SUSSIDI E PREGHIERE

 

 




IL SABATO SANTO CON MARIA
 
Ci prepariamo alla preghiera entrando consapevolmente nel clima di silenzio e di raccoglimento che caratterizza il triduo pasquale.
Il primo passo che compiamo è una preghiera silenziosa personale rivolta al Crocifisso e alla Vergine Madre che gli sta accanto.
All'invito l'assemblea si alza per iniziare insieme la "via dolorosa" con "la Madonna del Sabato santo".

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Ti preghiamo, o Maria, di aiutarci a riflettere
su un episodio tanto doloroso e misterioso della tua vita!
Tu ci hai insegnato che per comprendere
il mistero della tua presenza presso la croce,
noi dobbiamo rifrangerlo in altri misteri della tua vita …
Donaci di partecipare all'amore materno
con cui tu hai vissuto l'oscurità e la sofferenza
in unione con il tuo Figlio.
Fa' che non ci sia, nella nostra ricerca,
niente di indiscreto o di eccessivo
ma che tutto sia lode, rispetto, riverenza
per il mistero vivente che tu sei
e per quel mistero che siamo noi,
tuoi figli che ora ci curviamo sul tuo cammino.
(C.M.Martini, La donna nel suo popolo, p. 111)

Amen.


L'assemblea siede


Nel Venerdì santo, dopo la morte di Gesù, il discepolo Giovanni "prese Maria con sé" (Gv 19,27), nel suo cuore e nella sua casa … Cerco di introdurmi in questa casa dove la Madre di Gesù vive il suo "sabato santo" e iniziare, col permesso di Giovanni, un dialogo con lei. Un dialogo fatto anzitutto di contemplazione del suo modo di vivere questo momento drammatico. (C.M. Martini, La Madonna del Sabato santo, p. 23)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27)

Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù e lo avvolse in un candido lenzuolo. (Mt 27, 57-59)

Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme ad oli aromatici, com'è usanza seppellire per i giudei. Ora nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro vuoto, nel quale nessuno era stato ancora deposto.
Là dunque deposero Gesù. (Gv 19, 40-42a)

Breve pausa di silenzio


Contemplo Maria: è rimasta in silenzio ai piedi della croce nell'immenso dolore della morte del Figlio e resta nel silenzio dell'attesa senza perdere le fede nel Dio della vita, mentre il corpo del Crocifisso giace nel sepolcro.
In questo tempo che sta tra l'oscurità più fitta - "si fece buio su tutta la terra" (Mc 15,33) - l'aurora del giorno di Pasqua - "di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato … al levar del sole" (Mc 16,2) - Maria rivive le grandi coordinate della sua vita, coordinate che risplendono sin dalla scena dell'Annunciazione e caratterizzano il suo pellegrinaggio della fede. Proprio così ella parla al nostro cuore, a noi, pellegrini nel "Sabato santo" della storia. (Idem p. 23-24)

Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: "Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima". (Lc 2, 34-35)

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo". Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto. (Lc 2, 13-14)

Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono (a Gerusalemme) secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. (Lc 2,42-45)

Pausa di silenzio prolungata


Con Maria preghiamo a cori alterni il Salmo 76 (77) che esprime il cuore della Madre di Gesù sotto la croce.

La mia voce sale a Dio e grido aiuto; *
la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti.

Nel giorno dell'angoscia io cerco il Signore, +
tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; *
io rifiuto ogni conforto.

Mi ricordo di Dio e gemo, *
medito e viene meno il mio spirito.

Tu trattieni dal sonno i miei occhi, *
sono turbato e senza parole.

Ripenso ai giorni passati, *
ricordo gli anni lontani.

Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: *
rifletto e il mio spirito si va interrogando.

Ricordo le gesta del Signore, *
ricordo le tue meraviglie di un tempo.

Mi vado ripetendo le tue opere, *
considero tutte le tue gesta.

O Dio, santa è la tua via; *
quale dio è grande come il nostro Dio?

Tu sei il Dio che opera meraviglie, *
manifesti la tua forza fra le genti.

Non si recita il Gloria


TU NEL SABATO DEL SILENZIO DI DIO SEI E RIMANI LA "VIRGO FIDELIS"
E CI OTTIENI LA "CONSOLAZIONE DELLA MENTE".



Che cosa ci dici, o Madre del Signore, dall'abisso della tua sofferenza? Che cosa suggerisci ai discepoli smarriti?
Mi pare che tu ci sussurri una parola, simile a quella detta un giorno dal tuo Figlio: "se avrete fede pari a un granellino di senapa!" (Mt 17,20). (Idem p. 24)

Lettura personale

Che cosa vuoi comunicarci? Tu vorresti che noi, partecipi del tuo dolore, partecipassimo anche alla tua consolazione. Tu sai, infatti, che Dio "ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio" (2 Cor 1,4). E' la consolazione che viene dalla fede … che può essere chiamata la "consolazione della mente".
Di che cosa si tratta?
E' un dono divino molto semplice, che permette di intuire in un unico sguardo la ricchezza, la coerenza, l'armonia, la coesione, la bellezza dei contenuti della fede … Di fronte all'evidenza della sofferenza e della morte, che tende a schiacciare il cuore, tale intuizione si pone come una grazia dello Spirito santo che fa risplendere talmente la "gloria di Dio" da illuminare con la luce della verità anche gli angoli più tenebrosi della storia.
E' la grazia di percepire la gloria di Dio che si manifesta nell'insieme dei gesti con cui il Padre si dona al mondo nella storia di salvezza e, in particolare, nella vita, morte e risurrezione di Gesù.
E' il dono di presagire dietro e sotto gli eventi della fede le vestigia del mistero della Trinità.
(Idem cf p. 25)


Noi non sappiamo, o Maria,
da quale tipo di consolazione profonda
sei stata sostenuta nel tuo Sabato santo.
Siamo certi però
che Colui che ti ha gratificata di tali doni
in momenti decisivi della tua esistenza
ti ha sostenuto anche in quel giorno,
in continuità con tutte le grazie precedenti.
La forza dello Spirito,
presente in te fin dall'inizio,
ti ha sorretto nel momento del buio
e dell'apparente sconfitta del tuo Gesù.
Tu hai ricevuto il dono di poterti fidare fino in fondo
del disegno di Dio
e ne hai riconosciuto nel tuo intimo la potenza e la gloria.
Tu ci insegni così a credere
anche nelle notti della fede,
a celebrare la gloria dell'Altissimo
nell'esperienza dell'abbandono,
a proclamare il primato di Dio e ad amarlo
nei suoi silenzi e nelle apparenti sconfitte.

Intercedi per noi, o Madre,
perché non ci manchi mai
quella consolazione della mente
che sostiene la nostra fede
e fa sì che da un granello di senapa
spunti un albero
capace di offrire rifugio agli uccelli del cielo.
Amen.
(Idem p. 28)

L'assemblea si alza



O Vergine purissima. Ave, o Maria.
O Madre amorosissima. Ave, o Maria.
Tu che tutto puoi ricordati di noi
presso il trono dell'Altissimo.
O Madre della grazia. Ave, o Maria.
O chiave della gloria. Ave, o Maria.
O Vergine fedele. Ave, o Maria.
O Madre dell'amore. Ave, o Maria.


L'assemblea si siede


TU NEL SABATO DELLA DELUSIONE SEI LA MADRE DELLA SPERANZA
E CI OTTIENI LA "CONSOLAZIONE DEL CUORE".


Che cosa ci dici ancora, o Maria, dal silenzio che ti avvolge? Ti sento ripetere, come un sospiro, la parola del tuo Figlio: "Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime" (Lc 21,19). (idem p. 29)
Lettura personale
La parola "perseveranza" può essere tradotta anche con "pazienza". La pazienza e la perseveranza sono le virtù di chi attende, di chi ancora non vede eppure continua a sperare: le virtù che ci sostengono di fronte agli "schernitori beffardi, i quali gridano: 'Dov'è la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione'" (2Pt 3,3-4).
… Se la "consolazione della mente" comporta una illuminazione dell'intelletto e una "apertura degli occhi" (cf Lc 24,31), la "consolazione del cuore" (cf Lc 24,32) … consiste in una grazia che tocca la sensibilità e gli affetti profondi inclinandoli ad aderire alla promessa di Dio, vincendo l'impazienza e la delusione. Quando il Signore sembra in ritardo nell'adempimento delle sue promesse, questa grazia ci permette di resistere nella speranza e di non venir meno nell'attesa. (Idem cf. p. 29-30)

Tu, o Maria, hai imparato ad attendere e a sperare.
Hai atteso con fiducia la nascita del tuo Figlio
proclamata dall'angelo,
hai perseverato nel credere alla parola di Gabriele
anche nei tempi lunghi in cui non capitava niente,
hai sperato contro ogni speranza
sotto alla croce e fino al sepolcro,
hai vissuto il Sabato santo
infondendo speranza ai discepoli smarriti e delusi.
Tu ottieni per loro e per noi
la consolazione della speranza,
la consolazione del cuore.

Noi ti preghiamo, o Madre della speranza e della pazienza:
chiedi al tuo Figlio che abbia misericordia di noi
e ci venga a cercare
sulle strade delle nostre fughe e impazienze,
come ha fatto con i discepoli di Emmaus.
Chiedi che ancora una volta
la tua parola riscaldi il nostro cuore.
Intercedi per noi
affinché viviamo nel tempo
con la speranza dell'eternità,
con la certezza che il disegno di Dio sul mondo
si compirà a suo tempo
e noi potremo contemplare con gioia
la gloria del Risorto,
gloria che è già presente,
pur se in maniera velata,
nel mistero della storia.
Amen.
(Idem p. 30-31)

L'assemblea si alza



Maria, Tu sei la Madre della speranza,
Iddio al ciel t'innalzò fulgida stella;
brilla su tutti noi, Vergine bella,
veglia su tutti noi, Madre d'amor.
Madre del bell'amore, Madre di Cristo,
umile ed alta più che creatura,
specchio di santità sublime e pura,
splenda la tua bontà sopra di noi.

L'assemblea si siede


TU NEL SABATO DELL'ASSENZA E DELLA SOLITUDINE SEI E RIMANI LA MADRE DELL'AMORE
E CI OTTIENI LA "CONSOLAZIONE DELLA VITA".



A questo punto, o Maria, azzardo un'ultima domanda: ma che senso ha tanto tuo soffrire? Come puoi rimanere salda mentre gli amici del tuo Figlio fuggono, si disperdono, si nascondono? Come fai a dare significato alla tragedia che stai vivendo?
Mi pare che tu risponda di nuovo con le parole del tuo Figlio: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12,24). (Idem p. 31-32)
Lettura personale
Il senso del tuo soffrire, o Maria, è dunque la generazione di un popolo di credenti. Tu nel Sabato santo ci stai davanti come madre amorosa che genera i suoi figli a partire dalla croce, intuendo che né il tuo sacrificio né quello del Figlio sono vani. Se lui ci ha amato e ha dato se stesso per noi (cf Gal 2,20), se il Padre non lo ha risparmiato, ma lo ha consegnato per tutti noi (cf Rom 8,32), tu hai unito il tuo cuore materno all'infinita carità di Dio con la certezza della sua fecondità. Ne è nato un popolo, "una moltitudine immensa … di ogni nazione, razza, popolo e lingua" (Ap 7,9); il discepolo prediletto che ti è stato affidato ai piedi della croce … è il simbolo di questa moltitudine.
La consolazione con la quale Dio ti ha sostenuto nel Sabato santo, nell'assenza di Gesù e nella dispersione dei suoi discepoli, è una forza interiore di cui non è necessario essere coscienti, ma la cui presenza ed efficacia si misura dai frutti, dalla fecondità spirituale. E noi, qui e ora, o Maria, siamo i figli della tua sofferenza. (Idem p. 32)

Tu, o Maria, sei Madre del dolore,
tu sei colei che non cessa di amare Dio
nonostante la sua apparente assenza,
e in Lui non si stanca di amare i suoi figli,
custodendoli nel silenzio dell'attesa.
Nel tuo Sabato santo, o Maria,
sei l'icona della Chiesa dell'amore,
sostenuta dalla fede più forte della morte
e viva nella carità che supera ogni abbandono.
Tu, o Maria, ci insegni che l'apostolato,
la proclamazione del Vangelo,
il servizio pastorale,
l'impegno di educare alla fede,
di generare un popolo di credenti,
ha un prezzo, si paga "a caro prezzo".

O Maria, ottienici quella consolazione profonda
che ci permette di amare
anche nella notte della fede e della speranza
e quando ci sembra di non vedere
neppure il volto del fratello!
Donaci quell'intima consolazione della vita
che accetta di pagare volentieri,
in unione col cuore di Cristo,
questo prezzo della salvezza.
Fa' che il nostro piccolo seme
accetti di morire per portare frutto.
Amen.
(Idem cf. p. 34-35)

L'assemblea si alza



Nella casa tua io canto a Te, Maria,
prendi fra le mani Tu la vita mia,
accompagna il mio cammino verso Lui,
sulla strada che hai percorso Tu, Maria.
Tu che hai vissuto nella verità,
Tu, vera donna della libertà,
dal cuore tuo l'amore imparerò
e nel mondo io lo porterò.

Preghiamo.
Padre, guarda questa tua famiglia,
pellegrina nel tempo,
e fa che, dopo aver contemplato con Maria
il mistero della passione e morte di Gesù,
giunga alla luce gioiosa della sua Risurrezione.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

Scenda su di noi , o Padre, la tua benedizione
e donaci di conservare nel cuore e meditare ancora
le opere che tu hai compiuto in Maria
e che hai rivelato ai nostri occhi.
Amen.


Rimanendo nel clima liturgico del triduo pasquale, l'assemblea si scioglie in silenzio

 

 


 
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