SUSSIDI E PREGHIERE

 

 
  IL SIGNORE NON RESPINGE IL SUO POPOLO
  Salmo 93


"Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi siete divenuti traditori e uccisori". All'udire queste cose fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio, e Gesù che stava alla sua destra.At 7,52.54-56

Anche se in alcuni punti richiama i salmi di lamentazione, questo salmo viene generalmente classificato tra i sapienziali, in quanto non emerge una situazione particolare di angoscia, ma piuttosto da costatazione generali sul perenne problema del bene e del male, e ne trae motivo per un dialogo con gli uomini e con Dio. Nei primi versetti il salmista si rivolge a "Dio che fa giustizia", e gli denuncia il comportamento tracotante degli empi che nella loro impunità arrivano perfino a beffarsi di lui: "Il Signore non vede, non se ne cura". Davanti a questa ironia blasfema il salmista insorge e si fa egli stesso paladino del Signore; ma quel Dio che "ha formato l'orecchio, proprio lui non sente e non guarda?". "Il Signore conosce i pensieri dell'uomo!".
Per forza di contrasto, nasce una conclusione estremamente positiva: "beato l'uomo che TU istruisci, Signore!".
Il salmista ha avuto la fortuna di farne l'esperienza: "Quando dicevo: "il mio piede vacilla", la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto. Quando ero oppresso dall'angoscia, il tuo conforto mi ha consolato". Per questo non può essere alleato di Dio chi fa il male. Potranno avventarsi, condannare ingiustamente, ma il Signore è dalla parte del giusto, e al momento opportuno "ritorcerà contro gli empi la loro malizia!".
 
     

Dio che fai giustizia, o Signore,
Dio che fai giustizia: mostrati!
Alzati, giudice della terra,
rendi la ricompensa ai superbi.

Fino a quando gli empi, Signore,
fino a quando gli empi trionferanno?
Sparleranno, diranno insolenze,
si vanteranno tutti i malfattori?

Signore, calpestano il tuo popolo,
opprimono la tua eredità.
Uccidono la vedova e il forestiero,
danno la morte agli orfani.
Dicono: "Il Signore non vede,
il Dio di Giacobbe non se ne cura".

Comprendete, insensati tra il popolo,
stolti, quando diventerete saggi?
Chi ha formato l'orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l'occhio, forse non guarda?

Chi regge i popoli forse non castiga,
lui che insegna all'uomo il sapere?
Il Signore conosce i pensieri dell'uomo:
non sono che un soffio.

Beato l'uomo che tu istruisci, Signore,
e che ammaestri nella tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura,
finché all'empio sia scavata la fossa.

Perché il Signore non respinge il suo popolo,
la sua eredità non la può abbandonare,
ma il giudizio si volgerà a giustizia,
la seguiranno tutti i retti di cuore.

Chi sorgerà per me contro i malvagi?
Chi starà con me contro i malfattori?
Se il Signore non fosse il mio aiuto,
in breve io abiterei nel regno del silenzio.

Quando dicevo: "Il mio piede vacilla",
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.
Quand'ero oppresso dall'angoscia,
il tuo conforto mi ha consolato.

Può essere tuo alleato un tribunale iniquo,
che fa angherie contro la legge?
Si avventano contro la vita del giusto,
e condannano il sangue innocente.

Ma il Signore è la mia difesa,
roccia del mio rifugio è il mio Dio;
egli ritorcerà contro di essi la loro malizia,
per la loro perfidia li farà perire,
li farà perire il Signore, nostro Dio.

 
 
  PREGHIAMO
O Dio di giustizia, che vedi ogni crimine e ascolti ogni gemito, conforta con la tua grazia chi è nell'angoscia dell'oppressione, difendi e proteggi chi confida in te
 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 203-205
 
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