SUSSIDI E PREGHIERE

 

 
  CANTERO' PER SEMPRE L'AMORE DEL SIGNORE
  Salmo 88


Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni ... Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro. 1Cor 1,4.5.9

Benché il salmo risulti composto di almeno tre parti diverse e nettamente distinte sia per genere letterario che per argomento, tuttavia ha una sua fondamentale unità logica e tematica, sviluppata armonicamente per gradi, con stile nobile e con mano maestra, da far pensare che un unico autore, in momenti diversi, abbia composto i singoli elementi, e poi li abbia fusi nella presente unità salmica.
La prima parte (1-19), un inno, con ampie movenze canta le glorie del Signore: misericordia e fedeltà fanno corona alla sua potenza; egli ha fondato il mare e domina cieli e terra; il suo braccio potente disperde i nemici; giustizia e diritto sono la base del suo trono ...
Per questo "beato il popolo che ti sa acclamare!".
La seconda parte (20-38) vuole essere la conseguenza logica della prima, nella rievocazione di un solenne oracolo dato "un tempo" da Dio a questo suo popolo. La elezione e unzione regale di Davide suo servo, è accompagnata da solenni promesse divine: "annienterò davanti a lui i suoi nemici ... egli mi invocherà: Tu sei mio padre ... lo costituirò mio primogenito ... la mia alleanza gli sarà fedele ... se i suoi figli abbandoneranno la mia legge, punirò con la verga il loro peccato, ma non gli toglierò la mia grazia, e alla mia fedeltà non verrò mai meno ... sulla mia santità ho giurato una volta per sempre: in eterno durerà la mia dicsendenza".
Di qui, introdotta da un angosciato "ma tu ...", la terza parte (39-53), tipica lamentazione. Una triste litania ricorda le umiliazioni e le disdette di cui attualmente è vittima il popolo di Dio e il suo consacrato.
Si tratta, con ogni probabilità, del diciottenne re Joiakin, deportato da Nabucodonnosor dopo solo tre mesi di regno, durante i quali, però, aveva già trovato modo di fare "ciò che è male agli occhi del Signore" (2Re 24,8-9).
Alla litania dei fatti segue la consueta supplica: "fino a quando, Signore? ...". La dossologia e il duplice "amen" conchiudono non solo questa meravigliosa pagina del salterio, ma anche il terzo volume dei salmi. La profezia dell'oracolo davidico solo nel Cristo trova la sua pienezza, così come solo in lui trova risposta il mistero della colpa, della pena e della redenzione, che il salmista non sa risolvere entro i limiti episodici a cui si riferisce. E' nel risorto che la fedeltà di Dio, giurata a Davide, si manifesta come "la corona della sua potenza". La Chiesa di Cristo continuerà a conoscere infedeltà e debolezze dei suoi uomini e punizioni della verga di Dio, anche attraverso umilianti persecuzioni e oltraggi di altri uomini e popoli; ma la fedeltà e la grazia di Dio, come non le sono mai mancate, non le verranno mai meno. Amen, amen!
 
     

I parte (vv. 1-19)

Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre";
la tua fedeltà è fondata nei cieli.

"Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli".

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell'assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?

Dio è tremendo nell'assemblea dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano.
Chi è uguale a te, Signore, Dio degli eserciti?
Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona.

Tu domini l'orgoglio del mare,
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
Tu hai calpestato Raab come un vinto,
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene;
il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati,
il Tabor e l'Ermon cantano il tuo nome.

È potente il tuo braccio,
forte la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
grazia e fedeltà precedono il tuo volto.

Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.

Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'Israele.

II parte (vv. 20-38)

Un tempo parlasti in visione ai tuoi santi dicendo:
"Ho portato aiuto a un prode,
ho innalzato un eletto tra il mio popolo.

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l'ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.

Su di lui non trionferà il nemico,
né l'opprimerà l'iniquo.
Annienterò davanti a lui i suoi nemici
e colpirò quelli che lo odiano.

La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
Stenderò sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra.

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Io lo costituirò mio primogenito,
il più alto tra i re della terra.

Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.

Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi,
punirò con la verga il loro peccato
e con flagelli la loro colpa.

Ma non gli toglierò la mia grazia
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non violerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.

Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
certo non mentirò a Davide.
In eterno durerà la sua discendenza,
il suo trono davanti a me quanto il sole,
sempre saldo come la luna,
testimone fedele nel cielo".

III parte (vv. 39-53)

Ma tu lo hai respinto e ripudiato,
ti sei adirato contro il tuo consacrato;
hai rotto l'alleanza con il tuo servo,
hai profanato nel fango la sua corona.

Hai abbattuto tutte le sue mura
e diroccato le sue fortezze;
tutti i passanti lo hanno depredato,
è divenuto lo scherno dei suoi vicini.

Hai fatto trionfare la destra dei suoi rivali,
hai fatto gioire tutti i suoi nemici.
Hai smussato il filo della sua spada
e non l'hai sostenuto nella battaglia.

Hai posto fine al suo splendore,
hai rovesciato a terra il suo trono.
Hai abbreviato i giorni della sua giovinezza
e lo hai coperto di vergogna.

Fino a quando, Signore,
continuerai a tenerti nascosto,
arderà come fuoco la tua ira?
Ricorda quant'è breve la mia vita.
Perché quasi un nulla hai creato ogni uomo?
Quale vivente non vedrà la morte,
sfuggirà al potere degli inferi?

Dove sono, Signore, le tue grazie di un tempo,
che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?
Ricorda, Signore, l'oltraggio dei tuoi servi:
porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,
con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano,
insultano i passi del tuo consacrato.

Benedetto il Signore in eterno. Amen, amen.
 
  PREGHIAMO
Abbi pietà, o Signore, delle debolezze della tua Chiesa: se i suoi figli talvolta vacillano, punisci e flagella, ma non togliere mai la tua grazia, non sottrarre la tua fedeltà.
 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 191-195
 
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