TEMPO LITURGICO
 
 


Giovedì santo

La cena del Signore

Ci ricorda tre doni di Gesù: l’eucarestia, il sacerdozio, il comandamento nuovo.
Nell’istituzione dell’eucarestia (...) il pane e il vino, per la potenza della parola di Gesù, diventano il suo corpo e il suo sangue. La cena ebraica (...) ricorda le “meraviglie” compiute da Dio nell’esodo d’Israele dall’Egitto (...)
Per noi cristiani la storia della salvezza, che comprende sempre quelle “grandi opere” (...) è andata avanti e culmina nell’Agnello di Dio, Gesù.
Agli apostoli ha dato l’ordine e il potere di ricordare il suo gesto e le sue parole “in memoria” di lui, rendendolo presente nel segno sacramentale del pane e del vino.
Inseparabile dall’eucarestia è il comandamento nuovo, che scaturisce dall’amore di Gesù e suscita il nostro verso di lui e verso i fratelli: “come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.


“Ho ricevuto / ho trasmesso”.
La tradizione eucaristica, che ha avuto inizio “dal Signore”, è documentata una ventina d’anni dopo dal racconto di Paolo, scritto intorno all’anno 55 (...)
e continua ad essere attualizzata anche oggi (...)
un dono dato da Gesù e accolto da noi. Non da inventare, ma da apprezzare con stupore. La riforma liturgica del Concilio Vaticano II urge la partecipazione “piena, consapevole e attiva” al rito (...) e “una comprensione sempre più profonda attraverso l’esperienza” (...)

 
 
“In memoria di me”.
Di quel Gesù “che è per voi” (...) che si è offerto per la nostra salvezza.
L’eucarestia è presenza del Signore Gesù: che “ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue” (...)
che “vi ha amato e ha dato se stesso per noi” (...)
che “ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei” (...)
che “mi ha amato e ha dato se stesso per me” (...)
I soggetti invitati a far memoria del dono di Cristo e a ricambiarlo con l’offerta di se stessi, ringraziando e adorando, siamo noi, la Chiesa e il singolo cristiano.

 

“Ogni volta”.
Ogni anno, ogni domenica, ogni volta che si celebra l’eucarestia è pasqua (...): “Infatti nella santissima eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè Cristo stesso, nostra pasqua. Per questo l’eucaristia è fonte e culmine” (...) “radice e cardine” (...) “centro e radice” (...) “centro e culmine” (...) della vita cristiana.
Là si opera la nostra salvezza: “Ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del Signore, si compie l’opera della nostra redenzione”.

“Polo di attrazione”.
Alla fine della messa l’eucarestia è riposta solennemente nel tabernacolo, “punto focale” dell’adorazione dei fedeli. Il Signore rimane con noi: “L'Eucaristia è mistero di presenza, per mezzo del quale si realizza in modo sommo la promessa di Gesù di restare con noi ogni giorno fino alla fine del mondo”. Presente nel sacramento, Gesù ci “attira” a sè (...) rivolge anche a noi il discorso dell’ultima cena (...) e ci manda “missionari dell'evento che quel rito attualizza”: “Ogni volta … voi annunciate la morte del Signore”.
Presenza, comunione e missione.



 
  da: G. Giurisato, Morto e risorto,
Edizioni Messaggero Padova 2008, pg. 84-86
 
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