SUSSIDI E PREGHIERE

 

 
VOLGERANNO LO SGUARDO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO

Al centro della celebrazione poniamo una croce.
La luce è orientata su di essa perché lo sguardo di tutti sia rivolto a questo grande mistero della nostra fede.
 

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Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
Amen.

Volgiamo lo sguardo a Gesù, che sulla croce ci ha rivelato il mistero del suo amore per il Padre e per noi.

Venite, adoriamo Cristo, Figlio di Dio:
con la sua croce ci ha redenti.
Ha consegnato se stesso alla morte.
Per dare la salvezza al suo popolo
a tutte le nazioni sulla terra.


Gesù Cristo, da Dio come era,
non conservò gelosamente,
come un tesoro, la sua condizione.
Rinunziò a tutto: servo di tutti,
uomo tra gli uomini
è vissuto come uno di noi.


Si fece piccolo e debole,
obbediente al Padre e solidale all'uomo
fino alla morte di croce.
Perciò Dio lo ha innalzato
sopra tutte le cose
e gli ha dato il Nome più grande.



Inno

(cantato a cori alterni)

Con la croce che fece morire il Figlio del Padre,
tralcio benedetto da cui si coglie il grappolo,
Gesù Cristo, ti benediciamo.

Con la croce che porta il fuoco sulla terra,
rovo ardente in cui si rivela l'amore,
Gesù Cristo, ti glorifichiamo.

Con la croce piantata sul Calvario
albero vivo che guarisce da ogni peccato
Dio vincitore, la tua Chiesa ti acclama.

Albero santo che unisci il cielo alla terra
perché il Dio di Giacobbe sia esaltato,
Gesù Cristo, ti benediciamo.

Tenero Albero che addolcisci le acque amare
e fai sgorgare lo zampillo dalla Roccia
Dio vincitore, la Chiesa ti acclama.


Ascoltiamo il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la quaresima 2007 intercalato con le parole di Bartolomea Capitanio.


La Quaresima è tempo propizio per imparare a sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che sulla Croce consuma per l'intera umanità il sacrificio della sua vita (cf Gv 19, 25). Con più viva partecipazione volgiamo pertanto il nostro sguardo, in questo tempo di penitenza e di preghiera, a Cristo crocifisso che, morendo sul Calvario, ci ha rivelato pienamente l'amore di Dio.
È nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l'amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio (Benedetto XVI).

In questa meditazione ho procurato di mettermi col cuore e con lo spirito ai piedi della Croce di Gesú, ed in silenzio ho ascoltato ciò che mi diceva il mio Amor crocifisso. Ho conosciuto quanto sia grande l'amore di Gesù verso di me, mentre per salvarmi patisce tanti tormenti e muore sopra una croce (Bartolomea).

Misericordias Domini in æternum cantabo

Pausa di silenzio


Guardiamo a Cristo trafitto in Croce! È Lui la rivelazione più sconvolgente dell'amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi, si illuminano a vicenda. Sulla Croce è Dio stesso che mendica l'amore della sua creatura: Egli ha sete dell'amore di ognuno di noi.
Gesù ha detto: «Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12, 32). La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui. Accettare il suo amore, però, non basta. Occorre corrispondere a tale amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri: Cristo «mi attira a sé» per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore. (Benedetto XVI)

Ho avuto desiderio anch'io di far qualche cosa per un Dio che muore per me, e la cosa più grata che mi venne in pensiero di fare per Gesù, è il morire anch'io a me stessa e alla mia volontà per amor suo. Sicché in avvenire la volontà del mio Dio sarà il mio cibo, il mio conforto; e qualunque cosa voi mi permetterete, mi sarà cara. (Bartolomea)

Misericordias Domini in aeternum cantabo

Pausa di silenzio


«Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto». Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono «sangue ed ac-qua» (Gv 19, 34)! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia … Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all'abbraccio misericordioso del Padre. Il sangue, simbolo dell'amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: «L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù... veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione» (Enc. Deus caritas est, 13). Viviamo allora la Quaresima come un tempo "eucaristico", nel quale, accogliendo l'amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola (Benedetto XVI).

Oh, quanto mai siete grande, o mio Signore, nelle vostre misericordie!... Quanto mai siete buono con le vostre creature!... Potevate fare di piú per attirarvi i nostri cuori e il nostro amore, che donarvi tutto voi stesso nel SS. Sacramento?...
Voi lo sapete quanto gusti di trattenermi ai vostri piedi, quanto cara mi sia quella mensa a cui voi, per eccesso di bontà, ogni giorno mi ammettete, quanto dolci e soavi mi siano quei momenti in cui mi tra-tengo unita con voi. Ma questo è nulla. Vorrei avere qualche cosa anch'io da offrire a voi in contraccambio di tanto amore vostro. E che vi darò io mai?... Se ho qualche cosa, è tutto dono vostro, di mio non ho che miseria e peccati; però so che voi gradite che anche di quel che è vostro io vi faccia offerta; perciò non sapendo che darvi, vi do tutta me stessa senza riserva (Bartolomea).

Misericordias Domini in aeternum cantabo

Pausa di silenzio


Contemplare «Colui che hanno trafitto» ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell'essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell'abbandono di tante persone. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta «ridonare» al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell'Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all'amore di Cristo (Benedetto XVI).

Mio Gesù, non posso chiudere la mia offerta, senza farvi promessa di quello per cui tanto battete al mio cuore. La carità col mio prossimo mi studierò d'esercitarla molto. Userò ogni mezzo, ogni industria per schivare e far schivare il peccato; per il quale oggetto mi renderò anche ardita [...]. Ma soprattutto i poveri, gli ammalati e le giovinette saranno lo scopo delle mie mire. Sacrificherò per questi il desiderio della quiete, i miei esercizi soliti e qualunque cosa. Signore, scuotete la mia poltroneria, fate che metta a profitto il talento che ho ricevuto da voi. Fate che vi compiaccia [...].
Caro Gesú, aiutate la debolezza della vostra serva e la povertà della vostra sposa, [...] seguitemi in tutti i miei passi; crocifiggetemi con voi, fatemi morire a me stessa [...].
Fate che abbia da risorgere con voi ad una vita tutta nuova, tutta rivestita di voi, perché non abbia da vivere che per voi ed in voi, mio caro Tutto.
Maria, mia cara mamma, a voi mi raccomando, imprestatemi il vostro bel Cuore, perché possa amare veramente Gesú (Bartolomea).

Misericordias Domini in aeternum cantabo

Pausa di silenzio




Cantico: Cristo servo di Dio (Fil 2, 6-11)

Venite, adoriamo Cristo Signore:
nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi.


Cristo Gesù, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana, umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.

Venite, adoriamo Cristo Signore:
nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi.

Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra
e sotto terra;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.

Venite, adoriamo Cristo Signore:
nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi.


Supplica a Cristo

Cristo portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia. A lui rivolgiamo la nostra supplica affidandola all'intercessione delle sante Bartolomea e Vincenza.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
perchè con la tua croce hai redento il mondo.


Tu, che sei salito a Gerusalemme per sostenere la Passione e così entrare nella gloria, guida alla Pasqua eterna la tua Chiesa pellegrina sulla terra. Ti adoriamo ...

Tu, che hai pregato perché non venisse meno la fede di Pietro, sostieni il Papa nelle prove del suo ministero apostolico. Ti adoriamo ...

Tu, che trafitto dalla lancia, hai effuso sangue ed acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, guarisci le nostre ferite con la forza vitale della tua grazia. Ti adoriamo ...

Tu, che hai fatto della croce un albero di vita, concedi i suoi frutti di salvezza ai rinati nel battesimo. Ti adoriamo ...

Tu, che dalla croce hai dato per madre al discepolo la tua stessa Madre, concedi a noi la grazia di vivere come suoi veri figli. Ti adoriamo ...


Padre nostro...

Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, per intercessione delle sante Bartolomea e Vincenza fa' che impariamo a riconoscere e a servire con amore premuroso il Cristo, sofferente nei fratelli. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.


Canto:

Ti saluto, o Croce santa
Ti saluto, o Croce santa, che portasti il Redentor:
gloria, lode, onor ti canta ogni lingua ed ogni cuor.
O Agnello divino immolato sull'altar della croce, pietà!
Tu, che togli i peccati del mondo,
salva l'uomo che pace non ha.

 


 
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