SUSSIDI E PREGHIERE
 



Alla Trinità

 

O mio Dio, Trinità che io adoro,
aiutami a dimenticarmi interamente, per stabilirmi in Te, immobile e quieta,
come se l'anima mia già fosse nell'eternità.

Niente possa mai turbare la mia pace,
nè farmi uscire daT e, o mio Immutabile,
ma ogni istante sempre più m'immerga
nelle profondità del tuo Mistero.

Pacifica l'anima mia,
fanne il vostro cielo,
la tua amata dimora e il luogo del tuo riposo;
fa che in essa io non ti lasci mai solo;
ma tutta io vi stia, ben desta nella mia fede,
immersa nell'adorazione,
e tutta abbandonata alla tua azione creatrice.

O Cristo, mio amato, crocifisso per amore,
vorrei essere una sposa per il tuo cuore,
vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti... fino a morirne.
Ma essendo la mia impotenza,
io ti chiedo di rivestirmi di Te,
d’identificare l’anima mia
a tutti i movimenti dell’anima tua,
di sommergermi, d’invadermi, di sostituirti a me,
affinché la mia vita
non sia più altro che un irradiamento della tua vita.

Vieni in me come Riparatore e come Salvatore.
O Verbo eterno, parola del mio Dio,
voglio passare la vita ad ascoltarti,
voglio rendermi docile a ogni tuo insegnamento,
per imparare tutto da te;
e poi, durante ogni notte dello spirito,
ogni vuoto, ogni impotenza,
voglio fissarti sempre
e starmene sotto il tuo grande splendore;
o mio Astro adorato, affascinami
perché non possa più sottrarmi al tuo irradiamento.

O Fuoco divorante, o Spirito d’amore,
sopravvieni in me,
perché si faccia nell’anima mia
come una incarnazione del Verbo
e io gli sia una umanità di più,
nella quale egli possa rinnovare tutto il suo mistero;
e tu, o Padre,
degnati di abbassarvi fino alla tua povera piccola creatura
e non vedere in essa che il Diletto
nel quale hai posto le tue compiacenze.

O miei "Tre",
mio tutto,
Beatitudine mia,
Solitudine infinita,
Immensità nella quale io mi perdo,
io mi abbandono a tu come una preda;
seppellitevi in me, affinché io mi seppellisca in Voi, nell’attesa di venire a contemplare nella vostra luce
l’abisso delle vostre grandezze.

(BEATA ELISABETTA DELLA TRINITÀ)





















 
 



Elisabeth Catez nacque il 18 luglio 1880 nel Campo d'Avor presso Bourges (Francia), e fu battezzata quattro giorni dopo. Nel 1887 la famiglia si trasferì a Digione. Quello stesso anno muore il papà. Il 19 aprile 1890 riceve la Prima Comunione, l'anno dopo il sacramento della Confermazione. Nel 1894 emise il voto di verginità. Sentendosi chiamata alla vita religiosa chiese alla madre il permesso di poter entrare al Carmelo, ma questa le oppose un netto rifiuto, finchè, non fu costretta a cedere ma a condizione che vi entrasse al compimento della maggiore età. Il 2 agosto 1901 entrava nel Carmelo di Digione dove l'8 dicembre 1901 vestì l'abito religioso. L'11 gennaio 1903 emise la Professione religiosa. Il 21 gennaio dello stesso anno compì la cerimonia della velazione monastica. I cinque anni della sua vita religiosa furono una continua ascesa verso Dio ed il Signore purificò la sua anima con sofferenze spirituali, e con sofferenze corporali attraverso il terribile morbo di Addison che la portò alla morte il 19 novembre 1906.

 



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