SUSSIDI E PREGHIERE
  LA MIA BOCCA, SIGNORE, RACCONTERA' LA TUA SALVEZZA
  Salmo 70


"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza". Lc 2,29

Limpida preghiera e delizioso poemetto della vecchiaia.
Si nota il tipico compiacimento di una vigorosa canizie: "sono parso a molti quasi un prodigio". V'è la trepidazione per l'immediato domani: "non abbandonarmi quando declinano le mie forze". V'è l'affollarsi dei ricordi: "tu mi hai istruito fin dalla giovinezza ... mi hai fatto provare molte angosce e sventure ...". Non mancano alcune sfumature di comprensibili attaccamenti terreni: "mi darai ancora vita ... accrescerai la mia grandezza ... tornerai a consolarmi". Affiora anche quel certo senso di rivalità e di difesa, solitamente accentuato in chi sente che il terreno comincia a mancargli sotto i piedi. E par quasi di vedergli congiungere le mani tremule e di udirne la voce stentorea mentre supplica fiducioso: "non mi respingere nel tempo della vecchiaia ...". Ma alla base di tutto emergono le radici profonde di una religiosità che, appoggiata in Dio "fin dal grembo materno", s'è nutrita, giorno per giorno, di fede, di speranza e di preghiera.
   
     

In te mi rifugio, Signore,
ch'io non resti confuso in eterno.
Liberami, difendimi per la tua giustizia,
porgimi ascolto e salvami.

Sii per me rupe di difesa,
baluardo inaccessibile,
poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.
Mio Dio, salvami dalle mani dell'empio,
dalle mani dell'iniquo e dell'oppressore.

Sei tu, Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno;
a te la mia lode senza fine.

Sono parso a molti quasi un prodigio:
eri tu il mio rifugio sicuro.
Della tua lode è piena la mia bocca,
della tua gloria, tutto il giorno.
Non mi respingere nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

Contro di me parlano i miei nemici,
coloro che mi spiano congiurano insieme:
"Dio lo ha abbandonato,
inseguitelo, prendetelo,
perché non ha chi lo liberi".

O Dio, non stare lontano:
Dio mio, vieni presto ad aiutarmi.
Siano confusi e annientati quanti mi accusano,
siano coperti d'infamia e di vergogna
quanti cercano la mia sventura.

Io, invece, non cesso di sperare,
moltiplicherò le tue lodi.
La mia bocca annunzierà la tua giustizia,
proclamerà sempre la tua salvezza,
che non so misurare.

Dirò le meraviglie del Signore,
ricorderò che tu solo sei giusto.
Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza
e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi.

E ora, nella vecchiaia e nella canizie,
Dio, non abbandonarmi,
finché io annunzi la tua potenza,
a tutte le generazioni le tue meraviglie.

La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo,
tu hai fatto cose grandi:
chi è come te, o Dio?

Mi hai fatto provare molte angosce e sventure:
mi darai ancora vita,
mi farai risalire dagli abissi della terra,
accrescerai la mia grandezza
e tornerai a consolarmi.

Allora ti renderò grazie sull'arpa,
per la tua fedeltà, o mio Dio;
ti canterò sulla cetra, o santo d'Israele.
Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra
e la mia vita, che tu hai riscattato.

Anche la mia lingua tutto il giorno
proclamerà la tua giustizia,
quando saranno confusi e umiliati
quelli che cercano la mia rovina.

 
   
  PREGHIAMO
Padre celeste che ci hai plasmato per te, sostieni i passi vacillanti della vecchiaia, perché muovano sicuri verso l'incontro gioioso con te, nella giornata senza tramonto della tua eterna dimora.
 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 149-150










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