SUSSIDI E PREGHIERE

 

 
  SIGNORE, FA' SPLENDERE IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI
  Salmo 79


Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che è in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Gv 15,1-2.

L'immagine della vigna, cara ai profeti e al vangelo, ma inconsueta nei salmi, caratterizza questa lamentazione comunitaria, commovente per la tonalità mite e pacata che la pervade. Ceppo trapiantato dalla mano di Dio, germoglio che egli stesso si è coltivato dopo averle preparato con le sue mani il terreno, la vite ha riempito la terra e ha esteso i suoi tralci fino al mare. Ma oggi la sua cinta è abbattuta, ogni viandente ne fa vendemmia, il cinghiale la devasta. "Guarda dal cielo, o Signore, e vedi, e visita questa vigna!". Per ben tre volte il ritornello invoca la salvezza dallo splendore del volto del Signore. Non mancano anche qui gli interrogativi angosciosi, ma si direbbe che "le lacrime bevute in abbondanza" abbiano raffinato l'animo del salmista, quasi facendogli assaporare qualcosa della beatitudine evangelica.

E un clima evangelico si percepisce fin dall'inizio, nella invocazione fiduciosa al "pastore di israele" che soavemente si affianca alla figura del Cristo "vite vera".
 
     

Tu, pastore d'Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi

davanti a Efraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza
e vieni in nostro soccorso.

Rialzaci, Signore, nostro Dio,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Signore, Dio degli eserciti,
fino a quando fremerai di sdegno
contro le preghiere del tuo popolo?

Tu ci nutri con pane di lacrime,
ci fai bere lacrime in abbondanza.

Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini,
e i nostri nemici ridono di noi.

Rialzaci, Dio degli eserciti,
fà risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Hai divelto una vite dall'Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.

Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.

La sua ombra copriva le montagne
e i suoi rami i più alti cedri.

Ha esteso i suoi tralci fino al mare
e arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai abbattuto la sua cinta
e ogni viandante ne fa vendemmia?

La devasta il cinghiale del bosco
e se ne pasce l'animale selvatico.

Dio degli eserciti, volgiti,
guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,

proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.

Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero,
periranno alla minaccia del tuo volto.

Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.

Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

 
 
  PREGHIAMO
Visita Signore, la tua vigna, e difendila: tu vedi in quanti la insidiano; stendi su di lei la tua mano, e rendila forte per te.
 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 174-175
 
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