SUSSIDI E PREGHIERE
   
  IL SIGNORE AMA IL SUO POPOLO
  Salmo 138

La prola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto. Eb 4,12-13

Un classico esempio di orazione mentale, in una espressione poetica di rara bellezza. La contemplazione del mistero di Dio non si arresta, arida, a livello speculativo e astratto, ma pur indugiando nella amorevole indagine dei suoi attributi - onniscenza, onnipresenza e onnipotenza -, mentre si innalza alla meravigliosa scoperta del TU personale di Dio, si cala, insieme, nel profondo dell'uomo, ad animarlo, a stimolarne i sentimenti più vivi, a provocarne una coerenza di atteggiamento e di opere, cioé di amore. Sicché la contemplazione diventa subito linguaggio, dialogo col Creatore, incontro dell'io personale dell'uomo col tu di Dio: e questa è autentica orazione. Seguendo le piste del salmo, l'anima visi ritrova, vi si riconosce in ogni piega, si entusiasma e gioisce e loda col salmista, si lascia sommergere con lui dalla presenza di Dio. Allora, anche la parentesi imprecatoria dei vv. 19-22, al cospetto di quel Dio il cui sguardo viene invocato a scrutare il cuore e i pensieri, si spoglia della crudezza di rivalse terrene per assumere gli accenti infuocati della carità pura: solo amore di Dio e zelo della sua gloria.
   
     

Signore, tu mi scruti e mi conosci, 
tu sai quando seggo e quando mi alzo. 
Penetri da lontano i miei pensieri, 
mi scruti quando cammino e quando riposo. 

Ti sono note tutte le mie vie; 
la mia parola non è ancora sulla lingua 
e tu, Signore, già la conosci tutta. 

Alle spalle e di fronte mi circondi 
e poni su di me la tua mano. 
Stupenda per me la tua saggezza, 
troppo alta, e io non la comprendo. 

Dove andare lontano dal tuo spirito, 
dove fuggire dalla tua presenza? 
Se salgo in cielo, là tu sei, 
se scendo negli inferi, eccoti. 

Se prendo le ali dell'aurora 
per abitare all'estremità del mare, 
anche là mi guida la tua mano 
e mi afferra la tua destra. 

Se dico: "Almeno l'oscurità mi copra 
e intorno a me sia la notte"; 
nemmeno le tenebre per te sono oscure, 
e la notte è chiara come il giorno; 
per te le tenebre sono come luce. 

Sei tu che hai creato le mie viscere 
e mi hai tessuto nel seno di mia madre. 
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; 
sono stupende le tue opere, 
tu mi conosci fino in fondo. 

Non ti erano nascoste le mie ossa 
quando venivo formato nel segreto, 
intessuto nelle profondità della terra. 

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi 
e tutto era scritto nel tuo libro; 
i miei giorni erano fissati, 
quando ancora non ne esisteva uno. 

Quanto profondi per me i tuoi pensieri, 
quanto grande il loro numero, o Dio; 
se li conto sono più della sabbia, 
se li credo finiti, con te sono ancora. 

Se Dio sopprimesse i peccatori! 
Allontanatevi da me, uomini sanguinari. 
Essi parlano contro di te con inganno: 
contro di te insorgono con frode. 

Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano 
e non detesto i tuoi nemici? 
Li detesto con odio implacabile 
come se fossero miei nemici. 

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, 
provami e conosci i miei pensieri: 
vedi se percorro una via di menzogna 
e guidami sulla via della vita. 

 
   
  PREGHIAMO
Signore, tu avvolgi la nostra esistenza con l'amore ineffabile del tuo sguardo, che ci pervade ovunque, in ogni istante e da sempre: sii la luce di ogni nostro pensiero e desiderio, e guidaci sulla via della vita.
 
da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 313-315

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