TEMPO LITURGICO
   
 

Le Beatitudini

Commento al Vangelo della Solennità di Tutti i Santi (Mt 5,1-12)


"Beati i poveri in spirito" (Mt 5,3)
Povertà di spirito: il cuore è assolutamente vuoto di tutto il creato e pieno di Dio solo: povertà materiale, che è un mezzo per arrivare alla povertà di spirito, e che ne è anche un effetto così come è la condizione dell'imitazione (e, per conseguenza, dell'amore) di Nostro Signore, il quale visse sempre povero, mantenendosi col suo lavoro manuale durante la vita nascosta, con elemosine durante la vita pubblica.

"Beati quelli che piangono, perché saranno consolati" (Mt 5,5)

Speriamo, speriamo, noi tutti che piangiamo, che versiamo lacrime innocenti ... speriamo, se piangiamo per i dolori del nostro corpo o della nostra anima: essi ci servono da purgatorio, Dio se ne serve per farci espiare le nostre colpe, per farci sollevare gli occhi verso di Lui, per purificarci, per santificarci.
Speriamo ancora di più se piangiamo per i dolori degli altri, perché questa carità ci è ispirata da Dio e Gli è gradita; speriamo ancora di più se piangiamo per i nostri peccati, perché questa compunzione viene posta nelle nostre anime da Dio stesso.
Speriamo ancora di più se piangiamo con cuore puro i peccati degli altri, perché quest'amore per la gloria di Dio e per la santificazione delle anime ci sono ispirati da Dio e sono grazie.
Speriamo, se piangiamo per il desiderio di vedere Dio e per il dolore d'essere separati da Lui, perché questo desiderio amorevole è l'opera di Dio in noi.
Speriamo ancora di più se piangiamo soltanto perché amiamo, senza nulla desiderare né temere, volendo pienamente tutto ciò che Dio vuole e non volendo altro che questo, felici per la sua gloria, soffrendo per le sue sofferenze passate, piangendo sia di compassione al ricordo della sua Passione, sia di gioia, sia semplicemente di emozione perché lo amiamo fino a morire!
O dolcissimo Gesù, fammi piangere per tutti questi motivi; fammi piangere per tutte le lacrime che l'amore fa versare in Te, per mezzo di Te e per Te. Amen.

Beati i miti" (Mt 5,4)
La mitezza nei pensieri, nelle parole e nelle azioni ... niente di amaro, niente di violento, niente di duro ... essere come miele, come aria leggera e balsamica, come velluto, essere qualcosa di tenero, di rinfrescante, di consolante, di soave per tutti gli uomini: è uno dei doveri imposti dalla carità verso gli uomini.

 

"Beati voi che avete fame" (Lc 6,21)
... Beati voi che soffrite la fame spirituale, che avete fame e sete di giustizia, che avete sete di essere buoni, di essere santi e che gemete di non esserlo; che avete fame di vedere Dio amato e servito, glorificato da tutti gli uomini, che gemete perché lo è così poco. Beati voi che avete fame e sete della gloria di Dio, di vederlo glorificare in voi ed in tutte le altre anime, perché avete fame e sete di ciò di cui ho fame Io stesso: la vostra fame dimostra che voi Mi amate, che il vostro cuore è conforme al mio, è unito al mio ...


Quanto sei buono, mio Dio, ad avere concesso la beatitudine a condizioni così accessibili: digiunare, desiderare la tua gloria, chi è che non può farlo? ... Quanto sei buono!

Digiuniamo, proviamo la fame, non abbiamo altro che cibi poveri e da penitenti, ed abbiamo fame della gloria di Dio, abbiamo una gran fame della glorificazione di Dio da parte di tutti gli uomini e da parte di noi stessi non in vista di essi e di noi, ma in vista di Dio ...

 
 


Abbiamo anche fame di Dio, fame di vederLo, di possederLo, Lui la giustizia sostanziale, poiché questa fame, questo desiderio è inseparabile dal suo amore, e poiché necessariamente, per effetto della nostra natura, noi non possiamo amarLo senz'aver fame di possederLo ... Ma abbiamo ancora più fame della gloria di Dio che del suo possesso perché la sua glorificazione è il suo bene, mentre il suo possesso è soprattutto il nostro, e il puro amore, l'amore disinteressato desidera infinitamente di più il bene dell'essere amato che il bene proprio.

"Beati i misericordiosi" (Mt 5,7)

Essere misericordiosi, piegare il nostro cuore verso i miserabili, verso i disgraziati, verso tutti coloro che soffrono e che hanno blisogno ... Dobbiamo amare tutti gli uomini come noi stessi, ma dobbiamo piegarci ancor di più verso i miserabili, verso tutti quelli che tutti quanti dimenticano, disprezzano, respingono: i poveri, i piccoli, i sofferenti, gli ignoranti, perché hanno maggior bisogno e perché hanno meno aiuti; è per questi due motivi che Dio raccomanda in modo particolare questa classe dei diseredati dei beni della terra, a coloro che lo servono; Egli vuole che non avendo né amici né famiglia nel mondo, trovino una famiglia, degli amici in quelli che lo servono. Lui che dichiara d'essere in special modo loro padre "patris orphanorum et viduarum". Viene da ciò la predilezione di Dio per i diseredati del mondo, che si trova dappertutto nelle Sacre Scritture e che giunge fino a queste due conseguenze sorprendenti: 1° di farGli scegliere, quando viene nel mondo, l'ultima delle ultime classi per nascervi e morirvi; 2° di farGli dire queste sbalorditive parole: "Quando prepari un pranzo, non invitare i tuoi fratelli, né i tuoi parenti né i tuoi vicini ricchi (che tuttavia devi amare come te stesso), ma i poveri, i ciechi, gli infermi".

"Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9)
Pacifici ... Quelli che amano la pace ... Quelli che cercano di far regnare la pace in mezzo agli uomini ... Coloro che saranno tali, saranno chiamati "figli di Dio" ... E non è senza ragione che Tu dai loro questo bel nome, mio Signore Gesù ... Quelli che cercano di far regnare la pace in mezzo agli uomini, di essere in pace con tutti, sono quelli che sanno ciò che sono gli uomini: una sola famiglia nella quale tutti sono fratelli, della quale Dio come creatore è il Padre, famiglia di cui questo Padre ineffabilmente buono vuole il bene più di quanto ogni padre, ogni madre della terra possano volerlo per la loro famiglia, nella quale il Padre vuole l'amore tra i suoi diversi figli più di quanto la tenera madre sulla terra lo voglia tra i suoi; famiglia in cui, per conseguenza, Dio vuole che regnino la pace e l'amore, la concordia e la più affettuosa tenerezza tra tutti i fratelli, vale a dire tra tutti gli uomini .... Quelli che si ricordano ciò e che, di conseguenza, vogliono una vera pace tra tutti gli uomini, tutti i fratelli e tutti i figli di Dio, costoro vengono a giusto titolo chiamati "figli di Dio", perché hanno presente nella memoria quale è la loro origine e quale è il loro Padre.

"Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia" (Mt 5,10)
I perseguitati a causa della giustizia vengono disprezzati, tormentati, coperti d'obbrobi, di sprezzo, di scherni, considerati (al pari di san Paolo) come la spazzatura del mondo.

"Beati sarete quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e diranno ogni male sul vostro conto a causa di Me" (Mt 5,11)
Abiezione di Gesù, a causa dei pensieri, delle parole e delle azioni degli uomini; considerato come un bestemmiatore, un seduttore, un indemoniato, un pazzo, un impostore, dichiarato tale da tutte le bocche, dai sacerdoti, dai dotti, trascinato dinanzi ai tribunali, colpito, messo a morte in mezzo ai delinquenti e come un delinquente ..., quasi lapidato dal popolo come bestemmiatore a Gerusalemme, preso dalla folla a Nazareth per precipitarlo giù.

Beati sarete voi quando gli uomini vi odieranno ... e vi disprezzeranno a causa del Figlio dell'Uomo" (Lc 6,22)
[...] E questo non è stato sufficiente per il tuo Cuore, o Gesù; non t'è bastato di fare, di tutte le pene e di tutte le fonti di pene, fonti di gioia celeste, di gioia eterna; ne hai fatto gioie, dolcezze, delizie per questa vita stessa; e ciò abbracciandole Tu stesso; Tu hai abbracciato povertà, fame, lacrime, persecuzioni, tutto in una misura inaudita: cosicché, dopo di Te, chiunque piange, è povero, ha fame, è perseguitato, Ti assomiglia, Ti imita; e cosa mai c'é di più dolce della rassomiglianza con chi si ama? Qual bisogno è mai, per il cuore, più imperioso di quello d'imitare l'essere amato? ...
Abbracciamo, accogliamo con amore, felicità, riconoscenza, qualsiasi persecuzione, qualsiasi cattivo trattamento, qualsiasi calunnia, qualsiasi malevolenza, qualsiasi sospetto, qualsiasi derisione, qualsiasi disprezzo, qualsiasi parola offensiva, qualsiasi violenza, contenti e riconoscenti di rassomigliare, in tal modo, al nostro buon Maestro, e, come faceva Lui a Dio, offrendo questo con tutto il nostro cuore come un picccolo sacrificio dei suoi poveri figli.

 

da: Charles de Foucauld, Opere spirituali - Antologia
Fabbri Editori 1998, pg 137-142







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