SUSSIDI E PREGHIERE
   
  IL SIGNORE AMA IL SUO POPOLO
  Salmo 149

Cantavano un canto nuovo. "Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti, e regneranno sopra la terra". Ap 5,9-10

Se il salmo 148 ha ordinato le voci del coro, sintonizzandole sul diapason del "lodate", il salmo 149 vuol sintonizzare i cuori dell'"assemblea dei fedeli". Non si tratta infatti di "recitare" il "canto nuovo" o di "gorgheggiare" l'"alleluia", ma di celebrarlo come atteggiamento profondo dell'animo, di esprimerlo nel canto come vibrazione interiore di vita, di gioia e di esultanza. Oggetto di questo "canto nuovo", non è un qualsiasi insigne benefattore di Israele, ma è "il suo Creatore", che "ama il suo popolo", è il "loro re", "che incorona gli umili di vittoria". Per questo "gioisca Israele ... esultino i figli di Sion ... esultino i fedeli nella gloria, e sorgano lieti ...".
Gioia, esultanza, letizia non sono atteggiamenti da regia, sono autentici stati d'animo autenticamente vissuti. Anche la danza qui è chiamata in causa, nel suo originario valore di azione sacra, di lievitazione spirituale del corporeo, innalzato all'Altissimo in pienezza di lode. Tutto questo non come recitazione drammatica sia pure a livello di azione liturgica; ma nella grandiosa visione escatologica dell'incontro finale con Dio, creatore e re. In questo contesto il quadro apocalittico della "vendetta tra i popoli ... per eseguire il giudizio già scritto" non ha nulla in comune con le invettive imprecatorie dei salmi di lamentazione, ma assume la forza profetica del trionfo finale del Re vittorioso, della definitiva sconfitta del "male", chiamato anch'esso così, in causa, a proclamare a suo modo le lodi del Signore. Ultime note di preludio alla gioia senza fine e senza ombra della vittoria dell'Agnello: "questa è la gloria per tutti i suoi fedeli".
   
     

Cantate al Signore un canto nuovo; 
la sua lode nell'assemblea dei fedeli. 
Gioisca Israele nel suo Creatore, 
esultino nel loro Re i figli di Sion. 

Lodino il suo nome con danze, 
con timpani e cetre gli cantino inni. 
Il Signore ama il suo popolo, 
incorona gli umili di vittoria. 

Esultino i fedeli nella gloria, 
sorgano lieti dai loro giacigli. 

Le lodi di Dio sulla loro bocca 
e la spada a due tagli nelle loro mani, 
per compiere la vendetta tra i popoli 
e punire le genti; 

per stringere in catene i loro capi, 
i loro nobili in ceppi di ferro; 
per eseguire su di essi il giudizio già scritto: 
questa è la gloria per tutti i suoi fedeli. 
Alleluia. 

 
   
  PREGHIAMO
Il canto nuovo dell'assemblea dei fedeli, o Signore, sia il preludio dell'inno d'esultanza dei tuoi eletti nella gloria, per la vittoria della Chiesa nella pienezza di grazia del Figlio tuo.
 
da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 338-339

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