QUARESIMA 2017:
Breve Via Crucis


(per la preghiera in famiglia)

***

   
 




   


INTRODUZIONE: Gesù crocifisso ci ha rivelato l’infinito amore del Padre. Con la Via Crucis vogliamo metterci in sintonia con il cuore di questo Padre, per scrutarne le inesauribili ricchezze di bontà e di Grazia, celate dietro un drammatico e misterioso disegno di sofferenza e di morte, la morte in croce dell’unigenito Figlio di Dio! Ma prima di cominciare la meditazione delle sofferenze, patite dal Signore Gesù per amor nostro, purifichiamo il nostro cuore dalle amarezze, dai rancori, da tutte le nostre colpe... e domandiamone sinceramente perdono a Dio.

C.   Signore, che sei venuto per dare la tua vita in riscatto per tutti, per rivelare l’amore del Padre, abbi pietà di noi.
T.  
 Signore, pietà.

C.   Cristo, che hai voluto essere innalzato da terra per attirarci al cuore del Padre, abbi pietà di noi.
T.   
Cristo, pietà.

C.   Signore, che sulla croce, con la stessa misericordia del padre misericordioso verso il figliol prodigo, hai invocato il perdono per i peccatori, abbi pietà di noi.
T.   
Signore, pietà.

C.   Preghiamo.
      Concedi, Padre buono, che la nostra vita si ispiri continuamente al mistero della croce che ora celebriamo in questo santo rito. Tu che vivi e regni, nei secoli dei secoli.
T.   Amen.

C.   Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.
T.   Amen


I.   Nella preghiera di Gesù,
il volto della paternità e della figliolanza


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.   Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,1-6.11 b.15.18-21.24-26)

      Così parlò Gesù: "Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno conservato la tua parola... Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi... Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno... Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato... Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria... poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo”.

Riflessione
Il dramma della Passione del Signore, è un dramma d'amore: un amore donato a piene mani e un amore non riconosciuto, non accolto, rifiutato e calpestato. Ma l'Amore non può morire, perché è ciò che ogni uomo desidera, è ciò per cui ogni uomo viene al mondo, si muove, si impegna, si sacrifica. L'Amore è il volto del Mistero che fa essere tutte le cose, che sta all'origine di me e di te, di tutti e di ciascuno. Questo Amore ha un nome: "Dio, Padre del Signore Nostro Gesù Cristo", che, nell’unigenito Figlio sacrificato sulla Croce, ci ha rivelato il Suo volto di misericordia infinita, la sua nostalgia per l'uomo perennemente tentato a fuggire lontano da Lui, nell'illusione di trovare altrove quell'amore capace di saziare la sete del suo cuore inquieto e inappagato.

Preghiamo.
Dirigi, o Padre, con la luce della tua grazia, i nostri passi sulla via della Croce, perché camminando sulle orme del Cristo, tuo dilettissimo Figlio, giungiamo alla tua dimora di gloria, dove Egli ha preparato un posto per noi. A te, Padre, per Cristo, nello Spirito, ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen.


II.   Un solo desiderio: la volontà del Padre

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.   
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 14,32-36)
      Giunsero ad un podere chiamato Getsemani, e Gesù disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu".

Riflessione
Il rapporto d'amore tra Gesù e il Padre è determinato da quella ininterrotta ed intensa comunicazione che è la preghiera. Nella preghiera si affina lo sguardo, si impara a conoscersi in profondità, ci si affeziona fino al punto di desiderare la volontà dell'altro da cui ci si sente riconosciuti ed amati. Si tende ad identificarsi con l'altro, si è disposti a fare qualunque cosa, qualunque sacrificio pur di fargli piacere, pur di dimostrargli il proprio amore... Questa è anche la caratteristica del nostro essere "figli di Dio", ed è quanto ci insegna Gesù nel momento supremo della sua Passione: la volontà del Padre merita sempre di essere preferita alla nostra, perché la volontà del Padre è sempre buona, anche quando chiede di passare attraverso la misteriosa via della sofferenza, della fatica, dell'abbandono e della prova

Preghiamo.
O Dio, Padre buono, ricordati di noi quando ci assale la paura del futuro, il timore delle nostre irriducibili colpe e miserie e l’angoscia di fronte alla morte. Fa’ che, imitando il filiale abbandono di Gesù alla Tua volontà, siamo perseveranti nel cammino della nostra vocazione, secondo i Tuoi disegni sempre provvidenziali. Per lo stesso Gesù, Tuo Figlio e nostro Signore. Amen.


III.   Nel perdono, la verità dell’amore

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.   
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,32-34)
      Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". Dopo essersi poi divise le vesti, le tirarono a sorte.

Riflessione
L'amore è tale perché è senza misura, non fa calcoli, non guarda i meriti dell'amato, non dà nella misura in cui riceve. L'amore è gratuità, è puro dono: "Ti amo non per quello che fai, non perché mi corrispondi; ti amo perché sei tu! Così ha pregato Gesù, mentre i chiodi gli venivano conficcati nella carne, mentre gli sputi e le ingiurie gli deturpavano il volto e il cuore. "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". Così prega Gesù, oggi, di fronte alle atrocità, alle bestemmie, ai nostri peccati che facilmente scusiamo, giustifichiamo e chiamiamo semplicemente "errore, sbaglio". Gesù, il Figlio prediletto del Padre, sulla Croce non pensa a sé, non implora il Padre per sé; lo implora accoratamente per noi: per te e per me, qui ed ora!

Preghiamo.
O Dio, che nel Figlio tuo crocifisso hai riempito il mondo della tua tenerezza di Padre, continua ad effondere su tutti la luce e la grazia del tuo perdono, e fa’ che anche noi impariamo a perdonarci reciprocamente, per meritare di essere accolti nel tuo abbraccio di misericordia e di pace. Per Cristo, nostro Signore. Amen.


IV.   In un grido di abbandono filiale
il compimento della nostra salvezza


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.   
 Dal Vangelo (Lc 23, 44-46; Mc 15,39)
      Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò, e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: "Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!"

Riflessione
Sul patibolo della Croce, sfinito e dolorante, con l'animo pieno di tristezza per coloro che ancora "non sanno quello che fanno", Gesù grida il suo supremo atto di Amore per Colui che gli ha affidato il compimento della Redenzione del mondo. E in quel grido è contenuta tutta l'affezione del Figlio prediletto, in cui il Padre si è compiaciuto; in quel grido c'è tutto il consegnarsi del Cristo al Padre e a noi. Di fronte ad un atto di abbandono così grande, tutta la creazione è come attonita, commossa e riverente; non c'è bisogno di nessun altro miracolo per attestare che "veramente quest'uomo era Figlio di Dio". C'è soltanto da inchinarsi profondamente e lasciarsi amare, ancora una volta, da quel Figlio che per insegnare a noi la grandezza e la bellezza di essere figli, "si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce" (Fil 2,8). Sì, veramente e coralmente, ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo: hai redento ciascuno di noi, hai redento anche me!

Preghiamo.
Padre onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell’umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo, Nostro Signore. Amen.

V.   Il ritorno al Padre di tutti


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.     
 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,11-21)
         [Nel giorno dopo il sabato] Maria stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi».

Riflessione
Il Figlio è uscito dal seno del Padre e a Lui ritorna glorioso. Il Padre, alla cui volontà Gesù si era totalmente consegnato, non poteva abbandonarlo nelle viscere della morte. La risurrezione è così il giusto sigillo di un’esistenza interamente votata alla glorificazione del Padre, che per amor nostro non ha esitato ad offrire il proprio Figlio, l’unico Figlio. In questo indicibile e inesauribile amore divino si alimenta la missione della Chiesa: Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Noi pure siamo mandati a proclamare e a testimoniare l’amore del Padre, che vuole salvi tutti gli uomini.

Preghiamo
Ascolta, o Padre, il grido del tuo Figlio che, per stabilire la nuova ed eterna alleanza, si è fatto obbediente fino alla morte di croce; fa’ che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua Passione, per partecipare alla gloria della sua risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con Te, Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.



vedi PdF

 


da: dhttp://www.qumran2.net/materiale/anteprima.php?file



 

 

 

 

 

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