VENERDI' SANTO
La via dolorosa

Pensieri di don Clemente Rèbora


Ci accompagnano, lungo la via della croce, le scarne parole di Clemente Rébora, tutto intento a confrontare la propria via con quell'incerto e stentato procedere verso il Calvario, affinché le sofferenze, le cadute, gli incontri, le parole di quello straordinario cammino abbiano ancora la forza di sorreggerci nei nostri passi insieme a Gesù, dietro di Lui.

I stazione:
GESU' - la Vita - offerto a morte per mio amore, perché io viva in eterno nel Padre nostro che è nei cieli.

II stazione:
GESU', caricato della croce, mi ricorda l'ammonimento di carità: "Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me".

III stazione:

GESU' cade la prima volta sotto la croce, perché io sia reso capace di rialzarmi in virtù della sua croce, e non mi sgomenti. IV stazione: GESU' incontra la sua santissima Mamma, perché io sia mite e umile a incontrarla con Lui misericordiosamente nelle ore decisive della prova.


IV stazione:
GESU' incontra la sua santissima Mamma, perché io sia mite e umile a incontrarla con Lui misericordiosamente nelle ore decisive della prova.

V stazione:
GESU' aiutato dal Cireneo a portare la croce, perché mi sia d'aiuto a scorgere nei miei prossimi GESU' da sollevarsi dal peso della croce.

VI stazione:
GESU' asciugato nel volto dalla Veronica, perché io mi accorgessi che, asciugando pietosamente le pene altrui, rimane in me impressa l'immagine del Salvatore.

VII stazione:
GESU' cade la seconda volta sotto la croce, a renderci presente con l'esperienza il "vegliate e pregate per non entrare in tentazione: lo spirito è pronto, ma la carne è debole".

VIII stazione:
GESU' incontra le donne di Gerusalemme a farci intendere che solo il peccato, per togliere il quale Egli dava il sangue, è causa di tutti i mali: onde poco valeva piangere su di Lui e far lamenti - per quanto segno di umanità in tanta spietatezza -, ma dovevano piuttosto piangere su loro stesse e sui loro figliuoli indulgenti a peccare.

IX stazione:
GESU' cade la terza volta sotto la croce, a renderci sensibilie il triplice rinnegamento: "io non conosco quest'uomo", e avvalorarci nello stesso tempo il Suo dire: "senza di me non potete far nulla"; con l'aggiunta di San Paolo, ma "tutto posso in Lui che mi conforta".


X stazione:

GESU' spogliato e abbeverato di file, perché io mi spogli dell'uomo vecchio con le sue concupiscenze, per rivestire l'uomo nuovo nella santità; e appena gustò il vino misto a fiele, non volle berlo, affinché il patire fosse vinto per amor di Dio, senza attenuanti.

XI stazione:
GESU' confitto in croce, non potendo far più nulla, fa il tutto: dando gloria al Padre ci libera dalla colpa e dalla morte, lasciando a noi questo testo delle sue ultime parole: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che si fanno" - "Donna, ecco tuo figlio. - Ecco la madre tua" - " "In verità ti dico: oggi sarai con me in Paradiso". - "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonatro?" - "Ho sete". - "E' compiuto". - "Padre, rimetto il mio spirito nelle tue mani".Di generazione in generazione resta vivo lo stupore per questo ineffabile mistero.

XII stazione:
GESU' spira in croce, con supremo grido di richiamo alla verità della sua pace: perché io così avessi vita, con il mondo rigenerato, nella sua grazia.

XIII stazione:
GESU' dopo essere stato trafitto al costato - donde fluirono sangue e acqua, il battesimo con l'eucaristia, i sacramenti della redenzione - è deposto dalla crocve nel grembo della Madre, perché ella dall'amore del suo dolore riversasse su di noi universalmente tutte le grazie.

XIV stazione:
GESU', deposto nel sepolcro, è riepilogato in modo eccelso da due frasi del Vangelo: "Andarono essi, e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e ponendovi le guardie" - "E trovarosno la pietra rotolata via dal sepolcro".


da:
La Settimana Santa, Piccolo breviario di letteratura liturgica.
Introduzione, scelta dei testi e bibliografia di Marco Ballarini
,
edizioni San Paolo 2000, pp 12.69-71.



 

 

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