QUARESIMA 2017:
Signore tu ci chiami alla conversione




[...continuazione]


CAMMINO DI PREGHIERA

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Digiunare come Cristo

Poiché "il digiuno è una delle fasi fondamentali cui Cristo si sottopose, [...] nessuno può pretendere di vivere nella piena maturità di Cristo o che Cristo dimori in lui in tutta la sua statura se trascura il digiuno. [... ] Da lui derivano tutte le nostre opere: la nostra ascesi dalla sua ascesi, il nostro digiuno dal suo digiuno; il nostro amore dal suo amore".

Il frutto del digiuno sia la carità
Sei invitato anche tu, in questa Quaresima, ad essere sobrio e delicato nell'uso delle cose, ad avere misura nel trattare i beni di creazione che Dio fa passare nelle tue mani come segni della sua gratuità e come mezzi per la tua Carità. Ricordalo: il frutto del digiuno e dell'astinenza dev'essere dato in elemosina.

La ricchezza è pericolosa per la salvezza

Ti è chiesto, perciò, di fare un uso austero e generoso del superfluo, di revisionare la tua vita sui temi dell'attaccamento ai beni di questo mondo, della voracità di possesso, del pericolo spirituale della ricchezza. È impressionante l'espressione di Clemente di Alessandria, che sottopongo alla tua riflessione: "La ricchezza mi sembra simile a una serpe: se uno non la prende di lontano, per la coda, gli si attaccherà alla mano e lo morderà".


Tre parole sorelle

Non immiserire il tuo digiuno in una anemica pratica di privazioni corporali. Il digiuno cristiano, in congiunzione con altre due parole (preghiera e misericordia), acquista un senso più pieno: "Queste tre cose, preghiera, digiuno, misericordia sono una cosa sola e ricevono vita l'una dall'altra. Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno".

Una vita di lieta penitenza

Vivi, pertanto, una vita di lieta penitenza, alimentata con la preghiera, la carità e il digiuno: preoccupati di avere per testimone solo il Padre "che vede nel segreto" (Matteo 6, 18); cammina nel soffio dello Spirito e raccoglierai i frutti di una vita secondo lo Spirito, che sono "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Galati 5, 22).


   
 




   


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……è vincere la tentazione di possedere noi stessi

 È grande la tentazione di possedere noi stessi: è, in fondo, la radice di ogni scelta peccaminosa. Il cedere a questa tentazione manifesta l'indebolirsi del senso della signoria del Padre, l'oscurarsi del senso del privato di Cristo, lo spegnersi del senso della compagnia dello Spirito.

Recuperare il senso dell'abbandono

Nelle settimane di Quaresima vanno rinvigorite queste verità cristiane: siamo stati creati da un "Altro" (il Padre); siamo stati redenti da un "Altro" (il Figlio); siamo stati santificati da un "Altro" (lo Spirito). Queste certezze di fede implicano il recupero del senso dell'abbandono, che è l'affidare la nostra vita al cuore del Padre, alle mani trafitte del Crocifisso, all'intima amicizia dello Spirito.

La storia delle "consegne" pasquali
Il Crocifisso t'invita a rinunciare ad essere un ostinato padrone di te stesso, perché ti disponga al meritorio servizio della pietà verso tutti. Per darti questa grande lezione egli ha voluto sigillare la sua vita terrena con la più radicale autoconsegna al Padre: "Nelle tue mani consegno il mio spirito" (Luca 23, 46). Dinanzi al Crocifisso, servo di misericordia, ripeti spesso, con recuperato stupore: "Mi ha amato e ha consegnato se stesso per me" (Galati 2, 20)!

Nelle mani di un Dio fedele

In particolare ti consiglio: - Poni rimedio al disagio della tua insicurezza con un radicale atto di affidamento a Dio, "Grembo" santo di tutte le nascite. Confida perdutamente in Dio: egli ti dà garanzie certissime di affidabilità. È infatti un Dio fedele; potremmo dire: è un Dio di Parola. "Perché ci si possa veramente fidare di un uomo si esige la sua parola. Anche Dio ci ha dato la sua Parola: Cristo".



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……è contemplare Gesù nella sua esperienza spirituale

Il tempo santo della Quaresima ti propone di contemplare Gesù dedito all'esperienza spirituale del "deserto" (cf Luca 4, 42) e, più ancora, impegnato a soffrire, con intenzione redentiva, la solitudine messianica della sua "Ora".

Le tre compagnie che Cristo ci rende

C'è solitudine e solitudine: occorre coltivare quella che serve alla causa del Regno e della salvezza.
Tu, cresci nel convincimento di fede che con Gesù Cristo non saranno solitarie né la vita né la morte: "Nessuno vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso" (Romani 14, 7).
Questa doppia compagnia di Cristo, che viviamo nel tempo, prepara quella eterna che vincerà per sempre la nostra solitudine: allora "saremo sempre col Signore" (Tessalonicesi 4, 17). La solitudine non ti vincerà se acquisterai vivida coscienza che Cristo è con te "tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Matteo 28, 20). La solitudine ti peserà molto e potrebbe divenire per te insopportabile se non ti lasci "invadere" dalla presenza di Cristo.


La prossimità del Dio trinitario
Ti chiamo a riflettere. Davvero ti senti perseguitato dalla solitudine? Non credi che un Padre veglia sulla tua vita? Non ti dice nulla il sapere che il Cristo ha stabilito nell'Eucaristia la presenza più reale, più personale, più intima di Dio con gli uomini? Non ti scuote l'anima la certezza di fede che lo Spirito è l'Amico più affidabile? E infine: non ti consola il sapere che c'è sempre un fratello sulla soglia della tua vita?

Non subire la solitudine

Scrivilo sul tuo cuore. La solitudine procurata dagli uomini si vince affidandosi filialmente, come Cristo, fra le braccia del Padre: "Mi lascerete solo, ma io non sono solo perché il Padre è con me" (Giovanni 16, 32). Perciò, non subire la solitudine con rassegnazione, non patirla con rancore, non viverla con compiaciuto avvilimento, non coprirlo col frastuono di parole inautentiche e di rumori dissipanti: accettala, invece, come chiamata alla conversione, prova purificatrice (cf Isaia 54, i. 3), invito a ricordarti di Dio e a far ricorso a lui (cf Isaia 1, 7-8).

Ti raccomando la grande solitudine
Non ti raccomando una meschina solitudine; ti addito piuttosto la grande e necessaria solitudine interiore: quella che fa crescere grandi anime per Cristo e per il suo Regno.


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[... continua]

 


da: dhttp://www.qumran2.net/materiale/anteprima.php?file



 

 

 

 

 

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