SUSSIDI E PREGHIERE

 

 



HAI MUTATO IL MIO LAMENTO IN DANZA

Salmo 29


Il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A lui la potenza nei secoli. Amen!
1Pt 5,10-11

Il salmo è una esplosione di riconoscenza al Signore. Con un respiro di sollievo tanto più profondo quanto più grave era stato il pericolo mortale, il povero del Signore si sente spinto insieme alla lode e alla meditazione: la collera del Signore dura un istante, mentre la sua bontà dura per tutta la vita: alla sera il pianto, ma già al mattino ecco la gioia. Ne segue un onesto esame di coscienza: nella prosperità concessagli dalla bontà del Signore, aveva finito col sentirsi sicuro di sé: ma era bastato che il Signore nascondesse il suo volto, per fargli sperimentare tutta la sua impotenza. Di qui, una ritrovata umiltà, era scaturita più pura la sua preghiera, ed il Signore, fedele nell'amore, aveva tramutato il suo lamento in danza.
La tradizione, concorde, ha visto in questo salmo la profezia della risurrezione di Cristo e, quindi, la preghiera di ringraziamento della Chiesa, riscattata in lui dalla morte.



Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.

Signore, mio Dio,
a te ho gridato e mi hai guarito.

Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,

perché la sua collera dura un istante
la sua bontà per tutta la vita:
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ho detto, nella mia insicurezza:
"Mai potrò vacillare!".

Nella tua bontà, o Signore,
mi avevi posto sul mio monte sicuro;
il tuo volto hai nascosto
e lo spavento mi ha preso.

A te grido, o Signore,
al Signore chiedo pietà:

"Quale guadagno alla mia morte,
dalla mia discesa nella fossa?
Potrà ringraziarti la polvere
e proclamare la tua fedeltà?

Ascolta Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!".

Hai mutato il mio lamento in danza,
mi hai tolto l'abito di sacco,
mi hai rivestito di gioia,

perché ti canti il mio cuore, senza tacere;
Signore, mio Dio, ti renderò grazie persempre.


PREGHIAMO
O Dio, la cui bontà ci accompagna per tutta la vita, donaci umiltà nel tempo del benessere, donaci coraggio nell'ora della prova: perché all'angoscia delle tenebre terrene possa seguire la tua gioia, nel mattino senza tramonto. Amen.


  da: Paolino Beltrame Quattrocchi, I salmi preghiera cristiana,
XII Edizioni Benedettine, S. Agata sui due Golfi Na 2001, pg. 60-61
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