SUSSIDI E PREGHIERE

 

 
  SONO CERTO DI CONTEMPLARE LA BONTA' DEL SIGNORE
  Salmo 26


Gesù disse ai suoi discepoli: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli gli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Mt 14,27-31

Due distinti momenti di un unico atteggiamento di profonda e sconfinata fiducia in Dio. Nel primo momento il povero del Signore si rivolge a lui da una posizione euforica di distanza dalla prova: tutto è bello, tutto è facile, tutto è sicuro per chi ha nel Signore la sua luce e la sua salvezza: "di chi avrò paura? ... il mio cuore non teme". Tutto è dominato dalla "dolcezza del Signore", dal dono impareggiabile della esperienza di Dio. Nel secondo momento la prova ha attanagliato l'anima. Si ode un grido lacerante: "Abbi pietà di me, Signore! Rispondimi!".
E' l'ora del buio, del deserto, in cui Dio sembra nascondere il suo volto. L'Ora del Getsemani. Ma il povero del Signore non desiste dalla preghiera, non rimette tutto in discussione; la preghiera si fa più tersa, fino a raggiungere il distacco della carità perfetta: il tuo volto Signore, io cerco. La fede, nell'impatto con la realtà cocente della prova, affonda le sue radici e acquista dimensioni di certezze nuove: Il Signore mi ha raccolto ... sono certo di contemplare la bontà del Signore. E dall'aver creduto all'amore scaturisce l'invito alla speranza che non delude, in un appello pieno di tenerezza che la voce dello Spirito, attraverso quella della Chiesa, ti fa giungere oggi per stimolare l'impegno virile delle tue risorse umane: sii forte, rinfràncati, e spera nel Signore.

 
     

Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?

Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto";
il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

 
 
 

PREGHIAMO
Signore, luce e salvezza delle anime nostre, ravviva in noi la fiducia nel tuo amore; donaci la forza di credere e di sperare, fino al giorno in cui, nella terra dei viventi, potremo contemplare la tua bontà

 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 54-56
 
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