SUSSIDI E PREGHIERE

 

 
 
SANTA MARIA
NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE


 
Nella "grande domenica" cioè nello spazio dei cinquanta giorni in cui la chiesa con grande gioia celebra il sacramento pasquale, la liturgia romana ricorda anche la Madre di Cristo, che esulta per la risurrezione del Figlio o che insieme agli Apostoli persevera in preghiera ed attende con piena fiducia il dono dello Spirito Santo (
cfr. At 1,14).
 


Chi presiede introduce la preghiera con una breve spiegazione e con i riti iniziali.

Rallegrati, Madre della luce:
Gesù, sole di Giustizia,
vincendo le tenebre del sepolcro,
illumina tutto l'universo. Alleluia.



O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero,
per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere della vita senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.


Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (21,1-5)

Io, Giovanni, vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più.
Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Udii allora una voce potente che veniva dal trono e diceva:
"Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il "Dio-con-loro", il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate".
E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose".


Sei tu, o Maria, la città di Dio
in cui abita la giustizia.


Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.

Come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Allora i popoli vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo
che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.


Dal vangelo secondo Matteo (28,1-10)

Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie furono scosse e rimasero come morte. L'angelo disse alle donne: "Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso.
Non è qui. E' risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E' risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto".
Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli.
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: "Salute a voi". Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono.
Allora Gesù disse loro: "Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno".

 
  Già splendono i raggi della santa luce di Cristo, sorgono gli astri puri del puro Spirito, e mostrano i tesori della gloria celeste e della regale divinità. La notte densa e oscura è stata debellata e l'odiosa morte condannata all'oscurità; la vita irrompe nel mondo, tutto trabocca di luce perenne, e quanti nascono entrano in possesso del mondo nuovo: il Cristo, generato prima dell'aurora, risplende per tutti, immortale e grande più del sole. Perciò a noi che crediamo in lui si avvicina sfolgorante il giorno senza tramonto, la mistica Pasqua, già prefigurata e celebrata dalla legge. La Pasqua, mirabile opera della forza onnipotente di Dio, è davvero la festa e il legittimo memoriale perenne: essa è impassibilità dopo la Passione, immortalità dalla morte, vita dal seme, medicina dalla piaga, risurrezione dalla caduta, ascensione dalla discesa.

Così Dio opera cose grandi, dall'impossibile crea cose stupende, per mostrare che lui solo può tutto ciò che vuole. Scioglie i legami della morte, usando del suo potere sovrano, come quando disse: "Lazzaro, vieni fuori" (Gv 11,43); e "Fanciulla, alzati" (Mc 5,41), per mostrare l'efficacia del suo potere.
E perciò si consegnò totalmente alla morte, perché in lui fosse uccisa quella belva feroce, e sciolto l'insolubile vincolo.
In quel corpo impeccabile la morte cercava ovunque il nutrimento che le è proprio: cercava se vi fossero tendenze voluttuose, o ira, o disobbedienza, o almeno l'antico peccato, prima esca della morte; infatti "il pungiglione della morte è il peccato" (1Cor 15,56).
Ma poiché in lui non trovava nulla di cui nutrirsi, prigioniera di se stessa e stremata dalla mancanza di cibo, la morte fu morte a se stessa, come tanti giusti andavano annunciando e profetizzando che sarebbe avvenuto quando il primogenito fosse risuscitato dai morti.
Egli rimase sotto terra per tre giorni, per salvare attraverso di sè tutto il genere umano, anche quello che era esistito prima della Legge.

Risorto, per prime lo vedono le donne. Come infatti una donna introdusse il peccato nel mondo, così ancora una donna annuncia per prima la vita al mondo. Perciò le donne odono il santo saluto: "Rallegratevi", perché il dolore di prima fosse cancellato dalla gioia della risurrezione; e perché gli increduli credessero che egli era risuscitato dai morti con il corpo.
Dopo che ebbe trasformato in uomo celeste l'immagine dell'uomo vecchio che aveva assunta, ascese al cielo portando con sé quell'immagine così trasformata. Le potenze angeliche, al vedere quel grande mistero, l'uomo che ascendeva congiunto con Dio, con gioia ordinarono alle schiere celesti: "Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria" (Sal 23,7).
Quelle, a loro volta, vedendo il nuovo prodigio, l'uomo unito con Dio, esclamano a gran voce: "Chi è questo re della gloria, forte e potente, potente in battaglia?" (Sal 23,10.8).

O misteriosa sovrabbondanza di grazia! O solennità spirituale!
O Pasqua divina che discendi dal cielo in terra e dalla terra ascendi al cielo.
O Pasqua, nuova luce delle lampade, chiarore verginale delle lucerne!
Ormai più non si estinguono le lucerne delle anime, infatti, in modo spirituale e divino è visibile in tutti il fuoco della grazia, offerto al Corpo, dallo Spirito e dal crisma di Cristo.
Ti preghiamo, Signore Dio, Cristo, Re spirituale ed eterno, stendi le tue grandi mani sulla tua santa Chiesa e sul tuo popolo santo, difendilo, custodiscilo, conservalo in eterno. Innalza per noi i tuoi trofei e donaci di poter cantare con Mosè il cantico di vittoria, perché tua è la gloria e la potenza nei secoli. Amen.

(Sant'Ippolito, sacerdote, Omelia 6,1.5)





da: p. Giustino Farnedi osb e Francesco Massola, Piccolo Messale della Madonna
Libreria Editrice Vaticana, Edizione Piemme, 1988, cfr. pag 145-151

 


 
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