MILANO - PROVINCIA D'ITALIA




TRA I POVERI DI OGGI



Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore». L’espressione di papa Francesco va dritta al cuore delle povertà che oggi emergono con maggiore contrasto in un contesto di diffuso benessere.
Il volto della povertà, però, rimane anche se cambia continuamente aspetto. Essere pronti a cogliere tempestivamente questo cambiamento, cercando la soluzione agli innumerevoli problemi di salute che si presentano ogni giorno, è la missione che continuiamo a svolgere presso il Poliambulatorio «S. Francesco d’Assisi» (fondazione Onlus con sede a Milano).

Chi non ha più nulla, chi incomincia a perdere quel poco che aveva, chi non riesce a pagare il ticket in ospedale, chi non può più curare il diabete perché l’insulina costa, chi soffre di ipertensione e non ha un cardiologo di riferimento, chi non può farsi medicare la ferita o farsi togliere i punti o avere un controllo dopo un intervento chirurgico, chi... I’elenco potrebbe continuare.
Eppure ci sembra di poter dire che quel ‘chi’ l’abbiamo assistito, lo seguiamo ancora oggi dal punto di vista sia terapeutico sia umano.
È questa l’immagine che emerge dalla nostra struttura e che, fortunatamente, può contare su oltre cento volontari.

 

 

Essa è diretta e coordinata secondo gli standard sanitari, nonostante non goda più del servizio sanitario della Regione.
Ma, grazie ai servizi statali erogati dagli enti di assistenza sanitaria gratuita, la ASL di Milano assicura le prestazioni del servizio sanitario nazionale nei diversi ospedali a chi è sprovvisto di tessera sanitaria e di medico curante; noi stessi fungiamo da ‘medico di base’ a cui i nostri poveri fanno riferimento quando sorge un problema di salute.
Nel nostro Poliambulatorio si realizza il paradosso della ‘fortuna nella sfortuna’ che si presenta quando - a confronto con il cittadino medio italiano - ‘i nostri’ accedono per primi alle prenotazioni di esami strumentali, visite specialistiche, prericoveri ecc.
Ciò deriva dall’efficienza dell’organizzazione interna, dalla precisione e professionalità con cui viene affrontato ogni caso clinico.

Pur trattandosi di una struttura cattolica, qui trovano accoglienza i fratelli di qualunque religione, perché figli dello stesso Creatore. Diverse sono le culture che si incontrano nelle file della comune necessità. Nell’ultimo anno, per esempio, i nordafricani hanno raggiunto il 34% degli assistiti, gli asiatici il 22%, i latino-americani il 17%, gli europei (italiani compresi) il 27%.

Dal 1° luglio 2014 al 30 giugno 2015 sono stati tesserati 3.345 nuovi pazienti, ognuno dei quali ha una cartella clinica (cartacea e informatica) che viene aggiornata in tempo reale relativamente alla prestazione sanitaria ricevuta (visite di medicina generale e/o visite specialistiche). Io offro la mia collaborazione anche alla comunità «Marta e Maria» per donne in difficoltà: nell’arco di un anno sono passate 188 persone, con un aumento preoccupante del 25% di donne italiane.

Come coordinatrice, ho potuto toccare con mano quanto la crisi economica abbia cambiato significativamente i flussi: oggi si rivolgono a noi italiani con problemi di sfratto, con bisogni alimentari e di vestiario, ma soprattutto di accoglienza e di ascolto, così che possiamo orientarli ai centri in grado di soddisfare le loro attese. E, mentre ci impegniamo a rispondere alle loro necessità, ci è possibile percorrere anche la strada della promozione umana per dare dignità e senso a ogni uomo. Gesù ci ricorda che i poveri li avremo sempre tra noi... a loro noi possiamo accostarci vivendo, dentro il quotidiano, l’inno alla carità di Paolo: «Queste sono le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità, ma di tutte più grande è la carità» (1Cor 13,13).


suor Liliana Scolari
 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org