TEMPO LITURGICO
 
 


Attorno a Gesù
Mercoledì delle ceneri

Voi tutti conoscete i riti e il loro significato in questo giorno singolare e benedetto in cui comincia la preparazione alla Santa Pasqua, e sapete quanto questi riti siano espressivi, tanto che darne anche in questo momento una rapida e fugace memoria può essere utile a sentirli fecondi, attuali, provvidi e, Dio voglia, operanti nei nostri spiriti …


Il rito delle Ceneri ci ricorda la fugacità, la precarietà, la nullità della nostra vita presente e nello stesso tempo la sua preziosità. Dobbiamo afferrare il momento perché non ritorna più. È la sola disponibilità di beni che abbiamo; in un istante possiamo decidere del nostro destino che va oltre i secoli, per l’eternità.
Ed ecco che appare chiara la preziosità enorme del vivere in vigilanza, in attenzione, in intensità, in propositi continui perché il corso dei nostri atti e degli avvenimenti della nostra vita possa essere coerente col grande disegno che il Signore vi ha sovrapposto, quello del nostro rapporto di creature così deboli, così fugaci, con l’eternità, con la pienezza dell’esistenza alla quale il Signore ci invita e ci ha destinati.

 
 
Il tempo per noi è degno di particolare considerazione perché lo troviamo
nella Bibbia e nel Vangelo …
Noi abbiamo bisogno del tempo come della cosa più preziosa di cui possiamo fruire.
E il dono grande del Signore, la vita,
che cos’è se non il tempo che il Signore
ci ha dato da godere?
È una vita che non ritorna, che passa,
che fugge, e che dovrebbe essere piena
di opere buone, di pensieri alti e di azioni tali da trasfigurarla in un volo spirituale, mentre invece la calcoliamo con il metro, con le misure delle cose passeggere e diamo alla nostra coscienza, alla nostra maniera di pensare una irrealtà.
Viviamo nella fantasia del tempo che era e del tempo che sarà credendo che questa sia l’immagine reale della nostra esistenza mentre la nostra esistenza è fugace
ma quanto mai preziosa.
 
Guardiamo di non vivere nell’illusione.
La mentalità degli uomini in gran parte è tutta assorbita dall’illusione che siano valori, che siano cose davvero degne di essere conquistate e vissute quelle che noi adoperiamo, e viviamo, e cerchiamo, mentre a ben guardare non hanno nessun valore. Forse ci possono essere anche nemiche, perché fugacemente ma perdutamente ne abbiamo fatto un uso illecito
o non approvato dalla legge di Dio.
Questo pensiero della rapacità del tempo che divora la nostra vita e la incenerisce dovrebbe essere il nostro pensiero dominante. Guardiamo di non sopravvalutare le cose che passano nella scena fugace della nostra vita presente; guardiamo invece di cercare in questa stessa vita presente, in questa scena fugace i valori più validi quelli che restano per l’eternità ...

Che cosa dobbiamo fare di questo tempo che fugge, che trascina e divora le realtà cui crediamo di poter affidare il nostro cuore? È qui ancora il Vangelo che parla: Convertitevi. È la metanoia. Dobbiamo cambiare la nostra mentalità.
Gesù lo ripete due volte al principio della sua predicazione: Convertitevi, convertitevi, perché viene il regno di Dio. Convertirsi vuol dire modificare la nostra mentalità, non fissarla nelle cose fugaci e false ma in valori e in beni che restano, in azioni che valgono per l’eternità. Guardiamo di convertirci e di fare di questa vita una preparazione alla celebrazione pasquale anzitutto, e poi alla Pasqua eterna, quella del nostro incontro con Dio, con Cristo, con lo Spirito in cui siamo stati battezzati e in cui speriamo di poter vivere per l’eternità.

Paolo VI, omelia, Mercoledì delle Ceneri, 23 febbraio 1977

 
     
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