SUSSIDI E PREGHIERE

 


 
IL SIGNORE E' BONTA' E MISERICORDIA
 

Salmo 129


Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò ...
"Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo".
Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecorelle".
Gv 18,27; 21,17.

Canto delle ascensioni, per eccellenza:"dal profondo" dell'uomo che ha peccato, fino al "tu" dell'Altissimo che redime.

Nel riandare col pensiero al recente passato, il salmista rivive non solo il male di cui - con Israele - é stato vittima, ma anche quello di cui è stato protagonista colpevole. Ha appena finito di accusare gli altri, gli oppressori, ma ora, nella sua fondamentale onestà, non esita a puntare il dito sulle proprie colpe, sulle infedeltà di tutto Israele. E da questo rapido esame di coscienza, compiuto - come quello del pubblicano - sulle soglie del tempo, sotto l'immediatezza dello sguardo di Dio, sgorga un fiotto di sentimenti buoni, che danno vita ad una delle pagine più belle di tutta la Scrittura.
Non è solo il Salmista, non è solo Israele, è tutto il mondo della miseria umana che dal profondo del peccato innalza il suo grido al Signore. Non è la disperazione di Caino o di Giuda: sono le lacrime della peccatrice ai piedi del Signore, il sobbalzo di Zaccheo dal sicomoro, il pianto amaro e silenzioso di Pietro, l'umile invocazione del buon ladrone ...

La forza incomparabile del salmo è nella perfetta armonia tra un leale e coraggioso riconoscimento della colpa e la fidente certezza nella sconfinata misericordia: "presso di te è il perdono", "grande presso di lui è la redenzione", "egli redimerà Israele da tutte le sue colpe". Di qui, tra i singjiozzi di una contrizione vera - quasi plasticamente sbalzati in versi - emerge "dal profondo" un soavissimo senso di serenità e di pace che pervade l'animo, e lo apre ad una attesa impaziente, piena di speranza: "l'anima mia attende il Signore, più che le sentinelle l'aurora".

Dal profondo ... Cioè, a livello d'uomo. Dal profondo conscio delle colpe deliberate: infedeltà, negligenze, omissioni. Dal profondo inconscio delle pulsioni passionali, delle inibizioni e frustrazioni. Dal profondo conscio della fame e della sete della giustizia, e da quello inconscio di una inestinguibile esigenza d'infinito e di eterno. Dal profondo della miseria, dei limiti, delle incapacità riconosciute ed accettate. Dal profondo della "tua" presenza di grazia nel segreto dell'anima e nel mistero di ogni vita ... L'esperienza di peccato nel "profondo", senza uno sguardo che sappia elevarsi a Dio, genera il "complesso di colpa", sterile, frustrante e alienante fino alla disperazione e alla autodistruzione. La medesima esperienza, penetrata dallo sguardo di Dio, dà, invece, l'umiltà fidente e operosa del "senso di colpa", e con le ali della serena contrizione diviene conversione, e innalza "dal profondo" alla gioia del perdono, alla tenerezza dell'abbraccio del Padre.
Sono queste appunto le ali su cui si libra la preghiera del salmo 129.

 

     

Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?

Ma presso di te è il perdono:
e avremo il tuo timore.

Io spero nel Signore,
l'anima mia spera nella sua parola.

L'anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l'aurora.

Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

 

  PREGHIAMO
Ravviva, Signore misericordioso, la nostra sete di te ogni volta che, umialiàti, torniamo a cercarti dal profondo delle nostre ricadute: non permettere che la cecità dell'orgoglio ci distolga dallo sperare in te.
 

da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 295-296
 
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