel santuario del tempio; la nascita di Gesù nella casa della vergine. Nell'Antico Testamento Dio abita nel tempio; nel Nuovo Testamento elegge la sua dimora fra gli uomini. "E il Verbo si fece carne e abitò fra noi" (Gv 1,14).

L'angelo saluta Maria, mentre non aveva salutato Zaccaria. Saluta questa fanciulla di Nazaret, sebbene in Israele un uomo non porgesse mai il saluto a una donna. Il saluto viene rivolto in due formule. Ciascuna comprende un saluto e un appellativo. "Rallegrati, piena di grazia" è il primo. Così, con la parola "rallegrati", si salutava alla maniera greca. Alla maniera aramaica, si salutava come Gesù, dopo la risurrezione, ha salutato i discepoli: "Pace a voi!" (Gv 20,19.26); Lc 10,5; 24,36). Qual è l'intenzione di san Luca, quando fa salutare l'angelo con questa formula "Rallegrati"?

Ecco, la storia lucana dell'infanzia (1-2) è piena di parole e di ricordi della Bibbia veterotestamentaria, è dipinta con colori tratti dall'Antico Testamento. Anche san Matteo usa per la sua storia dell'infanzia dei motivi veterotestamentari: introduce i testi con formule solenni. Luca racconta con testi tratti dall'Antico Testamento. E non cita le sue fonti, ma ci lascia la gioia della scoperta e ci invita a riconoscere alla luce della parola di Dio gli avvenimenti che egli ha appresi dalla tradizione.

Con l'esclamazione "Rallegrati" il profeta Sofonia salutò la città di Gerusalemme quando ne contemplò il futuro messianico. "Esulta, figlia di Sion, giubila, Israele; rallegrati e gioisci di tutto cuore, o Gerusalemme" (Sof 3,14). Così pure Gioele: "Non temere, o suolo, anzi rallegrati e giubila, per le grandi cose operate dal Signore" (Gioe 2,21; cf Zac 9,9).
"Rallegrati" era una festosa formula profetica-liturgica che fino allora era stata usata quando il detto profetico aveva un esito favorevole. Ora l'angelo si rivolge a Maria appunto con questo saluto messianico.

L'angelo la chiama piena di grazia. I genitori di Giovanni sono irreprensibili, perché osservano la legge; ma Maria gode del compiacimento di Dio, che l'ha ricolmata di grazie. Dio ha rivolto a lei il suo favore, la sua benevolenza, la sua grazia.
Maria ha "trovato grazia presso Dio". Nell'appellativo profetico, con le cui parole iniziali l'angelo l'ha salutata, si manifesta questo favore divino: "Il Signore ha rimosso i tuoi avversari, ha espulso i tuoi nemici; regna il Signore in mezzo a te; non proverai più alcun male ... Non temere ... Jahve, il tuo Dio, è dentro di te, potente salvatore; gioirà d'allegrezza per te con rinnovato amore, tripudierà su di te con esultanza" (Sof 3,15-17). Maria è la città nel cui centro (grembo) abita Dio, il re, l'eroe salvatore. E' il "resto" (cf Is 10,20-22) per il quale Dio mantiene le sue promesse; l'embrione del nuovo popolo di Dio, che ha Dio in sé (cf Mt 18,20; 28,20).

Il secondo versetto del saluto comincia con le parole: il Signore è con te. Grandi figure della storia sacra avevano ascoltato le medesime parole per essere sorrette e incoraggiate: così Mosè quando nel deserto fu chiamato da Dio a essere capo e salvatore del suo popolo. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco che guizzava da un roveto (Es 3,2).
Quando protestò di non essere atto alla vocazione, il Signore gli disse: "Io sarò con te; e questa è la prova che ti ho mandato io ..." (Es 3,12). Analogamente era avvenuto con il giudice Gedeone: "L'angelo del Signore, adunque, gli apparve e gli disse: 'Il Signore è con te, prode campione!'. Rispose Gedeone: 'Di grazia, Signor mio, come salverò Israele? Ecco che la mia famiglia è la più umile di Manasse; io poi sono l'ultimo in casa di mio padre'. E il Signore a lui: 'Io sarò con te e tu abbatterai i Madianiti come un sol uomo'. Al che Gedeone: 'Deh, se ho trovato grazia preso di te e se vuoi darmi un segno che tu parli con me ...'" (Giud 6,12.15-17).

Questo saluto pone Maria fra le grandi figure dei salvatori della storia sacra. Dio le ha concesso la sua grazia particolare e la sua protezione.

All'acclamazione di saluto segue nuovamente l'appellativo: Benedetta fra le donne. Anche queste parole sono venerabili e sante nell'antica tradizione biblica. L'eroina Jael, che ha annientato il nemico del suo popolo, viene esaltata con queste parole: "Benedetta, sia Jael fra le donne" (Giud 5,24). Il principe del popolo, Ozia, così parla a Giuditta, che ha abbattuto l'oppressore della sua città natale: "Benedetta, tu, o figliola, da Dio altissimo sopra tutte le donne che sono sulla terra; ... perché la tua fiducia non si partirà dalla mente degli uomini che in ogni tempo ricordino la potenza di Dio" (Giudit 13,18s.). Maria è fra le grandi eroine del suo popolo; ha portato infatti colui che lo libererà da tutti i suoi nemici (cf Lc 1,71).


Si turbò essa a queste parole, e si domandava che potesse dire quel saluto.


Il saluto era stato pronunciato. Maria si turbò alle parole del saluto. Zaccaria si era turbato all'apparizione dell'angelo; Maria si turba alle parole di lui. L'umile fanciulla si turba per la grandezza della parola rivoltale.

Si domandava che cosa significasse l'inconsueto saluto. Poiché viveva e pregava meditando la Sacra Scrittura, doveva sorgere in lei un presentimento della grandezza di ciò che le veniva annunziato.

 

Promessa piena di grazia
(1,30-34)

Ma l'angelo le disse: "Non temere, o Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai nel tuo seno e partorirai un figlio, a cui porrai nome Gesù".

Mosè (Es 3,11s.) e Gedeone (Giud 6,15s.) e Sion (Sof 3,16s.) e Israele avevano bisogno di incoraggiamento: Dio vuol salvare: "Non temere, perché io sono con te" (Is 43,5).
Tutti temono davanti all'incarico del Signore, perché sono consapevoli della propria debolezza. Non altrimenti Maria. La grazia di Dio, però, l'assisterà. Tramite Maria, Dio prende l'iniziativa per il compimento della storia salvifica. Hai trovato grazia presso Dio. E' Dio che suscita grandezza proprio nei piccoli. "Quando io sono debole, allora sono potente" (2Cor 12,10).

La potenza della grazia farà cose stupende. Ecco: l'angelo annunzia a che cosa Dio ha eletto Maria. Le parole dell'annunciazione riecheggiano la profezia con cui il profeta Isaia ha promesso l'Emmanuele ("Dio con noi"): "Ecco la vergine che concepisce e, partorisce un figlio, e gli porrà nome Emmanuele" (Is 7,14; cf Mt 1,23).

Le parole dell'annunzio riguardante Giovanni erano rivolte a Zaccaria e parlavano della moglie. Ora l'angelo parla solo a Maria: essa concepirà, partorirà e imporrà il nome. Non viene nominato un uomo, un padre. Si prepara il mistero del concepimento verginale.

Tu concepirai nel tuo seno. Perché dire ciò? La Sacra Scrittura non parla così. Ma il profeta Sofonia ha detto due volte: Il Signore è in mezzo a te. Ciò si realizzerà in maniera inaudita. Dio abiterà nell'intimo, nel seno della vergine. Sarà con lei (Emmanuele). Maria sarà il nuovo tempio, la nuova città santa, il popolo di Dio, nel cui centro egli prende dimora.

Il bambino deve chiamarsi Gesù. Dio stabilisce questo nome, e Maria glielo darà. Il nome non viene spiegato, come nemmeno era stato spiegato il nome di Giovanni. Ma ciò che è detto sui due bambini, spiega il loro nome. Nel nome è espressa la missione di Dio. Dio vuole essere salvatore per mezzo di Gesù: "Jahve, il tuo Dio, è dentro di te, potente salvatore". (Sof 3,17).

Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; a lui il Signore Iddio darà il trono di David suo padre, e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà fine".

Giovanni è "grande davanti al Signore". Gesù è grande senza limitazione e misura. Sarà chiamato e sarà Figlio dell'Altissimo. Il nome riflette l'essere. L'Altissimo è Dio. La potenza dell'Altissimo adombrerà Maria; perciò suo figlio si chiamerà Figlio di Dio.

Nel bambino che viene annunziato si attua la profezia che Dio diede tramite il profeta Natan al re David, profezia che, come stella luminosa, accompagnò Israele nella sua storia: "Quando saranno compiuti i tuoi giorni tu giacerai coi tuoi antenati, io susciterò dopo di te la tua prole e ne confermerò il regno. Egli costruirà una casa al mio nome; e io ne perpetuerò il trono reale. Io gli sarò in conto di padre, ed egli mi sarà in conto di figlio ... La tua casa e il tuo regno sarà stabile in perpetuo dinanzi a me, e il tuo trono si manterrà in eterno" (2Sam 7,12-16). Gesù sarà il Signore della casa di David e insieme Figlio di Dio; sarà figlio di David e Figlio di Dio. Il suo regno durerà in eterno.

Regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno .Con lui si realizzerà ciò che fu detto al servo di Dio: "... E' poco per essere tu solo mio Servo il ristabilire le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele; ma io ti pongo a faro delle genti, a portar la mia salute fino ai confini della terra" (Is 49,6). Gesù raccoglierà il popolo di Dio, in cui saranno inclusi anche i pagani. Fonderà un regno che abbraccerà il mondo, tutti i popoli e tutti i tempi.

Disse Maria all'angelo: "Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?".

La risposta al messaggio di Dio è una domanda. Zaccaria chiede (1,18), e anche Maria. Zaccaria chiede un segno che lo persuada della veridicità del messaggio; Maria crede al messaggero senza esigere un segno. Zaccaria è disposto a credere solo se la sua richiesta verrà esaudita; Maria crede, e solo in un secondo tempo cerca una soluzione alla insorgente domanda.

La domanda di Maria mette in risalto l'impossibilità umana a unire maternità e verginità. Maria deve diventare madre, come ha appreso dal messaggio dell'angelo: tu concepirai nel tuo seno e partorirai un figlio. Però contemporaneamente è vergine: Io non conosco uomo, non ho rapporti coniugali. Nello stesso tempo, la domanda di Maria prepara la spiegazione divina di questo mistero (1,35).

Non è nostra intenzione indagare troppo in quale situazione esteriore e interiore, con quale disposizione d'animo Maria abbia posto la sua domanda. Il Vangelo fu già esaminato da questo punto di vista. Ma che cosa si è ottenuto? Invece di una soluzione chiara, nuovi enigmi! Comunque, il problema non deve esser posto dal punto di vista di una analisi psicologica della vergine fidanzata sotto l'impressione dell'annunzio della maternità. San Luca ha semplicemente trascritto la domanda e non ha dato alcuna spiegazione. La domanda gli sembrò importante: suscitò stupore. Anche noi ci chiediamo: come possono concepirsi insieme la verginità e la maternità?
 

Miracoloso concepimento
(1,35-38)


E l'angelo le rispose: "Lo Spirito Santo verrà sopra di te, e la potenza dell'Altissimo ti ricoprirà, e perciò anche il santo che nascerà sarà chiamato Figlio di Dio".

Inauditamente nuovo è l'operare di Dio. Fino allora erano state persone anziane e sterili quelle a cui era stato concesso in modo straordinario ciò che la natura da sola aveva rifiutato. Ora una vergine è chiamata a essere madre, senza la cooperazione di nessun uomo. "Non per via di sangue " (di uomo e di donna), né da voglia di carne (inclinazione naturale), ma da Dio" (Gv 1,13). Gesù deve ricevere la vita dalla vergine. In questo concepimento e in questo operare di Dio è superato tutto ciò che fino allora era accaduto ai grandi della storia sacra: a Isacco, a Sansone, a Samuele, a Giovanni Battista. Chi sarà dunque Gesù?

Lo Spirito Santo verrà sopra di te. Potenza di Dio, non potenza di uomo, desterà il grembo di Maria. Lo Spirito Santo è forza vivificatrice e ordinatrice. "Ora la terra era solitudine e caos ... ma sopra le acque aleggiava il soffio di Dio " (Gen 1,2). "Appena mandi il tuo spirito, sono creati (gli esseri viventi)" (Sal 104,30). Lo Spirito è potenza creativa di Dio che chiama Gesù all'esistenza. Il miracolo del concepimento verginale del Cristo, senza padre, è la somma manifestazione della libertà creativa di Dio. Comincia una cosa nuova, che è in tutto e per tutto indice della potenza di Dio.
Un nuovo capostipite sorge per libero atto creativo di Dio, ma con la cooperazione della vecchia umanità attraverso Maria.
Gesù è Figlio di Dio come mai nessuno (3,38).

La potenza dell'Altissimo ti ricoprirà. La nube che copre il sole, dà l'ombra e, contemporaneamente, è segno di fecondità, poiché porta in sé la pioggia. Del tabernacolo di convegno dell'Antico Testamento è detto: "Allora la nuvola ricoprì il padiglione di convegno e la gloria del Signore riempì il tabernacolo". (Es 40.34). Quando il tempio di Salomone fu consacrato, una nuvola lo adombrò. "Cosicché i sacerdoti non potevano mettersi a officiare, per causa della nuvola, poiché la gloria del Signore aveva riempito il tempio" (1Re 8,11). La gloria del Signore è luce sfolgorante è forza operante. Dio dimora nel tempio, non inoperoso ma attivo. Ebbene, la gloria di Dio, che è potenza, riempie Maria e suscita in lei la vita di Gesù. La gloria di Dio si manifesta in Gesù mediante l'incarnazione da Maria. Essa è il nuovo tempio, in cui Dio, attraverso Gesù, si rivela al suo popolo; Maria è il tabernacolo di convegno; in cui abita il Messia, segno della presenza di Dio fra gli uomini.

Il concepimento verginale per opera dello Spirito e della potenza dell'Altissimo pone poi in risalto che Gesù, il santo che nascerà, è Figlio di Dio. Egli sarà detto il Santo (Atti 2,27), è il Santo di Dio (4,34). In quanto concepito e generato per opera dello Spirito, Gesù fin dall'inizio, dal concepimento possiede lo Spirito. Giovanni possedeva lo Spirito già nel grembo materno; i profeti e i pneumatici vengono invasi dallo Spirito per un certo tempo. Ma Gesù è al di sopra di tutti i portatori dello Spirito: e poiché possiede fin dall'inizio lo Spirito nella sua pienezza, egli può essere anche donatore dello Spirito (24; 29; Atti 2,33).

Gesù sarà chiamato Figlio di Dio, e lo è veramente. Poiché è stato generato per la potenza dell'Altissimo (1,32; 8,28), Figlio di Dio. Non è Figlio di Dio come lo era Adamo (3,38), per creazione, bensì per generazione; non come coloro che amano, che ricevono la grande ricompensa di diventare figli dell'Altissimo (6,35), bensì fin dall'inizio.

"Ed ecco, Elisabetta, la tua parente, anch'essa ha concepito un figlio nella sua vecchiaia e colei che era chiamata sterile, già è al sesto mese; poiché niente è impossibile a Dio".


Contrariamente a Zaccaria, Maria non chiede alcun segno per il messaggio, ancor più difficilmente credibile, a lei rivolto; crede senza segni; ma Dio le riserva un segno. Dio non pretende la fede cieca. Sostiene con il segno la disposizione alla fede.

Dio dà un segno che è adatto a Maria. In quell'ora Maria non avrebbe avuto per nulla tanta apertura e comprensione come per la maternità. Anche Elisabetta ha concepito, lei che era ritenuta sterile. Già è al sesto mese: sono ormai evidenti i segni della maternità, i segni dell'intervento miracoloso di Dio.

Niente è impossibile a Dio. Ciò che l'angelo dice a Maria, l'aveva detto Dio stesso ad Abramo: "Perché mai ha riso Sara, dicendo: - Possibile ch'io partorisca, ora che sono vecchia? - C'è forse cosa difficile per Dio?" (Gen 18,13s).
La parola di Dio è carica di forza, di efficacia. Dunque, la fede di Maria è sostenuta dall'evento salvifico realizzatosi in Elisabetta e dalla testimonianza della Scrittura riguardo ad Abramo. Tutta la storia sacra e la vita della Chiesa sono un segno.

Da Abramo e Isacco, oltre Elisabetta e Giovanni, si slancia un arco verso Maria e Gesù. La forza portante della storia sacra e dell'opera salvifica di Dio, che ha avuto inizio in Abramo, che raggiunge il suo culmine veterotestamentario in Giovanni e che trova pienezza in Gesù, è sempre la parola di Dio, che è sempre efficace. Abramo riceve un figlio da Sara perché ha trovato grazia agli occhi di Dio (Gen 18,3); Maria ottiene un figlio perché ha trovato grazia (1,30). Nella fede e nella grazia Maria si rivela figlia di Abramo; in suo figlio trovano compimento tutte le promesse fatte ad Abramo e alla discendenza di lui (Gal 3,16).

Maria è parente di Elisabetta. Quindi anche Maria deve discendere dalla stirpe di Levi ed essere imparentata con Aronne, il sommo sacerdote. Per la sua discendenza da Maria, Gesù appartiene alla stirpe di Levi; per la sua posizione legale egli è ritenuto figlio di Giuseppe e perciò discendente di David (e di Giuda). Ai giorni di Gesù era viva la speranza che venissero due Messia: uno della stirpe di Levi - e questo sarebbe stato sacerdote - e uno della stirpe di Giuda - e questo sarebbe stato re. Ma il disegno di Dio era che Gesù riunisse nella sua persona la dignità sacerdotale e quella regale. Fino a che punto san Luca ci pensava? In ogni caso la sua immagine di Cristo ha tratti più sacerdotali che regali; il suo Cristo è il salvatore dei poveri, dei peccatori, dei travagliati ...

Disse allora Maria: "Ecco l'ancella del Signore! Si faccia di me secondo la tua parola".

Il messaggio di Dio è stato trasmesso, Maria ha riflettuto con calma, il segno è stato dato: ora è attesa la risposta. Dio risveglia il desiderio, attira, chiede, allontana gli ostacoli, persuade, ma non costringe. Maria deve pronunciare il suo assenso con libera decisione.

Dal messaggio Maria ha conosciuto la volontà di Dio. Ed ella adempie questa volontà come ancella del Signore: per lei la volontà di Dio è tutto. La storia della salvezza comincia con un atto di obbedienza di Abramo. Il Signore gli disse: "Vattene dalla tua terra e dalla tua patria ... verso la regione che ti mostrerò. Io ti ho farò divenire una grande nazione ... Abramo partì, secondo gli aveva detto il Signore" (Gen 12,1-4). Secondo una tradizione giudaica, il Signore disse ad Abramo: "Abramo!"; e Abramo rispose: "Ecco il tuo servo". Dal principio alla fine i comandi salvifici di Dio esigono obbedienza.
Con un atto di obbedienza Cristo entrò nel mondo (Ebr 10,5-7), con un atto di obbedienza lo lasciò (Fil 2,8). Ebbene, l'uomo può pervenire alla salvezza solo se obbedisce: "Non chiunque mi dice: 'Signore, Signore', entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7,21).

Nelle parole di Maria non si trova l'"io". Dio è tutto per lei. E la fine e il compimento del tempo della salvezza sotto la signoria di suo figlio giungerà allorché Cristo, al quale il Padre ha sottomesso ogni cosa, sottometterà tutto a chi tutto gli ha sottomesso, affinché "Dio sia tutto in tutti" (1Cor 15,28).

E l'angelo partì da lei.


La parola partì collega insieme il duplice quadro delle annunciazioni; infatti anche di Zaccaria è detto: partì per casa sua (1,23). I due quadri hanno una struttura comune e invitano al confronto a causa della loro somiglianza e diversità. L'esegesi ha cercato di penetrare in essi. Da queste riflessioni emerge l'unica risposta: Gesù è il più grande.

Quando Maria ebbe espresso la sua obbedienza, la missione dell'angelo ebbe fine. Come si sia compiuto il concepimento non è detto. Davanti al mistero troppo grande si addice il silenzio. Ciò che san Luca non espresse, lo riassume san Giovanni nelle parole: "E il Verbo si è fatto carne" (Gv 1,14).
 

da: Alois Stöger, Commenti spirituali del Nuovo Testamento
Edizioni Città Nuova 1968, pg 37-50

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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