ITALIA - DELEGAZIONE CENTRO-SUD ITALIA


IMMAGINANDO FUTURO E CREANDO PONTI


La nave, il mare, il buio della sera suscitano emozioni senza fine, liberano la capacità di gioire. Al porto di Palermo ci attendono le nostre suore che ci accolgono nella loro casa dello Zen per la colazione. Subito dopo percorriamo i luoghi dell’antimafia. A Cinisi, nella casa di Peppino lmpastato, incontriamo Daniela e Giovanni, il fratello di Peppino, che raccontano dal vivo la storia di questo giovane trasgressivo, continuamente in urto con la realtà violenta e mafiosa che abitava nella sua stessa casa. Peppino decide di rompere la logica della mafia, perché gli sta a cuore qualcosa di più grande della sua stessa vita, e opera perché altre morti non oscurino il cielo della Sicilia.

I nostri ragazzi sembrano addentrarsi in un dialogo essenziale ascoltando, ed escono dallo scontato, dall’indifferenza, dalla paura e, in diversi passaggi, osano esporre il proprio pensiero, il proprio sentire.
Ci affascina il coraggio di mamma Luciana che non accetta di rispondere alla violenza con la violenza, perché sa che così contribuirebbe a una spirale di vendetta senza fine e senza vie di uscita. Con il cuore che ancora implora comprensione, si impegna ad attendere un tempo che non muore, a costruire la casa della memoria, dove la vita di Peppino viene accolta nella sua intima verità e narrata con la forza di una sapienza libera e fedele che suscita uomini e donne capaci di compiere il proprio compito di umanità.

Raggiungiamo Capaci, il luogo della strage di Falcone e della sua scorta. Una stele indica la morte di chi non ha pensato al proprio bene distinto dal bene comune, non si è sottratto alla responsabilità di contrastare la violenza, ha avuto il coraggio di affrontare la morte.


 

 


Sostiamo poi nella casa delle suore per un pranzo familiare durante il quale cogliamo il senso dello Zen di Palermo, terra fecondissima e terra che grida, perché conosce le forze ostili e incontrollabili del male.
Nel pomeriggio raggiungiamo la casa della madre di Paolo Borsellino in via D’Amelio; sentiamo con tremore che la sua via era assoluta, che egli non accettava compromessi, che si faceva carico di portare a compimento il suo lavoro senza cedimenti.

Mentre consideriamo la malinconia del nostro tempo in cui la storia dei perdenti sembra soffocata, cogliamo anche tanti gesti di resistenza e di speranza che fecondano la bellezza del pensiero e vanno oltre il confine della vita e della morte.
Trascorriamo la serata e la notte nei locali della chiesa di don Pino Puglisi: ci accolgono quattro giovani che, pur leggendo nella storia loro vicina i meccanismi della violenza, stanno imparando a dotarsi di speranza, perché la verità s’impara restando fedeli alla vita e alla terra.
Il mattino dopo ci raggiunge l’amico Barbieri, insegnante nel liceo di Brancaccio; egli con poche ed essenziali parole affida ai ragazzi, come a suoi figli e studenti, il coraggio della dignità che portiamo inscritta nella nostra storia di uomini e di donne. Una pioggia fitta e un vento sferzante accompagnano poi il nostro percorrere la città di Palermo con le sue antiche e indicibili bellezze.

Il viaggio sulla nave «Grimaldi Na-Pa» si è rivelato una possibilità, un orientamento, un itinerario nella speranza, come stile di vita, che attraversa i vari aspetti dell’esistenza ed è disponibilità a mettersi in gioco stando dentro il proprio tempo, aprendo strade nel mare verso la libertà.
I ragazzi, che hanno gustato e partecipato a un’esperienza che sa di umanità, vedono all’orizzonte disegnarsi un nuovo paesaggio del «diritto di Dio» che protegge deboli e forti, della «verità di Dio» che converte lo smarrimento in fiducia e favorisce la fraternità tra gli uomini e le donne a prescindere da età, lingua, provenienza, stato sociale.

suor Lucia Sacchetti
 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org