Salmo 26
SONO CERTO DI CONTEMPLARE LA BONTÀ DEL SIGNORE NELLA TERRA DEI VIVENTI.

D. M. Turoldo - G. Ravasi


«Non paura» di te o dell’uomo e di più,
brama di vederti è la fede:
il tuo santuario ora è la terra,
e il nido della mia fiducia il tuo cuore .


Costruito su due tavole simmetriche (vv 1-6 e 7-14), il salmo celebra una fiducia trionfale nell’azione di Dio (vv. 1-6) e una fiducia supplice (vv7-14).

Da un lato, infatti, il poeta vede scatenarsi l’assalto del male con tutta la sua mostruosa e famelica violenza (v 2): ma Dio è come una rupe alta e imprendibile, il suo Tempio è rifugio inespugnabile anche nel giorno più nero.
D’altra parte, invece, il poeta viene colto dalla paura, grida il suo terrore sentendo alle spalle ansimare bramoso delle gole, dei mostri nemici.

Egli è totalmente solo; come in un’antichissima supplica del re mesopotamico Gudea (XXII sec. a.C.), si vede abbandonato persino dal padre e dalla madre.
Ma in questo vuoto, una certezza permane: «Il Signore – lui solo – mi raccolse» (v 10). Ed il salmo si chiude, allora, col filo verde della speranza: «Nel Signore tu spera, e sii forte…».



     


Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Ascolta, Signore, la mia voce.

Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,

si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.


PREGHIAMO


Dio, tu hai detto: «Non mi cerchereste se non i aveste già trovato»,
poiché sappiamo che tu ti nascondi anche quando ti riveli,
liberaci dalla supponenza di sapere chi tu sia;
donaci di cercarti sempre,
dirada le nostre tenebre
perché possiamo scorgere la via
che conduce alla tua tenda:
nella speranza di contemplare un giorno il tuo volto.

Amen.


da:
D. M. Turoldo – G. Ravasi, “Lungo i fiumi…” I SALMI , traduzione poetica e commento

Edizioni Paoline s.r.l. 1987 – pp 89-92
























 

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