SUSSIDI E PREGHIERE

 

 




NOVENA DI NATALE
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.
 

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. ( Isaia 9, 1-2)

   


VENERDI' 16

 

 



LA MIA SALVEZZA STA PER VENIRE


Così dice il Signore: «Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi». Beato l'uomo che così agisce e il figlio dell'uomo che a questo si attiene, che osserva il sabato senza profanarlo, che preserva la sua mano da ogni male. (Is 56, 1-3)

Come fa la lampada a brillare? Grazie al continuo apporto di goccioline d'olio. Che cosa rappresentano le goccioline d'olio nella nostra lampada? Le piccole cose della vita quotidiana: la fedeltà, qualche parola gentile, un pensiero delicato agli altri, il nostro modo di rimanere in silenzio, di guardare, parlare, agire. Non cercate Gesù lontano da voi stessi; perché non è là fuori, ma in voi. Tenete accesa la lampada e Lo riconoscerete. (Beata Teresa di Calcutta)

Mi impegno a cercare e a diffondere semi di giustizia, di bene e di generosità che mi preparano all'avvento della salvezza, e che mi permettono di riconoscere e accogliere la venuta del Salvatore.

SABATO 17

 

 
PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE

Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
(Lc 3, 4-6)

Per quale motivo avete paura? Alzate lo sguardo pieni di speranza e abbiate fiducia in Colui che vi conduce. Egli vi condurrà passo dopo passo, così come ha condotto altri. Egli raddrizzerà ciò che è storto e renderà liscio ciò che è ruvido. Egli muterà la corrente e farà seccare i fiumi che vi ostacolano il cammino. (Beato John Henry Newman)

Mi impegno a distogliere lo sguardo da tutto ciò che mi allontana da Lui, a riempire i "vuoti" creati dalle mie miserie e ad eliminare ciò che di superfluo appesantisce la mia anima, come l'odio, il rancore, la tristezza, per lasciare spazio alla Luce che viene a restituire la salvezza perduta.

DOMENICA 18

 

 
RALLEGRATI PIENA DI GRAZIA

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo "L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».(Lc 1, 26-33)

Questo Verbo il Padre l'ha mandato nella pienezza del tempo. Non voleva più che egli parlasse attraverso i profeti, o si lasciasse oscuramente intuire nell'annuncio che di lui veniva fatto: gli disse di manifestarsi a viso scoperto perché il mondo vedendolo fosse portato al timore di Dio…Sappiamo che il Verbo ha assunto un corpo incarnandosi in una vergine e ha portato il vecchio uomo realizzando in sé la nuova creazione. (S. Ippolito)

L'annuncio a Maria sia per noi la certezza di un nuovo inizio, del desiderio di Dio di dare nuova umanità al mondo. La nuova creazione aspetta anche noi, perché ognuno di noi ha ricevuto in dono l'esortazione a gioire per essa e ad impegnarsi affinché si realizzi.

LUNEDI' 19

 

 
NON TEMERE GIUSEPPE


…gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». (Mt 1, 20-21)

Se dunque vogliamo piacere pienamente al cuore di Dio, procuriamo di conformarci in tutto alla sua divina volontà; e non solo conformarci, ma uniformarci a quanto Dio dispone. La conformità comporta che noi congiungiamo la nostra volontà con la volontà di Dio; ma l'uniformità comporta di' più, cioè che noi, della volontà divina e della nostra, ne facciamo una sola, sì che non vogliamo altro se non quello che vuole Dio, e la sola volontà di Dio sia la nostra. (S. Alfonso Maria De' Liguori)

I disegni di Dio sono imperscrutabili e a volte avvertiamo tutta la paura di rispondere alla sua chiamata. Giuseppe ci insegna che la fiducia nelle Sue promesse può superare ogni timore e allargare il nostro cuore anche al mistero che portano con sé.

MARTEDI' 20

 
LA POTENZA DELL'ALTISSIMO


Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. (Lc 1,26-38)

Essendo piena di grazia, immacolata, la Vergine, certamente, avrà risposto il suo sì, ovvero il suo assenso, all'azione dello Spirito Santo, ed avrà lasciato che questi la invadesse completamente senza un minimo di titubanza, di incertezza o di negazione in tutta la sua vita, prima ancora dell'incontro misterioso con l'Angelo dell'Annunciazione. (Servo di Dio G. Giaquinta)

Dove i nostri pensieri, le nostre intenzioni e le nostre forze non riescono ad arrivare, lì fiorisce la grazia e la provvidenza di un Dio che si prende cura di noi. Cresca in noi la fiducia in Lui e la volontà di credere nella sua immensa "possibilità".

MERCOLEDI' 21

 

 
SI ALZO' E ANDO' IN FRETTA

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! »
(Lc 1,39-45)

Nell'Incarnazione Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore… Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perché sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione. (S. Francesco di Sales)

Come Maria, mi affretto a condividere con i fratelli la gioia del mio incontro con Lui. La mia corsa sia decisa, senza indugi, sicura e pronta anche ad ascoltare chi ci viene incontro. Gustiamo la bellezza della comunione che ci rende tutti creature "benedette" dall'unico Padre.

GIOVEDI' 22

 
GRANDI COSE HA FATTO IN ME L'ONNIPOTENTE


In quel tempo, Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome». (Lc 1,46-55)

Tu sei santo, Signore solo Dio, che operi cose meravigliose. Tu sei forte. Tu sei grande. Tu sei altissimo. Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra. Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dei. Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero. (S. Francesco d'Assisi).

La nostra vita è immagine gloriosa di un Amore infinito…Impariamo a riconoscere i prodigi del Suo Amore, a vedere ciò che il mondo non vede e a dare voce alle meraviglie che opera in noi e nei fratelli.

VENERDI' 23

 

 
NON C'ERA POSTO PER LORO

Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo
. (Luca 2, 6-7)

Dio discende fra noi nella più grande abiezione, rinunzia fino a nascere nell'umile casetta di Giuseppe, rinunzia finanche ad un modesto alloggio fra parenti e conoscenti nella città di Giuda e, quasi rifiuto degli uomini, chiede rifugio e soccorso a vili animali, scegliendo la loro dimora per luogo di sua nascita, il loro fiato per riscaldare il suo tenero corpicciuolo. Permette che il primo ossequio gli sia tributato da poveri e rozzi pastori, che egli stesso, per mezzo dei suoi angeli, informa del grande mistero. O sapienza o potenza di Dio, ci sentiamo di dover esclamare "quanto sono incomprensibili i tuoi giudizi ed ininvestigabili le tue vie! (S. Pio da Pietrelcina)

Il nostro cuore si trasformi nella "culla" più amorevole per Colui che viene a donarci la vita.. Desideriamo essere per Lui il terreno dove la Sua Parola possa essere seminata e dove il Suo Amore possa crescere e dare frutto.

SABATO 24

 
ANDIAMO FINO A BETLEMME

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. (Lc 2, 15-18)

A Betlemme, a Betlemme! Affrettiamoci in questo solenne dì a Betlemme. Entriamo nella grotta che fece un giorno da prima abitazione della sacra Famiglia… Quella greppia lucente dei più puri smeraldi porta scritto in lettere d'oro : Hic natus est Jesus. Esulti il nostro cuore perché in Betlemme è nato il Salvatore. Ricoveriamoci dentro il cuore santissimo di Gesù bambino. Uniamo le nostre voci di lode agli inni angelici e poi rallegriamoci lietamente nel Signore. (Beato Luigi Guanella)

Sull'esempio dei pastori desideriamo metterci in cammino e seguire la via dell'umiltà, essa ci permette di inginocchiarci di fronte al piccolo Bambino e ammirarne tutta la grandezza. La grotta è la nostra meta, il luogo dell'incontro tra l'uomo e il Dio che si fa uomo…accostiamoci ad essa con gioia e meraviglia.
   

da: www.aggancio.it
Rivista di sussidi spirituali del Movimento Pro Sanctitate
 




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