SUSSIDI E PREGHIERE
   
  SIGNORE, VIENI PRESTO IN MIO AIUTO
  Salmo 39

"Ecco, io vengo ... per fare, o Dio, la tua volontà" ... Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre. Eb 10,7.10

Il salmo è nettamente diviso in due parti, forse in origine indipendenti.
Nella prima parte (1-11) il povero del Signore, appena liberato da una grave calamità, durante la quale non aveva cessato di sperare in lui, scioglie un canto di ringraziamento e di lode all'Altissimo, e gli si offre nella totalità del sacrificio interiore: "Ecco io vengo, per compiere il tuo volere". Il senso messianico è formalmente indicato nella Lettera agli Ebrei.
Nella seconda parte (12-18) che si ripeterà con qualche leggera variante stilistica nel salmo 69, ritorna invece il tema del giusto perseguitato ingiustamente, che non perde la fiducia nel Signore dal quale implora iuto e liberazione.
   
     

Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.

Beato l'uomo che spera nel Signore
e non si mette dalla parte dei superbi,
né si volge a chi segue la menzogna.

Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio,
quali disegni in nostro favore:
nessuno a te si può paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare
sono troppi per essere contati.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: "Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro di me è scritto,
che io faccia il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore".

Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia
e la tua fedeltà alla grande assemblea.

Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia,
la tua fedeltà e la tua grazia mi proteggano sempre,
poiché mi circondano mali senza numero,
le mie colpe mi opprimono
e non posso più vedere.

Sono più dei capelli del mio capo,
il mio cuore viene meno.
Degnati, Signore, di liberarmi;
accorri, Signore, in mio aiuto.

Vergogna e confusione
per quanti cercano di togliermi la vita.
Retrocedano coperti d'infamia
quelli che godono della mia sventura.
Siano presi da tremore e da vergogna
quelli che mi scherniscono.

Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano,
dicano sempre: "Il Signore è grande"
quelli che bramano la tua salvezza.

Io sono povero e infelice;
di me ha cura il Signore.
Tu, mio aiuto e mia liberazione,
mio Dio, non tardare.

 
   
  PREGHIAMO
Signore Gesù, tuo cibo fu il compiere la volontà del Padre, fino al sacrificio che ci ha tratto dal fango della palude: apri i nostri orecchi all'ascolto docile del suo volere, e i nostri cuori alla prontezza nell'eseguirlo.
 
da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 84-86

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