TEMPO LITURGICO
 
 


Settimana santa

Celebriamo Gesù di Nazaret

La settimana santa va dalla domenica delle palme a quella di pasqua.
È racchiusa tra due acclamazioni di giubilo, ripetute anche oggi in ebraico: osanna, alleluia. Culmina nella veglia e nel giorno di pasqua, “fondamento e nucleo di tutto l’anno liturgico” (...)

Il lezionario della settimana santa sceglie dalla Scrittura le pagine piú luminose. Tra queste emergono i canti del Servo del Signore, i racconti della passione secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni, come pure i racconti dei quattro evangelisti sulla risurrezione. Particolare importanza hanno le letture bibliche della veglia pasquale, specialmente le sette pericopi dell’Antico Testamento, che presentano i momenti salienti della storia della salvezza e formano il contesto della Pasqua (...
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La settimana santa celebra il mistero pasquale.
L’annuncia fin dall’inizio chi presiede la processione delle palme: “Gesú entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione”. I riti di questi giorni non sono rappresentazioni teatrali di un pensiero filosofico, ma attualizzano un evento che sta al centro della storia e vede all’opera Dio stesso.

Il “mistero” è Qualcuno (...) Celebriamo “Gesú di Nazaret, profeta potente in opere e in parole” (...) il Messia crocifisso e risorto, che dice: “Io sono il Vivente; ero morto, ma ora vivo per sempre” (...)

Il mistero pasquale riguarda la morte e la risurrezione di Cristo. Ma le letture bibliche della settimana santa ne descrivono anche altri aspetti, lo inseriscono in una dinamica più articolata. Questa appare già nei canti del Servo del Signore (..). ma soprattutto nella catechesi di Pietro (...)

Si estende ai seguenti punti:
1) Gesù fa il bene,
2) soffre un’ingiusta opposizione,
3) continua a fare il bene senza ricambiare il male col male, 4) è messo a morte,
5) ma il Padre lo glorifica con la risurrezione (...)


 


Il costato trafitto.
Il colpo di lancia è la prova che Gesù è morto (...)
e un segno di riconoscimento del Risorto: “La sera di quello stesso giorno […] venne Gesù […] Detto questo, mostrò loro le mani e il costato” (...)
Il costato trafitto fa quindi da ponte tra la morte e la risurrezione di Cristo, attesta che il mistero pasquale “è compiuto” (...) ne diventa il simbolo.
“E i discepoli gioirono al vedere il Signore” (...) Per loro si attuano le parole profetiche: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» (...)
A loro volta gli apostoli esortano i fedeli a «tenere fissi gli occhi su Gesù» (...) su «questo Gesù» (...)
La Chiesa continua a farlo.

 

  da: G. Giurisato, Morto e risorto,
Edizioni Messaggero Padova 2008, pg. 5-6
 
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