SUSSIDI E PREGHIERE
   
  CELEBRA IL SIGNORE, GERUSALEMME
  Salmo 147

Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli ... Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono". Lc 10,21-23

Il tema della ricostruzione di gerusalemme, appena enunziato nella prima parte del salmo, qui è ripreso e sviluppato per un rinnovato invito alla lode: "Glorifica il Signore, Gerusalemme, loda il tuo Dio, Sion". I motivi immediati, storici, di riconoscenza vengono ricordati con forza suggestiva, con dignitosità e solenne eleganza poetica: "ha rinforzato le sbarre .... ha benedetto i tuoi figli ... ha messo pace nei tuoi confini ... ti sazia con fior di frumento ...". In altri termini: il Dio dell'Alleanza, il Dio fedele, ha tenuto fede alla sua parola. Ma il più grande dei doni di Dio è proprio questa sua "PAROLA", e non soltanto a livello di adempiute promesse terrene.
Con un balzo improvviso il salmo s'innalza e si dilata verso spazi imprevisti. La "sua parola" è si quella che crea, quella che "fa scendere la neve", così come "sciogliere il gelo": "sua parola" è anche e soprattutto il "messaggio" di Dio che "corre veloce" per salvare il suo popolo, che "annunzia le sue leggi e i suoi decreti".
E' questo il dono per eccellenza per il quale Gerusalemme è invitata a lodare il suo dio: "così non ha fatto con nessun altro popolo, non ha manifestato ad altri i suoi precetti".
A distanza di secoli, il prologo di Giovanni riprenderà il tema come fosse stato appena interrotto, per dirci che "la Parola era nel mondo ... e s'è fatta carne ... ed ha abitato in mezzo a noi". L'alleluia della Gerusalemme ricostruita si fonde così con quello di "quanti accolsero la Parola" ed ebbero il "potere di diventare figli di Dio", chiamatia "glorificare il Signore" nella Gerusalemme celeste.
   
     

Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion.

Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine,
di fronte al suo gelo chi resiste?
Manda una sua parola ed ecco si scioglie,
fa soffiare il vento e scorrono le acque. [19]

Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti. Alleluia.

 
   
  PREGHIAMO
O Dio, che nella pienezza dei tempi mandasti il tuo Verbo, nato da Donna, perché ricevessimo l'adozione a figli, accogli la lode della tua Chiesa e conservala fedele nel custodire e diffondere la tua Parola
 
da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 334-335

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