SUSSIDI E PREGHIERE
 
  CAMMINERO' ALLA PRESENZA DEL SIGNORE NELLA TERRA DEI VIVENTI
  Salmo 114


Ed ecco che una donna Cananea ... si prostrò davanti a lui dicendo: "Signore, aiutami!" ... "anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla mensa dei loro padroni". Allora Gesù replicò: "Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri". Mt 15,22.25.27.28.

Il cantico di riconoscenza di un povero del Signore, che "egli ha sottratto dalla morte", viene qui assunto a personificazione e prototipo della riconoscenzad'Israele, liberato dalle insidie e dalle angusti dell'Egitto, del deserto e della nazioni, e stabilito nella pace pasquale della Terra promessa. E' la prova esemplare - nella liturgia dell'Hallel - di come il Signore è fedele e benedice chi gli è fedele. La preghiera e la salvezza del singolo diventano preghiera e salvezza d'Israele, per trasformarsi in preghiera e salvezza di ogni redento. Questo povero anonimo e sconosciuto assurge - come tanti personaggi del vangelo - a simbolo della risposta di dio all'umile, al povero, all'afflitto che lo cercano con cuore sincero. La liberazione d'Israele è la liberazione di ogni figlio di Dio.
Il popolo di Dio non è massa anonima in cui l'individuo scompaia, ma è comunità di uomini, ciascuno dei quali è figlio di Dio, per ciascuno dei quali l'Agnello divino s'immolerà nella notte pasquale: " ti sono timessi i tuoi peccati ... oggi devo fermarmi a casa tua ... neanche io ti condanno ... la tua fede ti ha salvato ... tu seguimi ... oggi sarai con me in paradiso ...". In questa luce, al termine di ogni cena della "nuova Pasqua", la preghiera "eucaristica" di questo salmo: "Amo il Signore perché ascolta ... verso di me ha teso l'orecchio ... il nostro Dio è misericordioso ... Il Signore protegge gli umili ... ritorna, anima mia, alla tua pace ... camminerò alla presenza del Signore", assume, tanto sulle labbra di Cristo "immolatosi come nostra Pasqua", quanto su quelle di ciascun redento "batezzato nella morte di lui", significazioni e accenti impareggiabili di preghiera ecclesiale.
 
     

Amo il Signore perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l'orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza e angoscia
e ho invocato il nome del Signore:
"Ti prego, Signore, salvami".

Buono e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili:
ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace,
poiché il Signore ti ha beneficato;
egli mi ha sottratto dalla morte,
ha liberato i miei occhi dalle lacrime,
ha preservato i miei piedi dalla caduta.

Camminerò alla presenza del Signore
sulla terra dei viventi.

 
 
  PREGHIAMO
Salga a te, Signore, il canto di riconoscenza della tua Chiesa, per le tante volte che hai accolto la preghiera nascosta degli umili, e hai riportato la tua pace nelle loro anime.
   
  da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 257-258


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