SUSSIDI E PREGHIERE
   
  LODA IL SIGNORE, ANIMA MIA
  Salmo 145


Gesù rispose: "Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: i ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me. Mt 11,4-6

Anche se riecheggia espressioni di altri salmi, il salmo 145 si distingue per chiarezza di pensiero e per accuratezza di stile, in crescente impulso di musicalità.
Il salmista esorta se stesso a lodare il Signore, meditando a voce alta, per sé e per gli altri, in una forma che all'inizio è più sapienziale che innica. Egli pone una tesi: "non confidate nei potenti" e una antitesi: "beato chi spera nel Signore suo Dio". La tesi è provata con considerazioni ovvie: il potente non è che un uomo, e per questo "non può salvare". Può fare un monte di progetti, che durano al massimo quanto lui, ma poi ... "esala lo spirito", e "in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni". Ben altre fondamenta ha, invece, la speranza riposta nel Signore. La sua potenza e il suo amore si rivelano non solo nella creazione, ma nella provvidenza: "egli è fedele ... rende giustizia ... dà il pane ... libera ...". E qui, nella contemplazione delle molteplici manifestazioni della amorevole provvidenza di Dio, il salmo diviene veramente inno. Con poche pennellate concise il salmista, sempre più infervorato, esalta con crescente afflato lirico le opere del Signore. E mentre il poeta loda Iahve il Signore, il profeta, forse, senza saperlo, descrive e canta il Messia, con trasparenza di evangelista.
   
     

Loda il Signore, anima mia:
loderò il Signore per tutta la mia vita,
finché vivo canterò inni al mio Dio.

Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.
Esala lo spirito e ritorna alla terra;
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,
creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene.

Egli è fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri,
il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,

il Signore protegge lo straniero,
egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie degli empi.

Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

 
   
  PREGHIAMO
O Dio Padre nostro, tu hai mandato il Figlio perché portasse ai poveri la buona novella, e hai messo l'onnipotenza divina a servizio degli umili: salga a te la lode perenne della tua Chiesa, con inni di adorazione e di grazie.
 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 330-331

 

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