LA PREGHIERA DEL ROSARIO


La preghiera del rosario è stata definita un’ “arte personalissima” anche se la sua recita avviene di solito in un contesto comunitario. Papa Paolo VI (deceduto nel 1978) nell’esortazione apostolica “Marialis cultus” (1974) descriveva il rosario come preghiera di lode e implorazione-meditazione “dei misteri della vita del Signore, visti attraverso il cuore di colei che al Signore fu più vicina”. Come a dire: i misteri della vita del Signore li contempliamo e li preghiamo non seguendo le nostre suggestioni personali, ma attraverso il ‘cuore’ di Maria, di colei che “conservava e meditava nel suo cuore” parole e fatti su Gesù
(Lc 2,19.51). Questa preghiera è attuata non con la semplice riflessione, ma con l’immersione nelle parole sempre ripetute e sempre nuove dell’ Ave Maria.

La lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” di Giovanni Paolo II (16 ottobre 2002) ripropone l’attualità di questa preghiera, dando suggerimenti per la fruttuosa recitazione. Perché la preghiera del rosario sia spiritualmente efficace ed ecclesialmente vissuta ci si affiderà ai testi biblici, unici messaggi capaci di autenticare il nostro pregare e confermare il nostro credere.

La ‘Lettera apostolica’ “Rosarium Virginis Mariae” di Giovanni Paolo II

Una attenta lettura della lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae aiuta a cogliere la preziosa lezione di spiritualità mariana offerta da Giovanni Paolo II al popolo cristiano. La Lettera si suddivide in tre capitoli:

1. Contemplare Cristo con Maria; 2. Misteri di Cristo – Misteri della Madre; 3. Per me vivere è Cristo.

 1 ... Contemplare Cristo con Maria
Il rosario, via privilegiata di contemplazione. Nel primo capitolo il Papa parla dell’importanza della contemplazione, e invita a volgere lo sguardo al volto di Cristo con “gli occhi del cuore” di Maria.
Fissare gli occhi sul volto di Cristo è il compito di ogni discepolo di Gesù. Questo atteggiamento trova in Maria un modello insuperabile: nessuno come lei e più di lei si è dedicato alla contemplazione di suo Figlio.
Lo sguardo di Maria su Gesù sarà talora sguardo interrogativo, sguardo penetrante, sguardo addolorato, sguardo radioso e sguardo ardente rispetto ai misteri contemplati.

La preghiera del rosario, proprio a partire dall’esperienza di Maria, si qualifica come preghiera privilegiata di contemplazione.
Il popolo cristiano, ripercorrendo con la preghiera del rosario le tappe della vita terrena di Gesù, si abitua innanzitutto a “ricordare” gli eventi di salvezza operati da Cristo con lo sguardo e il cuore della Vergine;
viene inoltre introdotto da Maria a “imparare” Cristo con una penetrazione più profonda del suo mistero;
è sollecitato dalla Serva del Signore a “conformarsi” allo stile di vita di Cristo, il maestro per eccellenza; è sostenuto dall’intercessione materna di Maria a “supplicare” Cristo, “la Via della nostra preghiera”;è chiamato, infine, ad “annunciare” Cristo con Maria, in un percorso di evangelizzazione e di approfondimento.


2 ... Misteri di Cristo - Misteri della Madre

Il rosario, scuola di preghiera evangelica. Alla contemplazione del volto di Gesù, segue nel secondo capitolo il richiamo alla struttura portante del rosario, e cioè la “meditazione” dei misteri della vita e dell’opera di Cristo.
Ai tradizionali misteri della gioia (
gaudiosi), del dolore (dolorosi) e della gloria (gloriosi), Giovanni Paolo II ha creduto opportuno aggiungerne altri cinque, che si soffermano su altrettanti momenti significativi della vita pubblica di Gesù:
1.Il Battesimo al Giordano;
2.Le Nozze di Cana;
3.L’Annuncio del Regno con l’invito alla conversione;
4.La Trasfigurazione;
5.L’istituzione dell’Eucaristia.
Questi misteri vengono definiti “misteri della luce (luminosi)” perché la vita e la missione pubblica di Gesù sono la sorgente della luce per il mondo: rivelano il suo essere Uomo-Dio.
La luce di Cristo è luce divina: “Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo” (Gv 9,5). Gesù stesso appare nell’Apocalisse di Giovanni come “la stella radiosa del mattino” (Ap 22,16).
Secondo il vangelo di Luca, questo Gesù che tornerà alla fine dei tempi sarà come un lampo che “brilla da un capo all’altro del cielo” (Lc 17,24); allora in quel tempo anche “i giusti splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro” (Mt 13,43).

Giovanni Paolo II applica questa grande teologia della luce al rosario, aiutandoci ad apprezzarlo quale preghiera luminosa. Questa opportuna integrazione, che copre il vuoto esistente tra il ritrovamento di Gesù e la sua agonia nel Getsemani, da una parte conferma il Rosario come “compendio del Vangelo” e, dall’altra, lo arricchisce di contenuto spirituale, quale “vera introduzione alla profondità del Cuore di Cristo, abisso di gioia, e di luce, di dolore e di gloria”.

3 ... Per me vivere è Cristo
Il rosario, via di conformazione a Cristo fino alla santificazione. Il terzo capitolo presenta alcuni principi centrali per l’assimilazione dei misteri di Cristo e a tale scopo offre opportuni suggerimenti sul metodo del rosario, basato sulla ripetizione. Ciò vale soprattutto per l’Ave Maria ripetuta per dieci volte ad ogni mistero. La ripetizione dell’Ave costituisce un’espressione di amore verso la Vergine e manifesta il desiderio di una sempre più piena conformazione a Cristo, vero “programma” di vita cristiana.
In questo contesto, afferma il Papa, la validità del metodo del rosario, che fa ricorso a elementi vocali, visivi e immaginativi, è comprovata con la grande intuizione contemplativa di sant’Ignazio da Loyola (deceduto 1556) negli Esercizi spirituali, nel quale la composizio loci (composizione dei luoghi: immaginare, vedere, sentire, gustare, toccare) è ritenuta di grande aiuto per favorire la concentrazione dell’animo sul mistero.


Perché il rosario possa raggiungere tale obiettivo, il Papa dà alcuni suggerimenti. Anzitutto, l’enunciazione del mistero può essere accompagnata dalla contemplazione di una icona che lo raffigura. Inoltre, è bene proclamare il brano biblico che ne rivela il mistero e che, rivolto all’orante, si presenta con una straordinaria efficacia di grazia.

Dopo l’enunciazione del mistero e la proclamazione della Parola, è conveniente, dice il Papa, che si osservi qualche momento di silenzio, per meglio fissare lo sguardo contemplativo sul mistero.

Oltre all’intensità dei contenuti dati dalle e alle preghiere del Padre nostro, delle Ave Maria e del Gloria al Padre – quest’ultima preghiera ritenuta il culmine della contemplazione – anche la stessa “corona” può dare, con il suo simbolismo, un ulteriore spessore alla contemplazione. Essa infatti parte e arriva al Crocifisso, “che apre e chiude il cammino stesso dell’orazione. In Cristo è centrata la vita e la preghiera dei credenti”. Quale strumento di conteggio evoca l’incessante cammino della contemplazione e della perfezione cristiana; richiama infatti il vincolo di comunione e di fratellanza che tutti ci lega in Cristo. Preghiera dei semplici come degli intellettuali, di chi si sente povero peccatore, il rosario aiuta a spargere sulle strade del mondo intero semi di speranza e di amore.





 

 

 

 

 

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