SUSSIDI E PREGHIERE

 

 



MERCOLEDI' DELLE CENERI
Commento alle Letture del giorno



PRIMA LETTURA - Gl 2.12-18

Laceratevi il cuore e non le vesti

Leggere la Parola
Nei primi due capitoli del libro del profeta Gioele si racconta di un flagello terribile che ha colpito il popolo: un'invasione di cavallette. Tale evento viene letto come un'anticipazione del "giorno del Signore" - tema caro alla tradizione profetica (cf. Gl 1,15-16; 2,10-11; Mal 3,2.23) - che si presenta con sconvolgimenti cosmici terribili. Al tempo stesso l'esperienza della calamità porta a una liturgia di lutto e di penitenza. Nel brano che oggi la chiesa ci propone di meditare è il Signore stesso a esigere una pronta risposta di conversione (v. 12: il verbo "ritornate"; v. 13: "laceratevi il cuore"). Tutti i membri del popolo di Dio sono indistintamente chiamati alla preghiera per implorare il perdono.

(Cosi dice il Signore:)
"Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti".
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore vostro Dio,
perchè egli è misericordioso e benigno,
tardo all'ira e ricco di benevolenza
e si impietosisce riguardo alla sventura.
Chi sa che non cambi e si plachi
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libazione per il Signore vostro Dio.
Suonate la tromba in Sion,
proclamate un digiuno,
convocate un'adunanza solenne.
Radunate il popolo,

indite un'assemblea, chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l'altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
"Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al vituperio
e alla derisione delle genti".
Perchè si dovrebbe dire fra i popoli:
"Dov'è il loro Dio?".
Il Signore si mostri geloso per la sua terra
e si muova a compassione del suo popolo.



Comprendere la Parola
Nelle assemblee liturgiche che oggi si radunano per iniziare il cammino penitenziale della Quaresima col rito solenne e austero delle ceneri, si compie ancora una volta la prola profetica che in esse si proclama: un popolo si raduna per chiedere perdono a Dio e per innalzare a lui la propria supplica. Un popolo che desidera accogliere l'invito di "ritornare", a "lacerarsi il cuore e non le vesti"; un popolo che si lascia ferire dalla Parola forte del suo Dio, ma che sa di poter tornare perché chi lo chiama è un Signore "misericordioso e benigno, lento all'ira e ricco di benevolenza". Interessante notare come nei vv. 17-18, l'argomento su cui si fa leva per suscitare la misericordia di JHWH è lo stesso che si trova nella preghiera di Mosé in Es 32,11-12 (cf. anche Sal 42,4-11; 79,10; Mic 7,10; Mal 2,17): nessuno possa dire che Dio non interviene in favore dei suoi figli. Si invita Dio a mostrare la sua gelosia, cioè il suo eccesso di amore che si manifesta anche nella compassione per il suo popolo. Oggi dunque, questa parola si annuncia e si compie al tempo stesso: Dio chiama, il popolo si raduna; il Santo invita a conversione, il popolo digiuna e chiede perdono; il Padre concede la benedizione, un tempo favorevole (cf.seconda lettura) e i figli gli ricordano, perché ne diventano consapevoli essi stessi, di essere sua speciale proprietà fra tutti i popoli.


Salmo responsoriale - Sal 50,3-6.12-14.17

Il salmo 50, attribuito al re Davide come richiesta di perdono dopo il suo duplice peccato di adulterio e omicidio (2Sam 11) ci accompagnerà lungo la Quaresima quasi come un ritornello. L'orante riconosce sinceramente il proprio peccato e invoca il perdono di Dio. Soltanto questo può creare un cuore nuovo capace di cantare le lodi del Signore; nella consapevolezza gioiosa di essere salvati.

Rit. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.


 


SECONDA LETTURA - 2Cor 5.20-6,2
Riconciliatevi con Dio ... Ecco il momento favorevole.

Leggere la Parola
L'apostolo Paolo mette in luce uno degli aspetti decisivi del suo ministero: l'essere ambasciatore del Dio che chiede di potersi riconciliare con tutti gli uomini, nell'"oggi" che segna la loro vita: è "ora" il momento favorevole. Questa riconciliazione avviene grazie a Gesù Cristo: questi pur non avendo conosciuto peccato, è stato trattato da "peccato" in nostro favore.

 

[Fratelli,] Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio. E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: "Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!



Comprendere la Parola
Oggi, mercoledì delle ceneri, nel momento in cui la chiesa invita i cristiani a intraprendere un tempo di digiuno e penitenza, risuonano le parole di Paolo che annuncia ciò che viene prima dell'impegno dell'uomo e che costituisce il significato più profon do del tempo che stiamo iniziando a vivere. Non si tratta infatti di quaranta giorni nei quali il cristiano si sforza, con le sue opere buone, di guadagnarsi la salvezza, bensì di un tempo di grazia, di un momento favorevole, di un giorno di salvezza. Con passione e veemenza l'apostolo supplica chi lo ascolta di lasciarsi riconciliare con Dio. Ecco l'origine e il senso di tutto: è Dio stesso che in Gesù Cristo vuole riconciliare tutti con sè, vuole mostrare il suo volto buono a ogni uomo e a ogni donna che vivono sulla terra. C'è un disegno d'amore che Gesù Cristo ha portato a compimento salendo sulla croce per amore di ognuno di noi. Ma c'é anche un rischio: che non ci accorgiamo di nulla, che lasciamo cadere nel vuoto la grazia di Dio. Perché questo non accada egli ci regala un tempo speciale in cui fermarci a guardare il suo amore. Da questa contemplazione potrà nascere la nostra conversione.

 



CANTO AL VANGELO - cf. Sal 94,8

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!


 



VANGELO - Mt 6,1-.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Leggere la Parola
Compito del credente è farsi sempre più consapevole del suo legame col padre: è questa l'indicazione del discorso della montagna nel vangelo di Matteo, vero testo programmatico per una vita secondo il "regno dei cieli". Nelle opere che riempiono le sue giornate, dall'elemosina al digiuno, alla preghiera, il discepolo non deve cercare la lode o l'approvazione della gente, bensì recuperare, nella propria solitudine, il rapporto con il Padre celeste, che vede nel segreto.

 

[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:] Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.



Comprendere la Parola
Questo testo di Matteo (da cui è omesso il Padre Nostro) presenta la triade "elemosina - preghiera - digiuno" come in tre colonne parallele. Dapprima evidenzia quello che va evitato nelle tre pratiche e quindi focalizza l'attenzione sul vero senso di ciascuna. Il Vangelo insegna a rivolgere l'attenzione non all'esterno - il compiere "le vostre buone opere davanti agli uomini per essere ammirati da loro", e dunque alla ricerca di una ricompensa - ma in uno spazio interiore, per essere visti e ricompensati solo dal padre che vede nel segreto.
Il confronto non è dunque tra opere buone e opere cattive, ma sul modo diverso con cui si possono compiere opere che sono in sé oggettivamente buone. Il punto centrale qui non è tanto la ricompensa, quanto la ricerca di un rapporto sempre più sincero con Dio, il desiderio di incontrare lui. Qui stanno la profonda attesa e la disposizione vera che ci devono guidare nel cammino quaresimale segnato dall'attenzione alle buone opere.

 

DALLA PAROLA ALLA VITA

Il digiuno, la preghiera e l'elemosina, nella ricerca di un rapporto vero con Dio (Vangelo), aprono il cammino della Quaresima. E' il tempo della riconciliazione, il tempo propizio per lasciare che il Cristo ci riconcili con il Padre (seconda lettura). La parola di Dio ce ne offre l'occasione, invitandoci a riflettere sul digiuno (prima lettura), ma anche a riappropriarci della nostra condizione di figli.
Le opere buone, sono gesti che ci aprono alla vera guarigione dello spirito (preghiera dopo la comunione), operata dalla vittoria sul nostro egoismo, per essere disponibili alle necessità dei poveri (prefazio III di Quaresima). In una vita frenetica, incapace di vere rinunce se non per fini effimiri, il tempo inaugurato dal segno austero delle ceneri porta a riscoprire il significato profondo del nostro essere. La mortificazion e non è ispirata dal disprezzo della nostra umanità, ma dal desiderio di ritrovare ciò che è essenziale, l'unica cosa necessaria.
 



Preghiera
(Colletta, messa del giorno)

O Dio, nostro Padre,
concedi al popolo cristiano

di iniziare con questo digiuno

un cammino di vera conversione,
per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza

il combattimento con lo spirito del male.

 



da:
Lezionario Commentato, feriale. Rigenarati dalla parola di Dio.
Edizioni Messaggero Padova 2006, pg 10-15, Stefano Tarocchi, biblista, docente e parroco.

web site official: www.suoredimariabambina.org