TEMPO LITURGICO
   
 

Alla ricerca di Gesù

Incontro e riflessione

 

Questo libro vuole essere insieme una guida all'incontro con Gesù Cristo e un invito alla riflessione sulla fede cristiana oggi.

Le due cose sono inseparabili. La fede cristiana consiste essenzialmente in un incontro personale con Gesù, incontro che si affianca ai tanti altri incontri di cui è intessuta la nostra storia, ma svetta sopra tutti gli altri, perché è l'evento della nostra salvezza, cioè ci dice qual è il senso ultimo della nostra vita e ci offre quel bene totale e definitivo, a cui noi aspiriamo attraverso i beni parziali e sfuggenti che sono l'oggetto immediato dei nostri quotidiani desideri.

E' un incontro tra i tanti, ma pretende di essere l'unico assolutamente importante. Accade in un momento della nostra storia, ma vuole legarci a sé per sempre.

Proprio per questo l'incontro non è disgiungibile da una riflessione su quello che noi siamo e desideriamo; sul rapporto tra il bene che Gesù ci dona e i beni che via via attraggono a sé il nostro cuore inquieto; sul modo in cui il progetto evangelico di vita, proposto da Gesù una volta per tutte, incrocia l'oggi, cioè l'anima profonda del nostro tempo, lo stile di vita della nostra epoca, l'immagine che l'uomo contemporaneo si fa di se stesso.

  Fa parte di quest'anima, di questo stile, di questa immagine una certa disaffezione per la riflessione pacata e contemplativa. I gravi e irrinunciabili compiti pratici, che ci attendono in vista di una programmazione veramente umana del nostro futuro sociale, ci inclinano ad esaurire le nostre energie nell'agire, nell'intervenire, nel rinnovare.

Per questo è probabile che alcuni lettori preferiscano una guida all'incontro diretto con Gesù senza i meandri della riflessione. Essi si sentono come quei greci che salirono a Gerusalemme per la festa di Pasqua e si avvicinarono a Filippo per chiedergli: "Signore, vogliamo conoscere Gesù" (Gv 12,20-21). L'incontro, infatti, richiama alla mente qualcosa di spontaneo, di semplice, di immediato. Ci viene da pensare al senso di appagamento e di sicurezza che ci è donato dalla presenza di un amico su cui possiamo contare.

Se poi la persona da incontrare è Gesù di Nazaret, il desiderio di un incontro diretto si fa ancora più intenso. Infatti, siamo tutti partecipi di quel diffuso sentimento di simpatia, con cui oggi si guarda alla sua persona.

E' vero che perdura ancora una certa censura nei suoi confronti. Un misto di pudore, di rispetto umano, di convenzionalismo rimuove Gesù dai normali argomenti di conversazione. Parlare di lui nei colloqui che si hanno tra amici, o nell'ambito stesso della famiglia, pare qualcosa di sconveniente o di irriverente, o tutte due le cose insieme.

Però, a parte questo fenomeno che dipende da tanti fattori del nostro costume sociale, diremmo che la figura di Gesù registra oggi un elevato indice di gradimento. Anche chi non è credente lo conosce come un personaggio significativo per il messaggio che ha portato e per l'intensa vicenda umana che ha vissuto. L'opinione corrente vede in lui una figura storica eccezionale, che può dire ancora qualcosa all'uomo di oggi, perché ha incarnato emblematicamente i valori dell'uomo di sempre.
 

Anche chi si dissocia dal cristianesimo rimane legato personalmente al Cristo, come testimoniano, per esempio, le struggenti pagine autobiografiche di Ignazio Silone in Uscita di sicurezza, dove lo scrittore rievoca le notti insonni dei suoi sedici anni, quando comprese l'intensità del legame che lo univa a Gesù Cristo, proprio mentre gli pareva necessario separarsi dal cristianesimo ufficiale per stare dalla parte della povera gente della sua terra.

Basterebbe allora assecondare questa simpatia per Gesù, stimolarla con opportuni accorgimenti, sintonizzare su di essa una rievocazione spigliata ed efficace della figura di Gesù, per arrivare facilmente a un incontro dell'uomo di oggi con il Vangelo.

Ma le cose non stanno in questi termini. Anche se questa simpatia può essere apprezzata come un incoraggiamento in campo psichico e sociale della eccezzionale carica spirituale presente in Gesù e come una benefica predisposizione dell'incontro con lui, non manca tuttavia di suscitare perplessità.

Gesù non può essere semplicemente un personaggio simpatico. Strati ben più profondi dell'anima devono essere messi in moto per accedere a lui.

Per accostarci a questo argomento possiamo ricordare gli impegnativi indontri con Gesù di cui sono pieni i Vangeli e questi venti secoli di storia cristiana.

Una considerazione attenta e pacata del modo con cui Gesù si incontra con gli uomini ci rivela che l'evento dell'incontro, pur senza nulla perdere del suo carattere originario e, diremmo, incandescente per una luce che viene dall'interno, non accade, tuttavia, nel vuoto, ma incrocia una strada fatta di sofferta storia umana, di attesa, di irrequietezza, di segreta implorazione, in qualche modo di preparazione.

 

da:Luigi Serenthà, Passi verso la fede,
Editrice Elle Di Ci, pg. 7-10

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