TEMPO LITURGICO
 
 


Il mistero pasquale raggiunge il suo vertice

Il mistero della Pentecoste

PIENEZZA DI PENTECOSTE
A Pentecoste il mistero pasquale raggiunge il suo vertice. Se la Pasqua rivelava il dono divino della redenzione, la Pentecoste fa comprendere che la redenzione esige la nostra trasformazione in figli di Dio, e non un semplice cambiamento di condizione giurica.
Non si può separare la Pentecoste dalla Pasqua. Questa è la festa celebrata per cinquanta giorni, nella contemplazione delle opere meravigliose che Dio ha compiuto in noi, per mezzo del Figlio suo, nel rendimento di grazie, e nella gioia.
A Pentecoste si assapora il frutto della Pasqua perché lo Spirito Santo è il dono del Cristo glorificato.
Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: "Chi ha sete venga a me e beva. Chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno". Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui; infatti non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato (Gv 7,37-39).

Quanto a noi lo Spirito che ha risuscitato Gesù e lo ha costituito "Signore" (Rm 1,4; 8,11) ci comunica nel Battesimo la Pasqua di Gesù, e fa di noi, dei risorti, protesi verso la beata eternità.
Ecco come si esprimeva un antico prefazio, ringraziando Dio per il mistero della Pentecoste: O Dio, quando hai portato a perfezione il sacramento pasquale, per mezzo dello Spirito Santo hai elargito doni e grazie a tutti coloro ai quali avevi concesso di essere partecipi alla vita del tuo Unigenito e tuoi figli d'adozione. Oggi, ai coeredi del redentore, concedi il pegno della eredità celeste, perché siano tanto più certi di arrivare un giorno a colui dal quale sanno di essere redenti e per il quale furono arricchiti dall'infusione dello Spirito Santo.

La solennità di Pentecoste, celebrazione della missione visibile dello Spirito Santo, è l'occasione per approfondire interiormente la realtà della missione invisibile, che lo Spirito compie in noi continuamente, tutti i giorni, sia individualmente, sia quando, riuniti in assemblea liturgica, si ricostituisce in certo qual modo il gruppo degli Apostoli e dei discepoli, che nel Cenacolo, con Maria, la mamma di Gesù, attendono lo Spirito.
Bisogna scoprire questo principio di vita, mettendosi all'ascolto dello Spirito, nostro Maestro interiore, secondo la definizione di s. Agostino.

 


Fratelli, c'è un grande mistero da meditare: il suono delle nostre parole risuona alle vostre orecchie, ma il Maestro tiene scuola interiormente. Non crediate che un uomo possa imparare da un altro uomo. Noi possiamo attirare la vostra attenzione con il rumore esterno della nostra voce; ma se non c'è il Maestro interiore, tutto questo rumore diviene inutile. Ne volete una prova, fratelli? Non avete forse sentito tutti questo discorso? Tuttavia quanti usciranno di qui senza aver imparato nulla? Quanto a me io mi sono rivolto a tutti, ma quelli, che non sono stati istruiti interiormente dallo Spirito Santo, ritorneranno a casa senza aver imparato nulla. Gli insegnamenti esterni sono un aiuto, un invito a stare attenti. Ma la cattedra di colui che istruisce i cuori è in cielo...
Vi parli dunque interiormente questo Maestro in quel settore in cui nessuno può penetrare: perché sebbene possiate avere qualcuno vicino a voi, nessuno può penetrare nel vostro cuore. Fate in modo piuttosto di avere qualcuno nel vostro cuore, che il Cristo prenda possesso, che la sua unzione si effonda nella vostra anima, nel timore che la vostra anima non sia come terra essicata, senza una fonte per irrigarla.
Queste parole che rivolgiamo a voi, fratelli, sono ciò che è il giardiniere per un albero. Egli vi lavora intorno, innnaffia l'albero e gli prodiga tutte le cure di una coltivazione premurosa; ma qualunque cosa faccia esternamente, è forse il girdiniere che fa nascere i frutti? E' forse lui che riveste la nudità dei rami con l'ombra delle foglie? La sua attività si estende fino all'interno dell'albero? Chi agisce dunque all'interno? E' lo Spirito di Cristo che vi insegna tutte le cose.



LA CINQUANTENA PASQUALE
Chi ha seguito la Liturgia della cinquantena pasquale, e l'ha vissuta, ha potuto constatare che essa è protesa ad aiutare la preparazione per ricevere il dono dello Spirito Santo.
Nelle pericopi evangeliche, Gesù parla della sua partenza dal mondo. Sarà una assenza solo apparente, perché l'opera della redenzione sarà ripresentata nella Chiesa, ovunque e in tutti i tempi, per mezzo dello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo completerà la storia della salvezza portando l'opera di Cristo ovunque, rivelando il mistero di Cristo, in tutta la sua profondità, e realizzando la glorificazione del Figlio, così come il Figlio ha realizzato la gloria del Padre.
Lo Spirito mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annunzierà. (Gv 16,14).
Lo Spirito Santo con la sua venuta dimostrerà la colpevolezza del mondo, per aver rifiutato il Cristo, e dimostrerà che Cristo è l'innocente.
"E' bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà il Consolatore ... E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato ... alla giustizia ... al giudizio (Gv 16,7-8).
Nella solennità dell'Ascensione i misteri della partenza di Cristo e della sua glorificazione e quello dell'invio dello Spirito Santo sono presentati come collegati: O Re della gloria, Signore onnipotente, che sei salito oggi in cielo, come trionfatore, non lasciarci orfani: ma mandaci lo Spirito di verità promesso dal Padre, alleluia.
La Liturgia della cinquantena pasquale quando vuole sintetizzare l'opera dello Spirito Santo, usa una litania di appellattivi indicati da Cristo stesso.

Lo Spirito Santo è:
Difensore e avvocato: nell'incontro di Cristo con il mondo, incontro che talvolta è processo e giudizio, lo Spirito Santo, dimostra la colpevolezza del mondo, e dà ai discepoli di Cristo la certezza che la causa del loro Maestro è veramente buona.
Lo Spirito abilita i discepoli a contenstare il mondo e gli pseudo-valori, che esso presenta, e promuove i valori evangelici nelle scelte della vita quotidiana.

Lo Spirito è:
Luce: lo Spirito di verità, che attinge dal Padre come da fonte di luce, dà ai discepoli la comprensione dei misteri, aprendo il loro cuore alla pienezza della verità. Il cammino di penetrazione nella verità non è ancora terminato, dopo secoli di studio e di penetrazione: esso si compie grazie alla luce e alla forza dello Spirito di verità. Lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce del vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verità e in essi fa risiedere la parola di Cristo in tutta la sua ricchezza.
Già S. Ireneo aveva affermato con toni di gioia: Noi conserviamo intatta la fede ricevuta dalla Chiesa, perché essa è un dono dello Spiirto Santo. Si tratta come di un deposito prezioso, conservato in un artistico scrigno: lo Spirito lo ringiovanisce continuamente, e comunica la sua giovinezza allo scrigno che contiene.

Lo Spirito è:

Testimone: lo Spirito Santo interiorizza le parole e gli insegnamenti di Gesù, e porta l'uomo all'obbedienza della fede nella rivelazione data da Dio.
Perché si possa prestare questa fede, è necessaria la grazia di Dio che previene e soccorre, e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e dia a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità.

Arrivato a questo momento il cristiano riceverà la forza dello Spirito Santo e sarà testimone di Cristo sempre e ovunque (cfr At 1,8).

Lo Spirito è:
Dono del Padre: Negli ultimi giorni, dice il Signore, io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona ... (At 2,17). La profezia di Gioele, ripresa da Pietro nel discorso della Pprima Pentecosrte cristiana, indica che il dono dello Spiritonon è riservato, come nell'Antico Testamento, a qualche re o profeta privilegiato. Il dono è universale, come la redenzione,e viene fatto non in vista di una gioia passiva ed egoistrica, ma per preparare il mondo inetro all'incontro con il giudice divino.
Il tempo pasquale è tempo di attesa dello Spirito Santo, che nella Chiesa attualizza il Cristo, e stabilisce un legame fra il Padre e il Figlio e noi.

 

VIVERE NELLO SPIRITO SANTO
Nella lettera di Policrate, vescovo di Efeso, a Papa Vittotre, frequentemente l'elegio di alcuni nuomini di Chiesa ritorna espresso così: Visse lungamente nello Spirito Santo. Il che significa che una esistenza quando è interamente ricoperta della carità di Dio, avrà un influsso sempre più crecsnte, e porterà frutti di gaudio, pzce, disponibolità e dolcezza.

Lo Spirito Santo sia maestro di preghiera. Senza di lui non esiste vera preghiera. E' lui che ci fa invocare il Padre, e che rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio (cfr Rm 8,15-16).
Lo Spirito ci fa scoiprire lo splendore trascendente di Dio e la sua commovente vicinanza. Se si avverte ciò, si comprenderà che la preghiera è anzitutto ricerca del Padre e di Cristo, e scoperta del loro volto, e solo in secondo tempo diviene atto di presenza al mondo e di invocazione alla misericordia di Dio sulle necessità degli uomini.
Lo Spirito ci dà la grazia di invocare il Padre, ci dona le lagrime deòlla penitenza, ci impetra i, pianto dell'orazione: nessuono può dire: - Gesù è il Signore, se non sotto l'azione dello Spito santo (S. Leone Magno)

Lo Spirito Santo sia maestro di verità. Il cristiano dovrà avere antenne molto sensibili per ascoltare le parole di Cristo, quando lo Spirito le richiama ai discepoli, dando a ognuna di esse l'accento inedito dell'attualità.
Alla scuola dello Spiirto Santo nessun insegnamento viene mai lasciato in ombra, anche se per un piando provvidenziale talvolta è messo a fuoco un punto o l'altro della verità. Dalla scuola dello Spiirto si può imparare che si deve dare importanza alla verità tutta. E l'equilibrio da mantenere fra i vari momenti della stessa verità lo si apprende ancora quando si è costantemente discepoli dello Spirito.
Quanto è veloce la parola della Sapienza: e quando il maestro di scuola è Dio stesso, si impara molto in fretta ciò che da lui è insegnato (S. Leone Magno).

Lo Spirito Santo rivela la presenza e l'opera del cristo risorto nel mondo. Il Cristo creatore è attualemnte nel mondo: Tutte le cose cono state create per mezzo di lui e in vista di lui (Col 1,16-17).
E poiché tutti gli essere sono stati riconcilaiti per mezzo della sua morte e resurrezione, essi sono da Cristo condotti verso il loro vero destino.
Lo Spirito fa percepire la presenza di Cristo, e l'esigenza che incombe di essere ad essa reverenti: Cristo, che vi ha creato con tanta sollecitudine, non vi domanda se non di camminare con il vostro Dio! Il desiderio di ciò sarà suscitato in noi dallo Spiirto Santo: lui scruta l'intimo dei cuori, e penetra i pensieri e le intenzioni. Lo Spiirto Santo non tollera la più piccola scoria nel cuore che gli asppartiene, ma la brucia subito con il fuoco del suo giudizio.
E' lo Spiirto Santo, Spirito di dolcezza, che piega la nostra volontà, o meglio, la raddrizza e la dirige secondo la sua volontà, perché questa volontà sia da noi compresa in verità, amata con fervore, compiuta nei fatti
(San Bernardo).

Pentecoste è l'opera e il tempo dello Spirito Santo, testimone del Padre e del Figlio, nella Chiesa e in ogni cristiano.
Tutta l'opera della nostra redenzione celebrata dall'Avvento alla Pentecoste ha come fine di condurci alla nostra missione di cristiani: contemplare e lodare Dio, Padre, Figlio e Spiirto Santo, nella carità perfetta delò Regno.
O Spirito Santo, che procedi dal padre edal Figlio,insegnaci a fare la verità: tu cher hai ricebvuto la "processione" dal padre e dal Figlio, uniscici con amore eterno a coloro dai quali ineffabilmente procedi.

  da: Virgilio Noè, Vivere nello Spirito Santo,
Edizioni VIVERE IN / Roma, pg. 9-19
 
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