"Formula per il voto di Carità"    
 



Bartolomea la scrive nel 1829 impegnandosi con voto a operare per il bene del prossimo. E' un approdo della sua ricerca vocazionale, in cui rivela una più chiara comprensione del suo cammino di fede: diverrà santa nella carità, facendosi prossima a chi ha bisogno di pane, di cure, di istruzione, di assistenza e soprattutto di Dio.
A questo scopo promette al Signore piena disponibilità, nello spirito del "Magnificat": Io sono uno strumento povero, che però nelle mani onnipotenti di Dio può fare le cose più grandi.



Il testo è ridotto e adattato alla lingua corrente.
(Il testo integrale è scaricabile in pdf).


Mio buon Gesù, so che l'amore per te non va mai disgiunto da un vero amore del prossimo; perciò io, Bartolomea, desiderando di darti gusto in tutto e di assecondare gli impulsi interni, faccio voto di usare al mio prossimo tutta la carità spirituale e corporale che potrò.
Da ora in avanti tutto ciò che Dio mi ha concesso non lo considererò più mio, ma datomi per impiegarlo a vantaggio del mio prossimo.

La vita, la salute, il talento, i pensieri, le parole, le azioni, la roba e tutto quanto potrò avere in mio potere li rivolgerò a vantaggio e a sollievo dei miei cari fratelli.

Per i peccatori offrirò pratiche, orazioni, mortificazioni e ogni volta che mi presenterò ai piedi di te, Crocifisso, ti importunerò e pregherò tanto per la loro conversione che non mi potrai negare questa grazia.
Per impedire il peccato poi farò di tutto e tu avvalora la mia debolezza.

Mi terrò molto cara la gioventù, il mio amato oratorio. Avrò distintamente a cuore le giovani più dissipate e lontane da te.
A queste correrò dietro indefessamente, cercherò tutti i mezzi per insinuarmi nei loro cuori per poi attirarli a te. Se le mie attenzioni non gioveranno, non mi stancherò, anzi raddoppierò le cure e non cesserò finchè non le vedrò tutte tue.

Per gli analfabeti non risparmierò fatica. Quel poco che ho imparato anch'io con carità e pazienza lo insegnerò; andrò io stessa a cercare quelle persone che avessero bisogno di essere istruite e verso queste userò le più caritatevoli attenzioni.

I poveri ammalati e infermi saranno veramente la delizia del mio cuore.
Li visiterò tutti più spesso che potrò, sarò verso di loro operativa con parole e opere, prestando loro i servizi più umili, soccorrendoli e assistendoli, anche in punto di morte se le circostanze e l'obbedienza me lo permetteranno.

Soccorrerò più che potrò i poveri. Procurerò di conoscere quelli che sono veramente bisognosi e a questi farò sentire più largamente la mia carità. Risparmierò il superfluo nel cibo e nel vestito per poter soccorrere maggiormente i poveri e, se per amore di essi mi toccasse soffrire la fame, mi sarà caro. Dove io non potrò giungere, conoscendo un vero bisogno, non mi vergognerò di cercare la carità da altri per soccorrerli.

Mio caro Gesù, di tutto questo faccio voto, ma tu aiuta la mia debolezza. Io sono lo strumento infimo, indegno, incapace. Però, ti prego, trionfa in me con la tua potenza, fa' vedere che lo strumento più povero nelle tue mani onnipotenti può fare le cose più grandi.
Io diffido affatto di me stessa, ma confido totalmente in te. Questa dolce confidenza mi anima, mi dà coraggio e mi fa sperare di ottenere tutto da te.
Appoggiata in questa dolce confidenza ardirò, in caso di vera necessità, anche di affrontare i pericoli, sicura che tu avrai cura della tua serva.

Aiutami, buon Gesù, perchè io mi voglio impegnare assai per le tue care creature, e questo per amor tuo.
E mentre penso al bene degli altri, affido interamente a te la cura di me stessa. Pensa tu ai miei bisogni, stammi sempre vicino, sradica dal mio cuore i vizi, piantavi le virtù, fammi santa. In te tutta mi abbandono come cosa tua.
Maria SS., a te mi raccomando di cuore, insegnami tu ad amare il prossimo.
Caro san Luigi, che tanto facesti per il tuo prossimo, dammi il tuo bel cuore caritatevole.

Omnia possum in eo qui me confortat.




 


Bartolomea Capitanio
ci ha trasmesso la sua esperienza spirituale,
oltre che con la testimonianza di vita,
anche attraverso numerosi scritti,
che nel 1904 furono raccolti
per opera di Padre Luigi Mazza sj
e pubblicati in tre volumi:
Lettere,
Pratiche di pietà,
Note e pratiche di vita perfetta.

Tra questi, alcuni si distinguono
per il contenuto specificamente carismatico,
riflettendo in modo più illuminato e preciso
la sua intuizione circa
il progetto di vita e la fondazione dell'Istituto
.
 
 
 
 
 
 


 
 
 

 
 
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