SUSSIDI E PREGHIERE
 



Inno eucaristico

 



Ti adoro devotamente, Dio nascosto,
davvero presente sotto queste apparenze:
a te il cuor mio tutto si abbandona,
perché contemplandoti tutto vien meno.

La vista, il tatto, il gusto non intendono, ma
per ciò che udimmo fermamente crediamo:
credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio:
niente è più vero di questa parola di verità.

Sulla croce era nascosta la sola divinità,
ma qui si occulta insieme anche l'umanità;
tuttavia l'una e l'altra credendo e confesssando,
chiedo ciò che domandò il malfattore pentito.

Non vedo le piaghe come Tommaso,
ma ti riconosco per mio Dio;
fa' che si accrescano sempre più la mia fede,
la mia speranza, il mio amore per te.

O ricordo della morte del Signore,
pane vivo, che dai vita all'uomo,
fa' che la mia mente viva di te,
e gusti sempre della tua soavità.

Pio pellicano, Gesù Signore,
me immondo purifica col tuo sangue,
di cui anche una sola stilla può salvare
tutto il mondo da ogni delitto.

O Gesù, che velato ora guardo,
avvenga, ti prego, ciò che tanto bramo:
che, contemplando un giorno il tuo volto svelato,
io sia beato dalla visione della tua gloria.
Amen.

(SAN TOMMASO D'AQUINO)

 

San Tommaso d’Aquino, (Roccasecca, Frosinone, 1225 circa – Fossanova, Latina, 7 marzo 1274) sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e dottore della Chiesa, dotato di grandissimi doni d’intelletto, trasmise agli altri con discorsi e scritti la sua straordinaria sapienza. Formatosi nel monastero di Montecassino e nelle grandi scuole del tempo, e divenuto maestro negli studi di Parigi, Orvieto, Roma, Viterbo e Napoli, impresse al suo insegnamento un orientamento originale e sapientemente innovatore. Affidò a molti scritti impegnati e specialmente alla celebre ‘Summa’ la sistemazione geniale della dottrina filosofica e teologica raccolta dalla tradizione. Ha esercitato un influsso determinante sull’indirizzo del pensiero filosofico e della ricerca teologica nelle scuole dei secoli seguenti.
Invitato dal beato papa Gregorio X a partecipare al secondo Concilio Ecumenico di Lione, morì il 7 marzo lungo il viaggio nel monastero di Fossanova nel Lazio e dopo molti anni il suo corpo fu in questo giorno traslato a Tolosa.
   
 




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