SUSSIDI E PREGHIERE
   
  SIGNORE, SEI STATO PER NOI UN RIFUGIO
DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE
  Salmo 89

Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Il Signore non ritarda nell'adempiere la sua promessa ... egli usa pazienza verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. 2Pt 3,8.9

La forza non comune di questo salmo, così semplice e limpido nel suo sviluppo, così spontaneo e sincero nella sua umiltà, è nella onestà oggetiva con cui il salmista fissa le immagini della sua meditazione. Da una parte Dio: trascendente, assoluto, eterno: "da sempre e per sempre tu sei, o Dio". Dall'altra parte l'uomo: polvere. Basta che tu dica, e noi torniamo polvere. Mille anni dell'uomo - dieci secoli di storia! - ai tuoi occhi come il giorno di ieri, appena passato. Per di più c'è il peccato: noi ci affatichiamo a occultarlo, e tu, nel medesimo istante, lo poni davanti a te, alla luce del tuo volto. La nostra pochezza, così, si aggrava, per colpa nostra, del peso della tua ira, che ci atterrisce, ci distrugge. Ci crediamo chissà che cosa se arriviamo a toccare gli ottanta, ma passan così presto, e sono quasi tutti fatica e dolore ... A questo punto sgorga la preghiera: Signore, insegnare la lezione dei nostri pochi giorni. Così solo "giungeremo alla sapienza del cuore". Volgiti, muoviti a pietà. Se ogni mattina ci sazierai con la tua grazia, cominceremo a vivere, e inpareremo a "contare i nostri giorni", tutti, ad uno ad uno, e ne "esulteremo e gioiremo" ogni mattino, come assaporando un anticipo della tua eternità. E allora, giorno per giorno, la tua bontà riversata su di noi rafforzerà, sì, l'opera delle nostre povere mani, ma soprattutto manifesterà la tua opera e la tua gloria.
   
     

Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.
Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, Dio.

Tu fai ritornare l'uomo in polvere
e dici: "Ritornate, figli dell'uomo".
Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Li annienti: li sommergi nel sonno;
sono come l'erba che germoglia al mattino:
al mattino fiorisce, germoglia,
alla sera è falciata e dissecca.

Perché siamo distrutti dalla tua ira,
siamo atterritti dal tuo furore.
Davanti a te poni le nostre colpe,
i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.

Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira,
finiamo i nostri anni come un soffio.
Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo.

Chi conosce l'impeto della tua ira,
e il tuo sdegno, con il timore a te dovuto?
Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.

Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.
Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

Rendici la gioia per i giorni di afflizione,
per gli anni in cui abbiamo visto la sventura.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e la tua gloria ai loro figli.

Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio:
rafforza per noi l'opera delle nostre mani,
l'opera delle nostre mani rafforza.

 
   
  PREGHIAMO
O Dio, tu sei l'immenso e l'eterno, noi, invece, polvere, attimo fuggente, fieno che appassisce: volgiti a noi con la tua grazia, e colmerai di gioia la brevità delle nostre giornate e la fatica delle nostre povere mani.
 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 196-197
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