SUSSIDI E PREGHIERE

 

 
 


SACRATISSIMO CUORE DI GESU'




Calendario liturgico

Il venerdì dopo la domenica del "Corpus Domini" si celebra la festa del Sacro Cuore di Gesù. Festa mobile, che cambia data secondo la Pasqua, come l'Ascensione, la Pentecoste, la Trinità e il Corpus Domini.

Dopo queste feste, quella del Sacro Cuore concentra i nostri occhi sulla realtà fondamentale: l'Amore infinito di Gesù per noi, amore che manifesta quello di Dio Padre, origine della storia sacra e di tutte le feste che la celebrano. Il colpo di lancia che ha colpito il cuore di Gesù è come il timbro che conclude la sua Passione, quando ha mostrato di amarci "fino alla fine" (Gv 13,1).






Storia della devozione

Il culto del Sacro Cuore era già praticato nell'antichità cristiana e nel Medioevo. Trovò un nuovo impulso nel sec. XVII, in Francia, per opera di Giovanni Eudes (1601-1680), del gesuita Claude de la Colombiere (1641-1682) e dei suoi confratelli di Paray-le-Monial.
In seguito la devozione si è sviluppata per le rivelazioni di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). Nel 1673, nel giorno di san Giovanni Evangelista, ebbe una visione famosa: mentre era in adorazione davanti al SS. Sacramento, vide Gesù in persona presentarle il suo cuore circondato di fiamme, coronato di spine e sormontato da una croce. Per due anni, ogni primo venerdì del mese, le apparizioni si ripeterono finché, durante la festa del Corpus Domini, Gesù le disse: "Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini da non risparmiare nulla, fino ad esaurirsi e consumarsi per dimostrare loro il suo amore! In cambio dalla maggior parte non ricevo che ingratitudine". E ancora: "Ho una sete ardente di essere amato dagli uomini nei santi Sacramenti, ma non trovo quasi nessuno che si sforzi secondo il mio desiderio, di dissetarmi. Io voglio che il tuo cuore sia per me come un asilo nel quale mi ritirerò, quando i peccatori mi perseguiteranno e mi rigetteranno da loro".
Gesù le chiese di istituire la devozione dei primi nove venerdì del mese, promettendo ricchezze di benedizioni per chi avesse onorato il suo cuore e avesse ricevuto in quel giorno la comunione.

Allo sviluppo della devozione al Sacro Cuore in tutta la Chiesa cattolica hanno contribuito molto tre encicliche: Annum Sacrum di Leone XIII, Miserentissimus Redemptor di Pio XI e soprattutto Haurietis Aquas di Pio XII (1956). La devozione ha portato al moltiplicarsi di immagini e quadri raffiguranti il Sacro Cuore. Venne organizzata la pia pratica dei "Primi venerdì del mese", si composero le "Litanie del Sacro Cuore", si diffusero "Atti di consacrazione al Cuore di Gesù" e in tutto il mondo sorsero Chiese dedicate al Sacro Cuore. Nell'Ottocento e primo Novecento nacquero diverse congregazioni religiose, sia maschili che femminili, tuttora attive, sotto il titolo del Sacro Cuore. È significativo che sia stata dedicata al Sacro Cuore anche l'Università Cattolica di Milano, fondata nel 1921, con sedi anche in diverse città italiane.
Nel 1931, apparendo a santa Faustina Kowalska, Gesù l'ha incaricata di ricordare a tutti il suo amore misericordioso e il suo desiderio di essere invocato da noi con piena fiducia dicendo: "Gesù, confido in te".


Spiritualità del Sacro Cuore

È spiritualità dell'amore, di cui il "cuore" è simbolo. Dire "Sacro Cuore" vuol dire che Gesù è pieno di amore e di bontà verso chiunque si rivolge a lui.
Ecco chi è Gesù: «Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo. Ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con intelligenza d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo. Nascendo da Maria vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi, fuorché nel peccato. Agnello innocente, col suo sangue sparso liberamente, ci ha meritato la vita; in lui Dio ci ha riconciliati con se stesso e tra di noi, e ci ha strappati dalla schiavitù del diavolo e del peccato. Così che ognuno di noi può dire con l'Apostolo (Gal 2,20): il Figlio di Dio "mi ha amato e ha sacrificato se stesso per me"» (Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, n. 22).

"Quando diciamo 'il cuore di Gesù Cristo', ci rivolgiamo nella fede all'intero mistero di Cristo: il mistero del Dio-uomo" (Papa Paolo VI), il mistero di Gesù, che pieno di immenso amore accompagna ciascuno di noi, in tutte le situazioni felici e tristi, come aveva accompagnato i discepoli di Emmaus: "camminava con loro" (Lc 24,15).
Chi non si sente invitato a ricambiare il suo amore?


Maria Letizia Zucco Rocchi

 


 
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